La Consulta boccia la legge sull’acqua? “Ribelli” eravamo prima e “ribelli” saremo ancora. Le reti non si consegnano! Si torna in prima linea

La Consulta boccia la legge sull’acqua? “Ribelli” eravamo prima e “ribelli” saremo ancora. Le reti non si consegnano! Si torna in prima linea

dott. Michele Botta
Comitato promotore della proposta di legge di iniziativa Popolare e Consiliare per la ripubblicizzazione dell’Acqua in Sicilia

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Acqua pubblica, l’ARS approva la riforma. Il testo voluto dal popolo diventa legge

menfi in piazza per l'acqua

Menfi in piazza per l’acqua

È Legge! Dopo anni di battaglie l’‎ARS fa propria la volontà del popolo! L’‎acqua è ‎pubblica. Una vittoria di tutti

Così Michele Botta, commenta il voto finale dell’Assemblea regionale che ieri sera ha finalmente approvato la riforma del sistema idrico siciliano.

I Comuni che ancora non hanno consegnato gli impianti alla Girgenti Acque potranno continuare a gestire il servizio idrico, mentre gli altri Comuni avranno facoltà di tornare fin da subito ad una gestione pubblica in associazione con altri Comuni. 

Quello che sembrava un miraggio nel deserto siciliano, si è rivelata realtà! Anni di battaglie sempre in prima linea al fianco dei cittadini – continua Bottahanno finalmente portato i frutti sperati. Ci hanno chiamati ribelli e fuori legge perché abbiamo deciso di schierarci dalla parte della gente e della giustizia; Menfi è stata capofila nella battaglia: l’unione di tutti e il coraggio assunto al vertice – conclude Botta, che è stato anche primo firmatario del ddl popolare di pubblicizzazione del servizio idrico  – ci ha fatto ottenere un grande risultato che rimarrà nella storia!”.

Acqua Pubblica, approvato l’art. 1 della legge regionale

iv commissione territorio e ambiente ars

iv commissione territorio e ambiente ars

 

Oggi la IV Commissione ARS Territorio e Ambiente ha approvato i principi di sostenibilità sanciti dal referendum del 2011.

 

Il primo articolo della legge regionale in materia di acque pubbliche enuncia che:

“La Regione considera l’acqua come bene comune pubblico e patrimonio da tutelare, diritto umano individuale e collettivo non assoggettabile a ragioni di mercato; tutti i cittadini devono godere allo stesso modo di un servizio efficace, trasparente ed equo”.

Ai lavori di Commissione ha partecipato anche il dott. Michele Botta, primo firmatario del disegno di legge popolare che su Twitter esulta: “Finalmente approvato l’articolo1 ! Non è la #legge intera , ma è già un buon inizio. #Ars #acquapubblica #ddlpopolare”.

Acqua Pubblica, il TAR condanna l’ATO idrico di Agrigento. A Menfi la gestione resterà al Comune

Acqua Pubblica, il TAR condanna l’ATO idrico di Agrigento

acqua_intervista_botta1-4f1e7805874b3Un altro importante punto viene conquistato dal fronte dei movimenti per l’acqua pubblica nella lunga lotta contro la privatizzazione del servizio idrico integrato.

È di ieri sera, infatti, la notizia che il TAR Sicilia Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale l’Ato idrico di Agrigento è stato condannato nel giudizio da questi proposto contro il Comune di Menfi.

Come si ricorderà, l’Amministrazione comunale guidata dall’allora Sindaco Michele Botta non aveva mai consegnato le reti idriche al privato, continuando a gestire in proprio il servizio idrico.

Ed allora, in data 2 agosto 2012, la Giunta comunale con delibera n. 141 provvedeva ad aggiornare le tariffe del servizio vigenti nel comune di Menfi.

Tuttavia, il Consorzio d’ambito di Agrigento, ritenendo illegittima la condotta dell’amministrazione comunale, anche al fine di poter acquisire le reti idriche del Comune di Menfi, impugnava la delibera n. 141/2012 di aggiornamento delle tariffe comunali.

Ed infatti, in data 4 dicembre ’12, il Consorzio d’Ambito di Agrigento proponeva un ricorso innanzi al TAR Sicilia chiedendo l’annullamento di detta delibera ed, al contempo, il risarcimento dei danni al Comune di Menfi.

In data 4 gennaio 2012, si costituiva in giudizio il Comune di Menfi, in persona del Sindaco pro-tempore dott. Michele Botta, difeso dall’avvocatura comunale, chiedendo l’inammissibilità del ricorso presentato dal Consorzio d’Ambito.

Il Tar Sicilia, Palermo, terza sezione, condividendo le censure formulate dal Comune di Menfi, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’Ato idrico affermando, comunque, nella parte motiva della sentenza, rilevanti principi di diritto in tema di gestione dell’acqua.

Infatti, il TAR ha affermato la legittimità dei provvedimenti posti in essere dai comuni – tra i quali il Comune di Menfi – che non hanno consegnato le reti idriche al privato e , soprattutto, il venir meno dell’interesse del privato ad ottenere le reti idriche comunali essendo entrata in vigore la legge regionale n. 2/2013.

Esulta l’ex Sindaco Michele Botta: “Sentenza storica che gratifica le battaglie di tanti anni fatte da associazioni, movimenti, clero e liberi cittadini per la difesa dell’acqua pubblica.

Il ricorso proposto dal Consorzio d’Ambito non era altro che un Cavallo di Troia tramite il quale volevano appropriarsi delle nostre reti. La giunta da me guidata  si è opposta, anche in quell’occasione, conscia del pericolo che correva la comunità.

