Menfi, “aggiustato” lo stipendio all’assessore

L’AUMENTO È RETROATTIVO A PARTIRE DAL 18 GIUGNO

La giunta comunale di Menfi non va in ferie. Anche nella settimana di ferragosto, gli amministratori menfitani hanno lavorato alacremente. Tra le misure adottate dalla giunta Lotà spicca la “Rideterminazione dell’indennità di carica dell’Assessore Saverio Palminteri” (delibera n.146 del 13/08/2013).

Saverio Palminteri

Saverio Palminteri

Partiamo dall’inizio. In una delle prime riunioni successive all’insediamento, la giunta aveva stabilito le proprie indennità: all’assessore all’Agricoltura era stato attribuito uno stipendio mensile di 794 euro: tutti gli amministratori avevano, poi, deciso di ridursi gli emolumenti del 30%, cosicché al rappresentante in giunta del Partito Democratico spettavano “solo” 555 euro.

Ma grazie al Sindaco Di Benedetto, anch’egli del PD, e alla sua richiesta di parere fatta alla Corte dei Conti, l’assessore Palminteri ha potuto ottenere la modifica della delibera n.110 del 21 giugno scorso in senso più favorevole.
Palminteri, infatti, secondo la Corte non rientrerebbe tra le categorie di impiegati pubblici che hanno diritto all’aspettativa: pertanto, può ottenere l’intera indennità di carica come Assessore del comune di Menfi, oltre alla retribuzione da parte della Pubblica Amministrazione di appartenenza (l’unione dei Comuni Terre Sicane, di cui il comune di Menfi fa parte).

A fine mese e per il resto del mandato, l’assessore ai servizi sociali percepirà un’indennità di carica integrale di 1.588,17 €, diminuita a 1.111,72 € in ragione della riduzione del 30% stabilita per il 2013 dalla giunta.

L’aumento di stipendio è retroattivo a partire dal 18 giugno.

(Belicenews.it)

Assemblea dei democratici

Domenica 20 novembre si terrà un’ assemblea del Partito Democratico.

L’iniziativa, promossa dal Consigliere Baldo Gambina, verterà sui temi della politica locale, con l’impegno del PD di “riallacciare un discorso con i tesserati e con la città, per rilanciare l’azione politica”.

Al dibattito, che si terrà domenica alle ore 18.00 nei locali di Via della Vittoria n. 314, potranno partecipare tutti i cittadini che vorranno contribuire al dibattito.

Governo, i radicali liberi salvano il Cav.

Tra meno di un anno li vedremo probabilmente sottosegretari o Vice Ministri, ma sicuramente non ci saranno le droghe leggere legalizzate (altrimenti andrebbe via Giovanardi), più probabilmente un’altra Amnistia (perchè in questo caso qualche altro deputato si guadagnerebbe!).

Stiamo parlando di Marco Beltrandi, Maurizio Turco e gli altri seguaci di Pannella che hanno consentito che il governo oggi ottenesse l’ennesima fiducia, garantendo il numero legale in aula. Cosa hanno ottenuto? Nulla. Ma riflettendo sulle 4 nomine governative fatte dopo il voto di fiducia di oggi, verrebbe da dire “nulla…oggi!”

Quasi un anno fa, infatti, esattamente il 14 dicembre, era toccato a un paio tra neo finiani ed ex idv  salvare il governo: oggi sono stati nominati membri del governo.

Sono Aurelio Misiti (un passato nelle file di idv ed mpa), nominato Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Catia Polidori, ex finiana diventata invece viceministro dello Sviluppo Economico. Giuseppe  Galati, ex ccd, vicino a Baccini, sottosegretario all’Istruzione. Guido Viceconte, invece è il nuovo sottosegretaro all’Interno.

