Stoppa la piattaforma

STOPPA LA PIATTAFORMA“, è un’iniziativa nata con l’obiettivo di bloccare ogni ipotesi di  prospezioni geologiche per la ricerca di idrocarburi nel mare antistante Sciacca – Menfi – Selinunte: il punto più vicino alla costa dell’area oggetto di prospezione potrebbe essere a soli 2 KM da CAPO S. MARCO.
Sarebbero previsti due pozzi di esplorazione petrolifera.

Il comitato “STOPPA LA PIATTAFORMA” ha avvitato l’analisi della documentazione tecnica a sostegno della richiesta di autorizzazione ed ha rilevato una serie incredibile di errori.

IL COMITATO PRESENTERÀ LE SUE OBIEZIONI AL DELIRANTE PROGETTO IN UNA CONFERENZA STAMPA ENTRO LA FINE DEL MESE.

IL COMITATO ha chiesto ai comuni di Sciacca, Menfi e Castelvetrano di attivarsi per sollevare le obiezioni del caso in tempo utile (ENTRO il 28 MAGGIO), coinvolgendo anche LE PROVINCE DI AGRIGENTO E TRAPANI E LA REGIONE SICILIA.

Anche Menficambia.net ha aderito al Comitato

13 Risposte

  1. Indetti i consigli comunali in contemporanea. (14-05-2010)

    Subito un vertice dei presidenti dei consigli comunali di Menfi, Sciacca e Castelvetrano, (Buscemi – Bellanca – Lombardo), per fare il punto della situazione e respingere la richiesta della San Leon Energy, per effettuare indagini tecniche nel litorale alla ricerca di idrocarburi. Stupefatti i presidenti dei consigli comunali che non si spiegano come il ministero abbia dato parere favorevole all’indagine da effettuare viste le peculiarità del territorio volte al turismo archeologico, naturalistico ed ittico. Il 20 maggio ci sarà una seduta in contemporanea dei consigli comunali, per respingere tali richieste dannose per il territorio.

  2. Ricerche di idrocarburi, avviata indagine al Comune di Menfi, (17-05-2010)

    Il Sindaco di Menfi, Michele Botta, ha disposto un’indagine interna tesa a ricostruire la vicenda della “campagna di prospezioni geologiche per la ricerca di idrocarburi” e ad accertare eventuali responsabilità circa possibili inadempienze.
    Questo atto segue il mandato assegnato la settimana scorsa all’ufficio ambiente del Comune di Menfi al fine di predisporre opposizioni, osservazioni, memorie, documenti e relazioni tecniche nei confronti dell’iniziativa della società “San Leon Energy Srl”.

    “Questa iniziativa imprenditoriale è una follia – dice Botta –. Vadano a fare ricerche a casa loro!
    Non permetteremo a nessuno di impadronirsi della risorsa più preziosa che abbiamo: il nostro mare ed il nostro territorio”.

  3. Interpellanza Urgente dei deputati nazionali Marinello, Cristaldi, Vincenzo Antonio Fontana, Marsilio, Garofalo, Traversa, Antonione, Baldelli, Berruti

    I Sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppò economico, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:

    la società San Leon Energy con sede all’estero con esiguo capitale sociale ha ottenuto il, permesso da parte del Ministero dello sviluppo economico di eseguire ricerche di idrocarburi nel mare di Sciacca, Selinunte e Menfi per una superficie di 482 chilometri quadrati in una fascia di mare assai vicina alla costa (da un minimo di 2 chilometri ad un massimo di 12 chilometri di distanza);

