Belìce: 45 milioni per la ricostruzione della valle. Dalla Legge di Stabilità oltre 6 milioni alla città di Menfi


Sarà un Natale di fiducia e di speranza per 40 famiglie menfitane che dal 2013 potranno iniziare i lavori di ricostruzione della propria casa danneggiata dal Sisma del Sessantotto. Il sindaco Michele Botta, infatti, ha ricevuto dal Senatore D’Alia la conferma dell’inserimento nella Legge di Stabilità 2013 dell’emendamento che assegna ai comuni della Valle del Belìce 35 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai 10 milioni già votati dalla Camera dei Deputati.

I cittadini di Menfi ottengono una grossa quota di contributi che dà il via libera allo scorrimento della graduatoria dei progetti di ricostruzione.

“Finalmente siamo riusciti a ottenere i contributi per la Ricostruzione post terremoto – dice Botta – quarantacinque milioni di euro di cui andranno sei milioni alla città di Menfi dando la possibilità ai nostri concittadini di iniziare i lavori già nel 2013”. A beneficiarne saranno appunto le prime 40 famiglie in graduatoria. “Sono particolarmente felice che la tanto attesa notizia arrivi in questo periodo di festività natalizie – continua il sindaco – è una importante iniezione di fiducia per il settore edile e per tutto l’indotto che ci permette di essere più sereni e ottimisti per l’anno a venire”.

“La notizia di oggi – conclude Botta – aggiunge un importante tassello per completare le procedure di ricostruzione e dal rendere una soluzione definitiva all’annoso problema.”.
L’emendamento all’articolo 2 comma 13 del testo della legge di stabilità (legge finanziaria dello Stato), primo firmatario il Sen. A. D’Alì e cofirmatari i Senatori Gianpiero D’Alia (UdC), Fleres e Vicari, consentirà il completamento degli interventi di edilizia privata ed in parte ad opere pubbliche, saranno impegnate sul Fondo di Solidarietà e Coesione 2007-2013.  Un importante risultato raggiunto dal coordinamento dei 21 sindaci del Belìce di cui Michele Botta è il vice coordinatore.

Annunci

Belìce: i soldi per la ricostruzione ci sono, ma Lombardo non li spende

belice terremoto burocrazia sisma

“Il Governo è ancora in attesa del via libera della Regione Sicilia per utilizzare 105 milioni per la Ricostruzione della Valle del Belice, ma l’assessore Armao e il Governatore Lombardo vorrebbero dal Governo nazionale la rassicurazione che questi soldi prelevati dai fondi FAS siano solo ‘in prestito’ . ”

Lo dichiara il Sindaco di Menfi, Michele Botta,  a seguito dell’incontro svoltosi con il Dirigente del Ministero delle Infrastrutture e i sindaci della Valle del Belìce.
Dai dati forniti dal Ministero, infatti, la Regione Siciliana ha speso circa 500 milioni provenienti dai fondi FAS per spese correnti (i forestali, i lavoratori della Gesip di Palermo: circa 50 milioni per 2 mesi di stipendio, etc) e non per investimenti,  per i quali sono destinati i denari  dei FAS.

“Inoltre – continua Botta – , la Sicilia ha ancora la possibilità di spendere circa 700 milioni di euro relativi alla programmazione 2000-2006  che però sono sospesi in attesa di risanare il Comune di Catania o altre spese correnti, facendo perdere la possibilità di creare crescita, lavoro, indotto.”

“Lombardo lasci perdere le elezioni – conclude Botta – e torni ad amministrare la Regione Siciliana, compreso un territorio come quello della Valle del Belìce che ormai da troppo tempo è in attesa di completare la ricostruzione post-terremoto”.

Belìce, “La ricostruzione del Belice tra pianificazione e utopia – Gennaio 1968 Gennaio 2012”

Nell’ambito delle iniziative organizzate dai comuni della valle del Belice, sabato 14 si terrà a Menfi un convegno dal titolo “La ricostruzione del Belice tra pianificazione e utopia“.