I radicali, che hanno fatto fallire il blitz ordito da Franceschini alla Camera per far cadere Berlusconi,  difendono la loro scelta e annunciano querele contro chi li accusa di essere stati determinanti per il raggiungimento del numero legale (quota 315) durante il voto di fiducia al governo. Per le cronache, il primo deputato radicale che ha votato è stato Marco Beltrandi, quando si erano presentati davanti al banco della presidenza solo 297 deputati . Dopo di lui ci sono stati gli altri voti radicali e 14 della maggioranza.

La più arrabbiataperò,  è Rosy Bindi, presidente del Partito Democratico: “Quando gli stronzi sono stronzi galleggiano senz’acqua“. La colpa dei radicali? Non essere entrati in aula al segnale del generale Bindi. Così i radicali “liberi” hanno fatto scattare l’intolleranza di tutti quelli che speravano che fosse la volta buona per dare una spallata al Cavaliere.

Dal canto suo Marco Pannella ritiene che «La Bindi e il Pd sono fuori di testa». Sul sito dei Radicali Italiani piovono però messaggi di protesta di sostenitori delusi. E Hari, tra i tanti, scrive: «Scilipoti vi fa un baffo. Addio…».

Rifiuti in Sicilia, il PD ci riprova da Menfi

Rifiuti in Sicilia, il PD ci riprova da Menfi

Si terrà Lunedì 17 ottobre 2011 alle ore 17:00 – presso l’Aula Consiliare di Menfi – l’iniziativa sul tema della gestione dei rifiuti organizzata dal Partito Democratico dal titolo Modificare la L. R. n.9/2010_Ai Comuni e ai cittadini il controllo sulla raccolta dei rifiuti”.

Con la legge regionale approvata nel marzo scorso – ma mai entrata in vigore! –  il governo Lombardo intendeva chiudere la stagione degli Ato, gli ambiti territoriali ottimali,  per aprire quella delle Srr. Così facendo, la gestione dei rifiuti sarebbe passata dai 27 Ato alle 10 Srr (società di regolamentazione del servizio di raccolta), una per ogni provincia più una società per le isole minori.

In ambito di assunzioni, la legge rendeva nulle tutte le assunzioni fatte dai vecchi Ato senza concorso pubblico dopo il 2007 ed impediva alle nuove società di assumere nuovo personale per tre anni. Sui tagli al personale, l’assessore al ramo Russo, subito dopo l’approvazione della legge, aveva precisato che “Sarà garantito il lavoro ai dipendenti legittimamente assunti. Questa legge – ha concluso Russo – sia letta come l’ennesimo monito per ribadire che le furbate non vengono più sanate”.

Fortissime polemiche, però, avevano preceduto l’approvazione della legge regionale 9/2010: in particolar modo, soprattutto all’interno della maggioranza che sostiene Lombardo, pareri discordanti si scontrarono sulla norma “salva ato virtuosi”, costringendo Lombardo e Pier Carmelo Russo a ritirare l’emendamento che prevedeva il salvataggio degli Ato che avevano raggiunto almeno il 15% di raccolta differenziata.

LA POLEMICA INTERNA AL PD. Sulla norma salva “Ato virtuosi” il Pd era spaccato. Sul tema l’Aula si era impantanata per l’ennesima volta, fino a quando è intervenuto il governatore Lombardo chiedendo la sospensione della seduta per rasserenare gli animi. Ma voci di corridoio, al contrario, raccontavano di una riunione di gruppo tra i democratici – che pare si sia svolta nella sala lettura di palazzo dei Normanni – nel corso della quale si sarebbero alzati i toni e scaldati ulteriormente gli animi. In ogni caso, al rientro in Aula numerosi emendamenti sono stati ritirati e la legge è stata approvata senza l’allargamento ai quattro Ato “virtuosi” di Termini Imerese, Caltagirone, Sciacca, Mazara del Vallo.