    L’area marittima è piena di riserve naturali, banchi corallini e zone di pesca, in particolare la zona di mare tra Capo Bianco e Capo S. Marco rappresenta una delle zone di ripopolamento ittico più importanti del canale di Sicilia che alimenta, tra l’altro, l’attività peschereccia delle Marinerie di Sciacca e Mazara del Vallo;

    l’area di mare interessata è fortemente vulcanica e sismica (isola Ferdinandea) e le perforazioni potrebbero interferire con fenomeni vulcanici secondari;

    lo spazio di mare vicino alle piattaforme sarà interdetto alla navigazione con gravi danni alla pesca, alla balneazione ed alla nautica da diporto;

    eventuali piattaforme sarebbero quindi ben visibili dalla costa ed anche dalla zona archeologica di Selinunte;

    la costa prospiciente all’area di mare citata è interessata da notevoli attività turistiche con investimenti cospicui privati e pubblici, tra cui il “Golf Resort Verdura” del gruppo Rocco Forte a Sciacca, le strutture alberghiere del gruppo Aeroviaggi e gli investimenti in fieri di Italia Turismo;

    nelle zone interessate dalla concessione sono ricomprese Porto Palo di Menfi, che vanta da molti anni la bandiera blu, e altre zone turistiche di grande rilievo come quella di Selinunte, Capo Granitola e Mazara del Vallo, per le quali si prospettano danni ambientali ed economici devastanti —:

    come sia stato possibile che il Ministero dello sviluppo economico abbia potuto concedere il permesso per le ricerche di idrocarburi ad una società di limitatissima consistenza economica ed affidabilità;

    perché non si sia valutato adeguatamente l’impatto fortemente negativo per le attività economiche della zona in campo turistico e peschereccio;

    quali siano i rischi a cui un’area di mare ecologicamente assai pregiata verrebbe esposta dal rilascio di questa concessione, e questo anche alla luce dell’immane disastro ecologico che le trivellazioni petrolifere stanno provocando nel golfo del Messico;

    se non si ritenga assolutamente urgente ed indispensabile bloccare definitivamente il rilascio del permesso di ricerche di idrocarburi nel mare di Sciacca, Selinunte e Menti, richiesto dalla società San Leon Energy.

    (2-00717) “Marinello, Cristaldi,Vincenzo Antonio Fontana, Marsilio, Garofalo, Traversa, Antonione, Baldelli, Berruti”

    • IL VIDEO DELL’INTERPELLANZA AL GOVERNO E LA REPLICA DEL SOTTOSEGRETARIO GIRO

      http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Assemblea/player_con_contenuti_SeduteWindow?action=1

      CLICCA SU: Ultimi Video – Legislatura n.16 Seduta n.325 E SELEZIONATE L’INTERROGAZIONE DI MARINELLO

      • Interpellanza urgente presentata al Ministro dello Sviluppo Economico daglin onorevoli Marinello, Cristaldi, Vincenzo Antonio Fontana, Marsilio, Garofalo, Traversa, Antonione, Baldelli, Berruti
        ______________________________________
        Pubblichiamo qui di seguito il resoconto stenografico dell’interpellanza urgente presentata alla Camera dai deputati Giuseppe Marinello, Cristaldi, Vincenzo Antonio Fontana, Marsilio, Garofalo, Traversa, Antonione, Baldelli e Berruti in data giovedì 20 maggio 2010 e la relativa risposta fornita dal sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, Francesco Maria Giro.
        ______________________________________

        Svolgimento di interpellanze urgenti (ore 9,47).

        (Autorizzazione concessa dal Ministero dello sviluppo economico alla società San Leon energy per la ricerca di idrocarburi nel mare di Sciacca, Selinunte e Menfi – n. 2-00717)

        PRESIDENTE. L’onorevole Marinello ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00717, concernente l’autorizzazione concessa dal Ministero dello sviluppo economico alla società San Leon energy per la ricerca di idrocarburi nel mare di Sciacca, Selinunte e Menfi (Vedi l’allegato A – Interpellanze urgenti).

        GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, intervengo soltanto per alcuni minuti perché di fatto ribadisco interamente quanto già esposto nell’interpellanza urgente stessa.
        Colgo l’occasione per rappresentare l’estrema inquietudine da parte delle popolazioni della zona sud-occidentale della Sicilia. Infatti, di fronte ad un’autorizzazione di ricerca di idrocarburi così estesa – 482 chilometri quadrati – e allocata in una zona di alto interesse ambientale, naturalistico, storico, archeologico e anche economico, cioè l’area che si estende dal fiume Verdura sino alla importantissima città archeologica di Selinunte e, quindi, tendente sino a Capo Granitola, cioè vicino a Mazara del Vallo, lei capirà, signor Presidente, che le inquietudini della popolazione sono assolutamente giustificate.
        La zona è, infatti, interessata da riserve naturali, da banchi corallini, da zone di pesca importantissime che, tra l’altro, alimentano con le loro risorse le marinerie di Mazara del Vallo, la più importante d’Italia, e la marineria di Sciacca, anche questa importantissima.
        È, inoltre, una zona a rischio perché interessata nel passato da terremoti e, peraltro, con aree vulcaniche che, in un Pag. 12certo qual modo, mostrano anche segni di attività: dall’isola Ferdinandea, con i fenomeni di bradisismo, al vulcano Empedocle.
        Vale la pena di ricordare che quella è una zona che dal punto di vista turistico e alberghiero è estremamente importante, dove oggi esiste un insediamento tra i migliori, i più importanti d’Italia, cioè il Golf Resort Verdura del gruppo Rocco Forte.
        Vale, inoltre, la pena di ricordare che questo importantissimo investimento da parte di operatori stranieri è stato ottenuto anche grazie ad un contratto di localizzazione che ha visto partecipare la regione, lo Stato, lo stesso Ministero dello sviluppo economico e, quindi, intensi finanziamenti pubblici. Ci sono gli insediamenti turistici del gruppo Aeroviaggi, ci sono in fieri una serie di investimenti da parte di Italia turismo, società pubblica partecipata da Invitalia e, quindi, anche in questo caso intensi capitali pubblici.
        C’è la zona di Selinunte, zona archeologica di grande importanza. La invito a riflettere solo per un istante sull’immagine di una piattaforma petrolifera di fronte ai templi del quinto e sesto secolo. C’è la zona di Porto Palo interessata da un grosso investimento pubblico e privato per il porto turistico di grande importanza e, infine, tutta una serie di strutture alberghiere, anche queste peraltro beneficiarie di intervento pubblico. Mi riferisco al contratto di programma denominato consorzio turistico trapanese.
        Ecco, per farla breve, signor Presidente, le popolazioni sono estremamente allarmate e ne hanno ben ragione. Proprio nella giornata di oggi si svolgeranno una serie di consigli comunali aperti nella città di Sciacca, di Menfi, credo pure a Castelvetrano e ritengo che l’attenzione sia massima.
        Tale attenzione ha già messo in evidenza che la società richiedente queste autorizzazioni ha sede legale all’estero – credo in Islanda – e che il capitale sociale è assolutamente ridotto. Ci chiediamo come un’attività di tale portata possa essere posta in essere da società dal modesto capitale sociale, quali possano essere le garanzie per lo Stato, per le comunità locali, quali possano essere anche le garanzie di tipo assicurativo per le popolazioni interessate.
        Ci chiediamo come sia stato possibile arrivare ad un regime autorizzatorio di questo tipo in un tempo assolutamente rapido, senza di fatto darne preventiva contezza alle popolazioni e agli enti locali interessati e, peraltro, concedendo, grazie ad una pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, soltanto 45 giorni di tempo per eventuali osservazioni da parte degli interessati.
        Di fatto, oggi c’è la paura e il timore che si possa arrivare ad un esito positivo della pratica presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in sede di valutazione di impatto ambientale in maniera seminascosta e, quindi, senza la giusta evidenza di un fenomeno di questo genere.
        Quindi, signor Presidente, l’interpellanza urgente di oggi serve per avere risposte dal Governo e, soprattutto, serve per dare contezza ai rappresentanti degli enti locali del reale stato dell’arte, in maniera tale da mettere in condizione gli enti locali, cioè i comuni e le province, di potere agire in difesa del proprio territorio e della propria gente.

        PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, Francesco Maria Giro, ha facoltà di rispondere.