A distanza di 44 anni la ricostruzione della  Valle del Belice  non è stata ancora completata, non per incapacità delle comunità locali ma, per come hanno più volte sancito gli atti delle Commissioni Parlamentari che si sono ciclicamente occupate delle vicende, per la mancanza di risorse, erogate in misura largamente inferiore a quanto stanziato per altri simili tragici eventi.
L’obiettivo oggi, è quello di ottenere, se non pretendere, puntuali risposte in modo da dare certezze e rapidità alle condizioni di recupero ambientale, edilizio e urbanistico e ripristinare di conseguenza tutte quelle strutture in grado di assicurare ai cittadini della Valle del Belice una normale ed agevole fruizione delle loro città e dei loro territori.
Si tratta di un atto di giustizia nei confronti di quelle popolazioni costrette a vivere nell’attesa di una definitiva risposta per chiudere una volta per tutte il doloroso capitolo della ricostruzione.
Siamo stati costretti, per tre generazioni, a vivere nella precarietà per colpa di risorse mancate o di risorse assegnate con il contagocce fino a subire la vergogna di essere chiamati “professionisti del terremoto”.
Oggi diciamo “basta”. Vogliamo lasciare ai nostri figli un futuro libero dalle catene della ricostruzione affinché il 68’ diventi solo una data da ricordare per le sue vittime e non un problema mai definito.
14 Gennaio 2012  – 0re 16,30 – 
Sala Convegni Centro Civico Menfi 
Corso A. Palminteri 
Ore 16,30  Registrazione partecipanti
Ore 17,00  Saluti delle autorità:

Dott. Michele Botta 

Sindaco di Menfi

Dott. Nicola Catania 
Coordinatore Sindaci Valle del Belice
Prof. Arch Giuseppe Gangemi – Università di Palermo
La pianificazione come presupposto alla prevenzione ed alla conservazione del Territorio: il caso del Belice
Arch. Rosario Cultrone – Dipart. Reg. Protez. Civile 
La protezione civile nella Regione Siciliana e la pianificazione alle diverse scale attraverso alcuni casi di
studio
Prof. Giovanni Falsone –  Università di Messina  
Il comportamento delle strutture sotto l’azione sismica: il terremoto di Messina e quello della valle del Belice
Prof. Arch Antonella Mamì – Università di Palermo  
Prevenzione e riabilitazione sismica degli elementi non strutturali
Dott. Giuseppe Marrone e Dott. Saverio Milici 
Linee guida per la redazione del piano comunale di protezione civile
Coordina
Arch. Rosario Cultrone 
Intervengono:
Sindaci Valle del Belice 
Concludono:
Sen. Gianpiero D’Alia 
Ass. Gaetano Armao Ass. al Bilancio della Reg. Sicilia
Sen. Stefano Cusumano 
Dibattito sulle tematiche del convegno.
Mostra di alcuni casi di studio

Ricostruzione, accordo Stato-Regione Sicilia per 100mln ai comuni del Belìce

C’è l’impegno del Ministero delle Infrastrutture e della Regione siciliana per sbloccare subito i cento milioni di euro che i cittadini della Valle del Belìce attendono per potere iniziare i lavori di ricostruzione della propria casa danneggiata dal sisma del 1968 e i cui progetti sono già stati approvati. Il sindaco di Menfi, Michele Botta, era presente ieri a Roma all’incontro operativo che si è tenuto presso il Ministero delle Infrastrutture alla presenza del capo della segreteria tecnica del Ministro Matteoli, Incalza, del capo della segreteria tecnica dell’assessore regionale all’economia, Maccarrone, del Senatore D’Alì e del coordinamento dei sindaci del Belìce.