All’indomani dell’entrata in vigore della legge, indicative dello scontro sembravano le dichiarazioni degli esponenti democratici:

“Finalmente si mette la parola fine ad un sistema, ereditato dai governi precedenti, che ha trasformato la Sicilia in una pattumiera a cielo aperto ed ha utilizzato gli Ato come strumenti di sottogoverno” – Antonello Cracolici, presidente del gruppo PD all’Ars –  “Avremmo preferito – ha concluso Cracolici – che questa riforma valorizzasse quegli Ato che in questi anni, nonostante le tante difficoltà, hanno lavorato bene garantendo servizi efficienti e tariffe equilibrate”.

Di segno opposto le dichiarazioni del deputato regionale PD Nino Di Guardo, in linea con quelle dell’ex Sindaco di Catania, il senatore democratico Enzo Bianco: “La riforma degli Ato Rifiuti è sicuramente necessaria, ma questa riforma cancella, contro ogni buon senso, le esperienze virtuose del Belice e del Calatino”. Lo afferma, dopo il via libera all’Ars della riforma sui rifiuti, il senatore del Pd Enzo Bianco, che aggiunge come “ancora una volta il governo regionale in nome di un presunto rinnovamento riesce a piegare le buone intenzioni ai giochi di interesse politico”. Bianco sostiene che “una riforma che non salva le eccellenze e non le prende a modello rischia di non essere una buona riforma” e che “il presidente della Regione assesta così un nuovo colpo alle punte di efficienza del Calatino, dopo il declassamento dell’ospedale e la soppressione dell’azienda ospedaliera, senza addurre ragioni chiare e trasparenti”. Bianco ritiene “quantomeno discutibile il mancato sostegno di larga parte del Pd all’Ars a difesa dell’esperienza di Kalat Ambiente” aggiungendo che “buttare al vento anni di risultati positivi e buone prassi non è un’azione intelligente” e manifestando il sospetto che “questo nuovo colpò sferrato alle amministrazioni del Calatino nasconda altri intenti molto meno nobili di quelli che hanno ‘ispirato’ la riforma”.

Il deputato agrigentino Di Benedetto ha ottenuto l’approvazione di un emendamento che prevede delle misure compensative non solo per quei Comuni nel cui territorio ricade una discarica, ma anche per i Comuni limitrofi alle discariche o la cui area urbana è interessata al transito di mezzi che trasportano rifiuti. L’altro deputato del PD, Marinello, cugino del Presidente (ora commissario liquidatore Sogeir), non ha ottenuto l’approvazione dell’emendamento sugli ato virtuosi, tra cui proprio quello dei 17 comuni con a capo Sciacca gestito da Sogeir.

Infine il segretario provinciale del Pd di Catania Luca Spataro dopo il via libera all’Ars della riforma sui rifiuti: “Ritengo che nell’esame della riforma di riordino degli Ato si sia commesso l’errore gravissimo di non salvare l’esperienza delle società ‘virtuose’, cioé di quei modelli che hanno funzionato e che andavano preservarti”. Spataro osserva come “il Calatino in questi anni ha raggiunto una media di raccolta differenziata di ben 15 punti più alta di quella regionale” e definisce l’esperienza di Kalat Ambiente “un validissimo esempio per dimostrare come si può costruire nell’Isola un modello virtuoso di gestione integrata del ciclo dei rifiuti”. “Da questi modelli – sottolinea Spataro – si doveva ripartire per imparare, per emularne le prassi vincenti, invece si è deciso di fare tabula rasa di tutto buttando via il bambino con l’acqua sporca. Cambiare la Sicilia significa dare valore alle cose positive che ci sono, invece la mia impressione é che come al solito si voglia cambiar tutto perché tutto resti uguale”.

L’INIZIATIVA DEL PD A MENFI. Lunedì l’iniziativa del PD voluta dal terzo parlamentare regionale democratico della nostra provincia, Panepinto: “Modificare la L. R. n.9/2010_Ai Comuni e ai cittadini il controllo sulla raccolta dei rifiuti”.