        FRANCESCO MARIA GIRO, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, riguardo alle richieste degli onorevoli interpellanti si riscontra quanto segue. La zona marina antistante le coste di Sciacca, Selinunte e Menfi è attualmente interessata solo da istanze, e non da autorizzazioni, di permesso di ricerca per idrocarburi presentate dalla società San Leon Energy e precisamente dalle istanze d 352 C.R.-SL, d 353 C.R.-SL e d 354 C.R.-SL.
        Si fa presente che, prima dell’eventuale conferimento dell’autorizzazione, tutte le istanze di permesso di ricerca di idrocarburi Pag. 13sono sottoposte all’esame della commissione idrocarburi e risorse minerarie, organo consultivo del Ministero dello sviluppo economico, e che solo successivamente vengono inoltrate all’esame del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, cui è demandata la definitiva verifica di compatibilità ambientale.
        Nel dettaglio, dette istanze sono state sottoposte all’esame della citata commissione che, nella seduta dell’11 dicembre 2009, ha espresso un parere favorevole all’accoglimento delle stesse. A seguito di tale parere, il Ministero dello sviluppo economico ha, comunque, invitato la società istante a presentare tutta la documentazione necessaria per la pronuncia di compatibilità ambientale presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
        Quest’ultima amministrazione ha comunicato lo stato dell’iter procedurale che riguarda le richieste della San Leon confermando che le attività per le quali è stata presentata istanza di VIA o di esclusione dalla stessa, prevedono solo prospezioni geofisiche con la tecnica dell’air-gun.
        La verifica di procedibilità delle istanze di cui sopra è ancora in corso presso il Ministero dell’ambiente che, una volta verificata la procedibilità delle stesse, provvederà ad inviare la relativa documentazione alla commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS per l’avvio dell’istruttoria tecnica.
        Pertanto si ribadisce che, allo stato attuale, in merito alle istanze della società San Leon non è stato ancora emanato un decreto di conferimento di permessi. La società San Leon non può quindi procedere alla perforazione di un pozzo, né all’allestimento di un qualunque impianto di estrazione, dal momento che l’esecuzione di tali operazioni sarà, eventualmente, possibile solo dopo aver ottenuto il conferimento del titolo e successivamente ai controlli di competenza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e ad altre specifiche autorizzazioni dei competenti organi periferici dello stesso Ministero e delle altre amministrazioni interessate.
        Al riguardo, si fa presente che, anche in caso di conferimento del permesso e dell’esito positivo della conseguente attività di ricerca da parte della Società San Leon, la successiva eventuale messa in produzione di idrocarburi non avverrà in maniera automatica, ma solo al termine di un iter istruttorio di conferimento di un titolo minerario diverso dal permesso di ricerca denominato «concessione di coltivazione». A maggior garanzia, l’attribuzione di detto titolo avverrebbe solo al termine di un nuovo procedimento istruttorio condotto da questo Ministero e dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
        Infine, circa le capacità tecniche ed economiche della società San Leon, preme evidenziare che il Ministero dello sviluppo economico ha ultimamente provveduto, con decreto ministeriale del 26 aprile 2010 (disciplinare tecnico), ad emanare specifiche norme che fissano puntualmente i requisiti di idoneità tecnica ed economica cui devono rispondere le società che richiedono permessi di ricerca. Pertanto la società San Leon sarà, prima del rilascio dell’eventuale permesso di ricerca, assoggettata ad un ulteriore controllo specifico di conformità alle norme di detto decreto ministeriale.

        PRESIDENTE. L’onorevole Marinello ha facoltà di replicare.

        GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, ringrazio il Governo, in particolare il sottosegretario per la risposta, perché in un certo qual modo mi tranquillizza, seppur parzialmente, allorquando fa riferimento ad istanze e non ad autorizzazioni. Tra l’altro, dalla relazione del sottosegretario emerge che comunque l’iter è piuttosto complesso e articolato nel tempo, dunque vi è tutta una serie di possibilità di verifiche e di accertamenti.
        Quindi, tutto questo sarà sottoposto sicuramente a verifiche e ad accertamenti, Pag. 14non solo da parte del Ministero dell’ambiente e, ovviamente, del Ministero dello sviluppo economico, ma sarà anche alla base delle eventuali – anzi, delle sicure – azioni che i responsabili degli enti locali (cioè, dei comuni e delle province interessate) metteranno in atto per salvaguardare quei territori ed anche il loro sistema economico produttivo. Mi riferisco alla zona sud-occidentale della Sicilia, che, oggi, rappresenta una delle zone più sviluppate dell’intera regione e che quindi, non può assolutamente subire un vulnus di questo genere. Un’eventuale autorizzazione in ordine all’estrazione di idrocarburi in quelle zone arrecherebbe all’intera popolazione dei guasti non soltanto ambientali e paesaggistici, ma soprattutto economici.
        Mi rendo conto che l’atto di sindacato ispettivo in oggetto è stato presentato attraverso la forma dell’interpellanza urgente e che, quindi, il Governo ha avuto poco tempo per preparare la risposta, tuttavia mi sarei aspettato una risposta ben più compiuta in merito ad una questione che avevo posto: mi riferisco alle maggiori informazioni che chiediamo in ordine alla solidità economica e alla capacità professionale della società San Leon energy. Ciò non toglie che avremo il tempo, il modo e la possibilità per accertare meglio questi aspetti. Soprattutto, mi conforta il fatto che un nuovo decreto ministeriale – quello del 26 aprile 2010, che contiene il disciplinare tecnico – di cui non avevo conoscenza, contribuirà a stabilire dei requisiti ancora più cogenti.
        In ogni caso, posso qui preannunziare al Governo che questa è soltanto la prima iniziativa che pongo in essere personalmente, ma unitamente ad altri parlamentari. Non è un caso, infatti, che l’interpellanza urgente a mia prima firma, seppur presentata da parlamentari del gruppo del Popolo della Libertà al quale appartengo, porti anche la firma di un importante esponente del Partito Democratico e, quindi, del centrosinistra. Ebbene, vorrei annunziare che questa è la prima delle iniziative di controllo e di verifica che sarà posta in essere dai parlamentari siciliani, proprio per verificare l’iter procedurale e, soprattutto, per evitare che disastri ambientali, paesaggistici ed economici possano interessare il nostro territorio e il Mar Mediterraneo, che non appartiene soltanto al nostro territorio, ma è patrimonio comune dell’intero Paese e del bacino del Mediterraneo in genere.
        Pertanto, signor Presidente, ringrazio lei e, in maniera particolare, il rappresentate del Governo: continueremo nel prosieguo della nostra azione politica. Comunque, già da stasera, porteremo a conoscenza ai consigli comunali, che si svolgeranno in Sicilia, la risposta del rappresentante del Governo: gli amministratori locali sapranno, quindi, quali azioni intraprendere per garantire al meglio le loro popolazioni.

  4. Sabato 22 maggio 2010 presso la sala Blasco del Comune di Sciacca, alle 17,30, il Dott. Macaluso parlerà della scoperta del Vulcano Empedocle anche alla luce delle ultime novità petrolifere e del rischio che comporterebbe il posizionamento di piattaforme in questo tratto di mare.
    Non mancate.

  5. Ricerca di idrocarburi nei territori di sciacca menfi e selinute. Al momento sono state presentate solo delle istanze, non e’ stata data alcuna autorizzazione alle trivellazioni. Cosi’ il governo ha risposto stamane all’interpellanza presentata da 8 parlamentari del pdl, primo firmatario l’on giuseppe marinello, e dall’on angelo capodicasa del pd. La vicenda approda anche all’ars su iniziativa del parlamentare del partito democratico vincenzo marinello.
    Questa dunque la risposta del governo all’interpellanza presentata nei giorni scorsi da alcuni parlamentari del pdl, primo firmatario l’on giuseppe marinello, ma anche dall’on angelo capodicasa del pd in relazione al progetto della san leone energy.