“Finalmente – dice Botta – è stato trovato un accordo tra i comuni, la Regione siciliana e lo Stato, per far arrivare i contributi della ricostruzione post terremoto: la Regione, infatti, si è impegnata ad anticipare cento milioni di euro dai fondi Fas già assegnati all’isola nell’ambito del Piano Sud”.

Per quanto riguarda il residuo fabbisogno finanziario, già stimato dal Ministero per un importo pari a circa 350 milioni, dovuto ad opere pubbliche ed edilizia privata, si è convenuto di intervenire con un apposito intervento di programmazione nell’ambito di un più generale sviluppo del territorio.

“La notizia di oggi – conclude Botta – rappresenta una luce che tiene viva la speranza per completare la ricostruzione ricercando soluzioni davvero definitive per quei cittadini che ancora attendono la ricostruzione della prima casa”.

Queste proposte dovranno passare ora al vaglio della conferenza stato-regioni che si terrà il 6 ottobre prossimo.

Dalle macerie il futuro 1968/2011 43° anniversario del terremoto del Belìce

Nessuna cerimonia ufficiale romana per ricordare il 43esimo
anniversario del terremoto del Belice, che distrusse una ventina di
comuni che abbracciano tre province: Trapani, Agrigento e Palermo.
È ormai tempo infatti di mettere la parola fine a questa triste
vicenda che si trascina ormai da quella tragica notte del 15
gennaio del ’68, quando una scossa del nono grado della scala
Mercalli, rase al suolo 21 comuni e uccise oltre 400 persone. E per
chiuderla mancano ancora 396 milioni di euro per il completamento
dell’edilizia privata e 133 milioni di euro per quella pubblica.
Sarà un 43 anniversario che si celebrerà nel territorio. Sei dei
comuni che vissero quella terribile esperienza saranno protagonisti
di alcuni dei momenti più significativi di questo
anniversario. Si inizia
il 14 a Santa Ninfa.
Alle 11 presso la Chiesa Madre,

Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo della Diocesi di Mazara,

celebrerà una messa di suffragio per le vittime del sisma. Alle 17,

30 invece presso Palazzo Comunale l’appuntamento è con i “ricordi e

le testimonianze. Ieri e Oggi”. Alle 19 ma a Santa

Margherita Belice presso il Teatro Sant’Alessandro

si terrà la manifestazione “ Per non dimenticare” e a

Montevago alle ore 21,00 una “Fiaccolata del

ricordo” che partirà dalla Chiesa Madre fino ai ruderi del vecchio

centro . Il 15 gennaio gli

appuntamenti si sposteranno a

Salaparuta, ancora alle 10 presso la Chiesa della SS

Trinità S.E. il Vescovo Mogavero celebrerà la Santa Messa di

suffragio, alle 11 presso il museo Comunale verrà presentata la

“1ma Meridiana del Belice ed un Mosaico Artistico”.

Alle 18, a Menfi a celebrare la messa di suffragio

per le vittime del sisma nella Chiesa Madre sarà il Vescovo di

Agrigento Monsignor Francesco Montenegro. Alle 18,30

le manifestazioni si spostano a Montevago

presso il Palazzo Comunale dove si terrà la prima

edizione del “Premio Xirotta”.

L’appuntamento rilevante di chiusura delle

manifestazioni è quello del 16 gennaio con inizio alle ore 10,30,

presso le Scuderie del Castello Grifeo a Partanna.