Nonostante l’Ato lo avesse paventato come “obbligo di legge” – conclude Botta – noi non ci siamo piegati: anche l’istallazione dei contatori sarebbe un obbligo, ma le Amministrazioni vicine al proprio popolo sanno quando opporsi!”

Acqua Pubblica, Botta: continueremo azioni di disobbedienza civile

20130915-114357.jpgSi è concluso pochi minuti fa, a Burgio, l’incontro organizzato dal sindaco Vito Ferrantelli per discutere sulle azioni da intraprendere a seguito della nota inviata dall’Ato Idrico di Agrigento a tutti i 17 comuni che non hanno consegnato le reti al gestore privato.

Quale primo firmatario del DDL popolare – scrive l’ex sindaco Michele Botta – ho accettato con piacere l’invito del sindaco di Burgio ed insieme agli altri primi cittadini abbiamo deciso di continuare nelle azioni di disobbedienza civile fin qui svolte, forti del sostegno popolare e del formidabile esito referendario del giugno 2011.

Chiederò – aggiunge Botta – un incontro immediato con il Presidente della Regione Crocetta volto a definire un percorso comune che possa chiudere definitivamente l’anomalia tutta siciliana in cui il servizio idrico integrato è gestito in maniera diversa tra comuni della stessa provincia, promuovendo un cammino di unità anche con quei municipi che già hanno consegnato le reti: possibilmente sfruttando le norme previste nel DDL popolare (bacini idrogeologici omogenei) che, per colpevole volontà della politica siciliana, in maniera bipartisan, si è impantanato tra i corridoi dell’ARS. Le proposta è stata favorevolmente accolta dall’assemblea dei sindaci che hanno sottoscritto un documento ufficiale.

Acqua pubblica, dall’Ars via libera ai sindaci che non hanno consegnato gli impianti: “Potranno continuare a gestire il servizio idrico senza obbligo di consegna delle reti” Il sindaco Botta: “A Menfi le famiglie hanno risparmiato oltre 1.500 euro in quattro anni

Acqua pubblica, dall’Ars via libera ai sindaci che non hanno consegnato gli impianti: “Potranno continuare a gestire il servizio idrico senza obbligo di consegna delle reti”
Il sindaco Botta: “A Menfi le famiglie hanno risparmiato oltre 1.500 euro in quattro anni

acqua soldi
In Sicilia arriva il primo segnale di rispetto del referendum che aveva sancito, a furor di popolo, il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua:
La giustizia trionfa: la scelta di non consegnare le reti mantenendo pubblica la gestione del servizio idrico si è rivelata giusta e assennata”.
Così il sindaco di Menfi, Michele Botta, commenta la decisione dell’Assemblea regionale siciliana di disporre la liquidazione delle autorità d’ambito che finora hanno coordinato il servizio idrico integrato. E mentre l’ATO idrico si appresta ad andare in pensione – un decreto legge regionale sancisce il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua – la Regione ha anche disposto che tutti i Comuni che ancora non hanno consegnato gli impianti alla Girgenti Acque potranno continuare a gestire il servizio idrico, senza avere nulla da temere dal punto di vista legale e senza aver più l’obbligo della consegna delle reti.
Pur di rispettare la volontà dei cittadini – continua Botta – abbiamo resistito anche alle diffide perentorie con le quali si intimava ai Comuni che non l’avessero ancora fatto la consegna degli impianti, assumendoci grandi responsabilità, anche personali. Ci hanno chiamati sindaci ribelli e fuori legge perché abbiamo deciso di schierarci dalla parte della gente e della giustizia, sulla base di un principio inalienabile: l’acqua è di tutti e non deve essere gestita dai privati. Menfi è stata capofila nella battaglia: l’unione di tutti e il coraggio assunto al vertice – conclude Botta, che è stato anche primo firmatario del ddl regionale di pubblicizzazione del servizio idrico  – ci ha fatto ottenere un grande risultato e ha consentito alle famiglie di risparmiare oltre 1.500 euro in quattro anni”.

Acqua: commissione Ars approva ddl ripubblicizzazione risorse idriche

Si tagliano 9 Ato, nasce un’Agenzia senza gettoni di presenza

La commissione Territorio e Ambiente dell’Ars questa mattina ha approvato ad unanimità il disegno di legge sulla ripubblicizzazione delle risorse idriche in Sicilia di cui il Sindaco di Menfi Michele Botta è tra i promotori.

“Sono soddisfatto per la positiva conclusione dell’iter parlamentare di questa proposta di legge – dice Michele Botta, sindaco di Menfi, primo firmatario del ddl di iniziativa dei consigli comunali – perché si tratta di un tema sostenuto non da una parte politica, ma dalla gente. I parlamentari presenti in commissione sono stati consequenziali agli impegni con noi presi in diverse occasioni, dando così seguito e voce alla volontà popolare. Ora – conclude Botta – l’ultimo passaggio in Aula potrà essere affrontato con maggiore serenità.”

Il testo licenziato in commissione prevede la reintroduzione di sistemi di gestione pubblica dell’acqua attraverso i comuni, consorzi di comuni e aziende speciali. Per quel che riguarda i contratti attualmente attivi con le società private con il rafforzamento dell’articolo 49 del ddl, abbiamo la possibilità di intervenire in tutti i casi di inadempienza. Altro aspetto centrale della riforma è la cancellazione degli attuali 9 Ato e la creazione di un’unica Agenzia, nella quale i componenti non riceveranno alcun gettone.