    Una risposta di cui marinello ha preso atto non mancando di sottolineare di non ritenersi completamente soddisfatto.

    Intanto la vicenda approda anche all’ars. Il parlamentare del pd vincenzo marinello ha presentato ieri una mozione in merito al progetto di ricerca di idrocarburi, sottolineando come la costa e il mare antistante sciacca, menfi e selinunte, devono essere assolutamente salvaguardati e protetti. Lo richiedono il bacino idrotermale e il porto peschereccio di sciacca, il conseguimento della quattrordicesima bandiera blu per il mare di porto palo e il sito archeologico di selinunte.

    Al governo regionale il parlamentare saccense ha chiesto che venga rigettata la richiesta della societa’ san leone energye che venga al piu’ presto approvata dall’ars una legge che tuteli le coste siciliane .
    (rmk.it)

  6. Paci e Lazzano chiederanno ricorso al TAR

    I Consiglieri Provinciali del gruppo PDL alla Provincia Regionale di Agrigento Mario Lazzano ed Ivan Paci, si associano a quanti in questi giorni hanno lanciato il giusto grido di allarme, sia con comunicati stampa che con circostanziate interpellanze parlamentari non ultima quella a firma dell’On. Giuseppe Marinello e dell’On. Enzo Fontana, circa la possibilità concreta che la società San Leon Energy stia per chiedere tutte le autorizzazioni per effettuare a largo delle coste di Sciacca, Menfi, Castelvetrano, di eseguire ricerche di idrocarburi per una superficie di 482 km quadrati in una fascia di mare assai vicina alla costa.
    “Tutto ciò appare insensato, nonché devastante, se la compagnia otterrà tutte le autorizzazione da parte degli Enti preposti ad iniziare dal Ministero dell’Ambiente ad effettuare le ricerche” dicono i consiglieri del PDL in una nota stampa.
    “L’aera marittima – si legge nella nota – è piena di riserve naturali, banchi corallini e zone di pesca, che verrebbero interdette sia alla navigazione che alla balneazione.
    Sarebbe una vera iattura per l’intero territorio oltre che, l’area interessata è fortemente vulcanica e sismica (Isola Ferdinandea) e le perforazioni potrebbero interferire con fenomeni vulcanici secondari. Per non parlare di tutti quegli insediamenti turistici di livello Internazionale come quello di Ser Rocco Forte e di Sciacca mare che ne verrebbero fortemente danneggiati.
    Nei prossimi giorni – concludono nella nota i consiglieri provinciali del PDL – chiederemo al Presidente della Provincia se tale scellerata iniziativa dovesse andare avanti, di appellarsi al TAR Sicilia alle eventuali autorizzazioni che la Società in questione dovesse ricevere da parte di tutti gli Enti preposti”.

  7. Su IL FATTO QUOTIDIANO del 3 giugno, pagina 9, Giuseppe Lo Bianco e Ferruccio Sansa hanno pubblicato un articolo che esamina l’intera vicenda delle possibili trivellazioni lungo le coste di Sciacca.