Qui si terrà una conferenza sul tema “Belice, dalla
ricostruzione allo sviluppo”. Il punto sulle iniziative
parlamentari: analisi e prospettive”. All’incontro hanno aderito
tutti i deputati regionali, nazionali e i senatori che hanno
sottoscritto i vari disegni di legge sul Belice. Sarà insomma
l’occasione per fare il punto sulla situazione ad oggi della Valle
del Belice, su ciò che si è fatto ma soprattutto su quello che
ancora rimane da fare per far rinascere a nuova vita questa
porzione di Sicilia che ricade su tre province per chiedere i
diritti del territorio più volte riconosciuti e mai soddisfatti e
mettere quindi definitivamente la parola “fine” su questa
interminabile ferita lunga 43 anni. locandina

Ricostruzione Belice, presentato al Senato il disegno di legge per il completamento della ricostruzione

L’adeguamento alle norme ambientali e paesaggistiche, di tutela del territorio e di efficienza energetica sono il filo conduttore del ddl sul completamento della ricostruzione dei territori della Valle del Belìce presentato a Roma, presso la sala Nassirya del Senato da Antonio D’Alì, Presidente Commissione Ambiente assieme ai Sindaci della valle del Belìce.

Un intervento legislativo che nel fare il punto della situazione sulla ricostruzione, o piuttosto sulla mancata ricostruzione, della valle del Belìce in due articoli e dieci commi mette un po’ d’ordine definendo le “Norme di semplificazione delle procedure di ricostruzione e riparazione degli edifici privati” (art1) e indicando il “Completamento delle opere pubbliche e perseguimento dei criteri di sicurezza e compatibilità ambientale” (art 2).

Intervento legislativo proposto dal Coordinamento dei Sindaci della Valle del Belice e che ha avuto il via libera dalla Giunta regionale sicilianateso a supere le incompiutezze procedurali e amministrative succedutesi per varie responsabilità negli anni della ricostruzione.

“La ricostruzione, per quanto possa apparire, a distanza di 42 anni – afferma d’Alì – non è stata ancora completata, non per incapacità delle comunità locali ma, per come hanno più volte sancito gli atti delle Commissioni Parlamentari che si sono ciclicamente occupate delle vicende, per la mancanza di risorse, erogate, anche volendo valutare gli effetti della svalutazione monetaria, in misura largamente inferiore a quanto stanziato per altri simili tragici eventi”.

“L’obiettivo del nostro intervento è quello di predisporre un disposto omogeneo e puntuale in modo da dare certezze e rapidità alle condizioni di recupero ambientale, edilizio e urbanistico e ripristinare di conseguenza tutte quelle strutture in grado di assicurare ai cittadini della Valle del Belice una normale ed agevole fruizione delle loro città e dei loro territori. Da Presidente della Commissione Territorio ed Ambiente del Senato, attento ai processi di riqualificazione edilizia e abitativa conformi ai più moderni criteri di efficienza ambientale e antisismica, e come parlamentare da sempre vicino alla gente della Valle del Belice pertanto mi sono fatto carico di presentare un disegno di legge che va in questa direzione e assicuro sin d’ora che per quanto di mia responsabilità mi premurerò di intraprendere tutte le iniziative volte a sostenerlo nel suo iter parlamentare».

Ricostruzione Belìce, governo regionale da via libera a ddl

“La giunta regionale ha approvato il disegno di legge per la ricostruzione delle aree terremotate, avanzata dal Coordinamento dei sindaci sulla scorta degli indirizzi espressi dalla speciale commissione per i problemi della valle del Belìce: il governo regionale curerà la trasmissione del ddl al Consiglio dei Ministri con l’auspicio che il Governo Nazionale possa farlo proprio accelerando, così, l’iter legislativo.”

Lo rende noto il Sindaco di Menfi Michele Botta, v.Cooordinatore dei Sindaci della valle del Belìce, che spiega:

“Il testo prevede le disposizioni volte al completamento della ricostruzione e si snoda in due soli articoli. Il primo si interessa delle norme di accelerazione delle procedure d’esame e di approvazione, da parte delle competenti commissioni comunali, delle tante istanze di contributo ancora pendenti e per le quali necessita una copertura finanziaria di 300 milioni di euro.

Il secondo articolo, invece, è rivolto al completamento delle opere di urbanizzazione e delle altre opere pubbliche con risorse già individuate per 150 milioni di euro”.