Ma Con quali presupposti?

A Menfi, dove la raccolta differenziata “porta a porta” si effettua sull’intero centro urbano  con risultati considerevoli (57% di differenziata nel 2010), occorre fare un ragionamento serio: secondo noi, restituire ai comuni la gestione diretta del ciclo dei comuni sarebbe la soluzione “ottimale” per un territorio virtuoso, salvando, al contempo, gli investimenti fatti in termini di mezzi (autocompattatori, pulispiaggia, pale meccaniche, ecc..) e di strutture e impianti (discariche, impianti di compostaggio, isole ecologiche, ecc..)!

Ma sarà questa la proposta che il PD verrà a presentare a Menfi?
E se lo fosse, troverebbe d’accordo tutti i suoi deputati all’Assemblea Regionale ?

La Sicilia non può permettersi ancora compromessi al ribasso!

La classifica degli onorevoli siciliani

Chi sono i parlamentari siciliani più produttivi? Ovvero quanti sono gli atti che ciascun deputato o senatore riesce non solo a presentare, ma anche a far diventare legge, a far discutere e votare dai colleghi evitando che restino semplici intenzioni? Ce lo rivela una speciale classifica stilata da Open Polis, in base a criteri formulati anche in base ai suggerimenti degli stessi parlamentari e che viene definita “Indice di produttività”.

Scorrendo la classifica del Senato, sono siciliani i primi due classificati: il messinese Gianpiero D’Alia (Udc) al primo posto e il palermitano Carlo Vizzini (Pdl) al secondo. Per trovare un altro siciliano, bisogna scendere al dodicesimo dove si attesta il trapanese Antonio D’Alì (Pdl). Ma ai siciliani, oltre alla testa, va anche la coda della classifica: gli inquilini di Palazzo Madama meno produttivi sono, infatti, il siracusano Sebastiano Burgaretta Aparo (Pdl) e l’ennese Vladimiro Crisafulli (Pd). Da segnalare che, nelle prime cento posizioni, gli isolani sono soltanto dieci.

Di gran lunga peggio va alla Camera, invece, dove il primo siciliano (con esclusione quindi di Rita Bernardini, eletta nell’Isola ma romana) è solo al ventiduesimo posto: si tratta del saccense Giuseppe Francesco Marinello (Pdl). E per trovarne qualche altro, bisogna scendere ancora più in basso, arrivando al catanese Giuseppe Palumbo (Pdl) e alla palermitana Alessandra Siracusa (Pd) oltre il sessantesimo posto. Nelle prime cento posizioni, si piazzano appena cinque siciliani. Risultati non proprio lusinghieri, che dimostrano come i parlamentari isolani, a parte qualche eccezione, non riescano ad incidere più di tanto nei lavori d’Aula e ad essere particolarmente produttivi.

Guardando alla classifica delle semplici presenze, a Palazzo Montecitorio il più assente fra i siciliani è Calogero Mannino (629°) del Misto mentre il più presenzialista è il catanese Salvatore Torrisi, del Pdl, con appena 75 assenze su 9114 sedute.
Al Senato i più assenti fra i siciliani
sono il messinese Domenico Nania (Pdl) e il catanese Giovanni Pistorio (Misto quota Mpa) che si classificano, rispettivamente, al terzultimo e penultimo posto fra tutti gli inquilini di Palazzo Madama. Il più presente fra i siciliani, alla Camera alta, è il lercarese Mario Ferrara (Forza del Sud).

(Livesicilia)

Non pervenuti gli onorevoli Leoluca Orlando e l’altro saccense Ignazio Messina

Consiglio comunale di Menfi del 30 agosto 2011

Vista l’ora tarda, su proposta del consigliere Bondì i lavori consiliari vengono aggiornati a mercoledì 7 settembre.