    Piattaforme petrolifere in mezzo al mare. No, non è una rogna solo per Obama. Se ne sono accorti i siciliani che, con le immagini della Louisiana negli occhi, stanno lottando contro i permessi di ricerca del petrolio nel loro mare. Licenze per oltre mille km quadrati. Parliamo di quel mare blu perfetto e incontaminato tra Marsala, Sciacca e le Egadi (ma altre richieste sono state presentate per Pantelleria e Lampedusa).
    E’ l’ora del tramonto sulla spiaggia di Marsala. Giacomo Di Girolamo e Vincenzo Figlioli sono due giornalisti d’inchiesta: su giornali, siti e radio animano la società civile trapanese. Giacomo e Vincenzo indicano il braccio di mare tra Marsala e le Egadi, ombre scure all’orizzonte. “I permessi riguardano anche questa zona”, spiegano quasi increduli.
    Di qui comincia una storia che dice tante cose della politica italiana: “Le licenze sono state date tanto dal centrosinistra che dal centrodestra, ma oggi qui i due schieramenti si ritrovano uniti a lanciare l’allarme”, spiega Figlioli.
    Una vicenda che da una parte vede protagonisti i giganti del petrolio (ma anche società con capitali di poche migliaia di euro), dall’altra comitati e associazioniambientaliste. Una lotta impari.
    L’oro nero e la Sicilia, una storia lunga decenni. Sull’isola si raffina il 30 per cento del petrolio consumato in Italia, tanto che le aree di Priolo, Milazzo e Gela sono qualificate ad elevato rischio ambientale (con tanto di inchieste giudiziarie, a Gela si procede per disastro ambientale). Con dubbio vantaggio perché, come ricorda il giornale “L’isola”, le royalties
    che le compagnie pagano alla Sicilia sono tra le più basse d’Italia , che nel complesso vanta royalties tra le più basse del mondo. Lo dicono i produttori di petrolio nei loro siti: “La struttura delle royalties in Italia è una delle migliori del mondo. Per i permessi offshore le tasse sono solo del 4 per cento, ma nulla è dovuto fino a 300.000 barili l’anno”.
    Così è cominciata la corsa alle trivellazioni nel mare siciliano. E dire che già l’Eni negli anni ‘80 ci aveva provato con due pozzi poi abbandonati perché antieconomici.
    Ma adesso secondo l’associazione l’AltraSciacca sono una trentina i permessi già concessi in gran segreto, “senza la pubblicità prescritta”. I primi cinque arrivano nel novembre 2006 (era al governo il centrosinistra).
    “Ad aggiudicarseli sono stati la Shell e la Northern Petroleum (tra Marettimo e Favignana). Poi è arrivata la Audax Energy e nel 2009 (era Berlusconi, quindi) è toccato a tre autorizzazioni alla San Leon Energy”, ricostruisce Ignazio Passalacqua, consigliere AFFARI SPORCHI provinciale di Trapani (centrosinistra), in prima fila contro le trivellazioni.
    E qui scoppia la rivolta dei trapanesi, perché quel mare vale oro per il turismo e la pesca. Così i comitati di Sciacca cominciano a indagare sui permessi e le società petrolifere.
    Primo: “Lo Studio Ambientale presentato dalla società a noi sembra inadeguato e zeppo di imprecisioni, inoltre la
    popolazione è stata male informata”.
    Secondo: “La San Leon Energy è una srl con un capitale di diecimila euro. La sede è in un paesino della Puglia. Abbiamo cercato di contattarli, ma ai recapiti forniti rispondono altre società. Non solo: la ditta risulta inattiva ed è stata ceduta a una società madre con sede in Irlanda”.
    Niente di irregolare, però elementi che, secondo le associazioni, suscitano allarme: “Come si fa a concedere a un soggetto di queste dimensioni il permesso di realizzare sondaggi tanto delicati?”, si chiedono l’ingegner Mario Di Giovanna e l’associazione AltraSciacca.
    Ecco la questione più delicata:“Il Ministero dello Sviluppo Economico nel 2009 (ministro Scajola) ha autorizzato le ricerche nel mare antistante la zona Archeologica di Selinunte e le spiagge di Menfi (da 14 anni Bandiera Blu), per non dire della città turistica di Sciacca con uno dei più grandi porti del Mediterraneo per il pesce azzurro. Le ricerche arriveranno a meno di due chilometri dalla costa e si estenderanno per 482 chilometri quadrati”.
    Non basta: “Siamo a due passi da due vulcani sottomarini attivi: una zona sismica”.
    Ancora: “Il piano prevederebbe indagini condotte con l’air gun (pistola ad aria che crea un’onda sonora ad alta intensità) e la trivellazione di due pozzi di esplorazione.
    Nessuno si è ricordato le riserve naturali e i banchi di c o ra l l i ”.
    Perfino il senatore Antonio D’Alì, Pdl (in molti ricordano le dichiarazioni contro il protocollo di Kyoto), ha presentato una preoccupata interrogazione. Il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Menia, ha risposto: “La Northern Petroleum non può procedere alla perforazione di un pozzo, né all’allestimento di un qualunque impianto di estrazione, finché non abbia ottenuto l’ulteriore verifica di compatibilità ambientale e le autorizzazioni
    specifiche”.
    Riportano i resoconti parlamentari: “Il senatore D’Alì si dichiara soddisfatto delle informazioni”. Ma non la gente di Trapani: “Possibile che i giganti del petrolio si accontentino di fare le ricerche senza avere avuto rassicurazioni sulla costruzione dei pozzi? Contro colossi di quelle dimensioni siamo impotenti”.

  8. L’ESPRESSO ” LE TRIVELLE SUL VULCANO” pag 81

  9. Riunione del Consiglio Provinciale, ieri, nella sala giglia. Ai lavori del Consiglio ha partecipato il Presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi.

    All’ ordine del giorno le trivellazioni petrolifere nel mare antistante la costa agrigentina. Ad illustrare il documento, anch’esso votato all’unanimità dal Consiglio, è stato Ezio Di Prima. Il documento impegna la Provincia a sostenere le iniziative di lotta già avviate dai consigli comunali di Menfi, Sciacca e Castelvetrano che hanno detto all’unisono un secco no alle trivellazioni petrolifere. I Consiglieri provinciali Carmelo Avarello, Roberto Gallo, Mario Lazzano hanno sostenuto che questo fatto evidenzia come la nostra provincia rischia di diventare la pattumiera d’Italia e che quindi bisogna portare avanti una battaglia per la tutela del nostro patrimonio ambientale e soprattutto della nostra costa.

  10. […] il video di Mario di Giovanna, portavoce del comitato Stoppa la piattaforma che ha registrato moltissime visite e tanti commenti di indignazione verso lo scempio delle […]

  11. La Regione Sicilia dice no alle trivellazioni

    Limitare le ricerche di idrocarburi sia nel mare che nell’entroterra siciliano.

    E’ l’atto di indirizzo varato dalla giunta regionale. La decisione arriva dopo le prese di posizione del governo regionale guidato da Raffaele Lombardo, avvenute nelle scorse settimane, “in seguito ai numerosi incidenti nelle piattaforme petrolifere in altre parti del mondò. “Un atto teso a prevenire – afferma una nota – l’attività di trivellazione, incompatibile con l’immenso patrimonio naturalistico, marino e paesaggistico della nostra isola”.

    “Con questa decisione abbiamo detto basta alle trivellazioni nei nostri mari – dice Lombardo – Un tema nel quale occorre cura, attenzione e un rigore estremo. Ci sono grandi gruppi che richiedono le autorizzazioni, certo, hanno referenti, dipendenti, uomini politici ben disposti ad ascoltarli. Ma vengono a prendere il petrolio da noi, e cosa ci danno? Due lire. Lo raffinano e a noi la benzina costa più cara che non nella Valle d’Aosta, dove costa la metà, ma anche nel Lazio o quant’altro. E noi per quattro posti di lavoro dobbiamo inghiottire veleno?”

    “Ma quello che mi preoccupa però ancora di più è che non si diano autorizzazioni a perforare il mare. – afferma – E se ci sono buoni rapporti con la Libia, non servano solo per le parate militari, si facciano valere questi buoni rapporti, non tanto per dare addosso ai poveri emigrati che cercano lavoro, ma anche perché nelle acque territoriali di quei paesi, nel mare Mediterraneo, non si perfori. Perché se qua, in mare chiuso, succedesse un disastro come quello del golfo del Messico, il petrolio rimarrebbe ad avvelenare per milioni di anni uno dei mari più belli e la sua flora e la fauna, che per un’isola come la Sicilia è la vita”. “Niente trivellazioni quindi e un intervento forte perché il governo – conclude – ottenga che il petrolio lo si vada a cercare dovunque ma non in quello che è il cosiddetto mare nostro”.

    fonte: gds.it

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