Ore 01.35Riprendono i lavori del consiglio

Ore 00.45su proposta del consigliere Santacroce si sospende il consiglio per approfondire meglio il tema delle dismissioni delle aree avanti al centro civico e dell’ostello della gioventù. Contrari 7, favorevoli 11.
La seduta è sospesa.

Ore 23.05 l’ass. Napoli da lettura della proposta di delibera sul punto all’odg sul piano delle dismissioni dei beni immobili comunali

Conclude il Sindaco che risponde ad alcuni interventi dei consiglieri comunali, specie ardizzone, secondo il quale si continua a proclamare candidato a sindaco solo per auto-convincersi e al cons. Buscami alla cui politica sul FARO il Sindaco contrappone la politica del FARE. Afferma che la città di Menfi è invidiata all’esterno per le proprie capacità economiche ed imprenditoriali. Conferma l’appello agli uomini di buona volontà e prende spunto dalla dichiarazione del cons. Gambina quando dice che “continuerà a sostenere l’amministrazione fino a quando Menfi sarà servita per quello che merita”

Interviene il consigliere API Bondì che condivide le dichiarazioni del consigliere Clemente. Chiede se, vista l’importanza dei successivi punti (bilancio e piano delle opere pubbliche), sia possibile rinviare la seduta a domani sera.

il consigliere di progetto Menfi Clemente ribadisce il sostegno alla persona perbene che si chiama Michele Botta e col quale vi è un’alleanza politica e personale dal 1998.
Crede che per ardizzone continuare a proclamarsi candidato a sindaco sia solo per auto-convincimento .
Mette a nudo tutti i passaggi del cantiere politico che hanno coinvolto S. Palminteri, E. Buscami e, indirettamente, Romano. Prende atto delle aperture politiche di Romano e La Placa.

Gambina, PD, dichiara che, pur rimanendo nel partito democratico, porterà avanti il programma sottoscritto dal c.d. Cantiere politico per il bene della città. Rimarrà nel pd per coerenza e per rispetto degli elettori e dei candidati non eletti.

Interviene il consigliere indipendente Giuseppe Palminteri. Ribadisce che nonostante il fallimento del cantiere per colpa dei consiglieri che si sono tirati indietro, andrà avanti nella coalizione a sostegno del Sindaco Botta e del programma per la città.

il consigliere di progetto Menfi Mattioli giustifica la sua fuoriuscita dal MpA e dice che il fallimento del cantiere politico è da attribuire a quei consiglieri che non hanno rispettato la parola data, prendendo in giro il resto dei consiglieri comunali. Dichiara infine che continuerà a sostenere l’amministrazione Botta.

Interviene il consigliere API Santacroce che si assume tutte le responsabilità di un rappresentante istituzionale. Critica coloro cui piace apparire e che si dicono di essere di opposizione per poi andare dal Sindaco e chiedere le cose comportandosi diversamente da come si appare davanti alle telecamere.
Spiega le motivazioni dell’abbandono del PD addossando le responsabilità ai referenti parlamentari che non danno direttive chiare sulla linea del partito e non danno risposte a coloro i quali sono in ‘trincea’. Evita, poi, di parlare dei problemi interni del pd menfitano.

Il consigliere pd Palminteri chiarisce che il pd è all’opposizione dal giugno 2008, nonostante abbia aderito al cantiere politico nel settembre 2010. Poi accusa provocatoriamente il Presidente Buscemi di tenere nei cassetti della presidenza del consiglio numerose proposte di sviluppo dell’amministrazione.

il capogruppo pdl, La Placa, considerata la situazione di crisi socio-economica che interessa il mondo intero, la Nazione e che a cascata coinvolge anche Menfi, apre a possibili convergenze su progettualità tese a favorire la crescita della comunità menfitana, nonostante la posizione di minoranza del suo gruppo consiliare.

Il consigliere udc Romano invita il Sindaco a trovare una maggioranza politica.

Il consigliere Enzo Buscemi dice di sentirsi un abusivo dentro il coniglio comunale e riporta che quando gira per strada tutti ridono di lui. Infine critica i c.d. Fari elettorali piazzati prima delle elezioni comunali del 2008 “ad amici e amici degli amici”.

Ore 21.15inizia il dibattito politico.

Ore 21.10Il Presidente comunica la costituzione del nuovo gruppo consiliare dell’Api formato dai consiglieri Francesco Santacroce e Antonino Bondì. I due consiglieri lasciano il PD. Sarà Santacroce il capogruppo.

Ore 21.00 Inizia il consiglio comunale, il Sindaco da comunicazioni alla città sulla manovra correttiva bis del governo nazionale e sui tagli al comune di Menfi che nel solo 2011 avrà un calo di 900000 euro di trasferimenti statali e regionali.

Il Consiglio comunale aperto sull’impianto a biomasse delle Cantine Settesoli

Menfi dice no alla realizzazione dell’impianto alimentato da biomasse delle Cantine Settesoli. Seduta consiliare aperta ieri sera al comitato promotore della raccolta firme e a tanti cittadini.

Il dato venuto fuori dalla seduta consiliare aperta svoltasi ieri sera a Menfi è la contrarietà della cittadinanza e del consiglio in relazione al progetto per la realizzazione di un impianto alimentato da biomasse presentato dalle cantine Settesoli. Durante la seduta il comitato civico ha depositato le oltre 3000 firme raccolte per dire no al progetto e si e’ registrato un vivace confronto. I consiglieri comunali si esprimeranno ufficialmente nella seduta gia’ programmata per il 26 luglio, ma gia’ ieri sera hanno espresso il loro parere. E a questo punto la vicenda puo’ dirsi conclusa in considerazione della volonta’ delle cantine Settesoli di andare avanti con il progetto soltanto in caso di condivisione dello stesso da parte del consiglio comunale di Menfi.

(fonte: sciaccaonline.com)

Dopo l’illustrazione del progetto da parte dello staff di progettisti Settesoli, spazio ai pareri dei cittadini.
Anche i consiglieri comunali hanno espresso la loro opinione. Da un punto di vista politico, è emersa una vistosa spaccatura all’interno dell’opposizione e del Partito Democratico, con il capogruppo Saverio Palminteri che si è mostrato possibilista per una valutazione positiva del progetto giorno 26. Anche l’UDC si è espresso favorevolmente, diversamente dal resto dei partiti del “terzo polo”.
Il consigliere Bondì, poi, ha criticato vibratamente la gestione del Presidente Nino Buscemi, reo di aver ritardato, da aprile a giugno, la messa all’ordine del giorno della proposta. La critica di Bondì ha poi fatto riferimento alla precedente vicenda TreTigli, in cui Buscemi era Sindaco e aveva dato un nulla osta alla fattibilità dell’opera. Tesi, quest’ultima, ribadita dal Consigliere Clemente. Il Sindaco Botta, ricordando tutti i passaggi amministrativi dell’iter di questo progetto, e cogliendo le richieste di alcuni cittadini, ha proposto una tavola rotonda in cui esperti della Settesoli ed esperti del comitato dei cittadini, possano confrontarsi su tutte le criticità emerse in ordine al progetto.

Da pù parti, poi, è emersa l’esigenza che il Presidente del Consiglio Comunale metta al più presto all’ordine del giorno il Piano Energetico Ambientale Comunale.

A conclusione del dibattito il Sindaco, su proposta del Consigliere La Placa, ha invitato a continuare il confronto e la collaborazione tra le Isituzioni cittadine, le Cantine Settesoli e la comunità menfitana. L’appello è stato accolto dal Presidente del comitato cittadino, Padre Marco Damanti, che si è reso disponibile all’incontro anche per evitare “fratture” tra la città e l’azienda che rappresenta il motore dell’economia menfitana.