L’ AUTUNNO DI CANTINE SETTESOLI, una grande azienda che investe puntando sulla qualità

Product Placement su “Cuochi e Fiamme”, 
lo Spot TV su Rai Uno, 
il Concorso OGGI “Vinci la qualità delle Grandi Marche” 
ed il successo del Digital Couponing

La più grande Cooperativa vinicola siciliana sceglie di comunicare l’eccellenza
dei suoi vini entrando nella quotidianità − oltre che nella dispensa − degli italiani
e lo fa a 360° diversi canali di comunicazione
Milano, 17 ottobre 2014 – Cantine Settesoli annuncia un autunno ricco di attività e iniziative di marketing, con il brand SETTESOLI protagonista su TV e web ed applicazioni digitali.
Antonella Imborgia, Responsabile Marketing di Cantine Settesoli, commenta così le attività intraprese dalla Cantina: “Abbiamo ideato una strategia di marketing articolata su diversi canali per potere coprire meglio il nostro target. Vogliamo conquistare un pubblico sempre più vasto e, allo stesso tempo, premiare la fiducia di chi già sceglie ogni giorno la qualità Settesoli, con l’obiettivo di sfatare il mito prettamente vinicolo che “piccolo è bello”: anche una grande azienda può fare qualità e in più può permettersi investimenti adeguati per vincere e comunicare questa qualità nel mondo.

Quest’anno i vini Settesoli saranno in Product Placement nella seguita trasmissione condotta da Simone Rugiati, “Cuochi e Fiamme” in onda su La7d alle 20:05.

La presenza del brand Settesoli in televisione, però, non si limiterà al product placement: dall’ultima settimana di Ottobre, infatti, si inserirà nel palinsesto Rai lo Spot TV “Gocce di Sicilia”.

Inoltre la Cantina, sempre attenta a forme innovative di comunicazione, ha già dato il via alle campagna di couponing digitale su Klikkapromo-Pazzi per le Offerte. L’attività sta avendo ottimi risultati e vanta già quasi 8.500 download. I coupon saranno scaricabili fino alla fine di novembre dal sito www.klikkapromo.it , dall’applicazione mobile Pazzi per le Offerte e dalle affissioni interattive nelle principali fermate della metropolitana di Milano.

Infine, anche quest’anno, Settesoli è nella rosa dei grandi marchi italiani del Concorso organizzato dal settimanale OGGI in collaborazione con Centromarca “Vinci la qualità delle Grandi Marche” che mette in palio tutta la qualità del Seligo, selezione delle migliori uve coltivate dai 2000 soci di Cantine Settesoli e pluripremiato dal Gambero Rosso.

Annunci

Oggi il via alla vendemmia Settesoli

menficambia_vendemmia

Inizierà l’1 Agosto con la raccolta delle uve Pinot Grigio la Vendemmia 2014 di Cantine Settesoli. Le frequenti piogge della scorsa primavera e dell’inizio dell’estate hanno portato giovamento alle piante rendendole rigogliose, belle e con un frutto fresco e pieno.

L’agronomo di Cantine Settesoli, Filippo Buttafuoco, racconta: “La temperatura media stagionale inferiore di qualche grado rispetto allo standard, ha permesso alla vite di non “bloccare” la fotosintesi, come invece può accadere a piante stressate da temperature troppo elevate. Dai test campionatura di maturazione effettuati, Ph, valore zuccherino, tutto sembra promettere molto bene: si prevede una resa quantitativa minore dell’annata scorsa che però darà vita a vini bianchi freschi e profumati e rossi di struttura e dal colore carico.”

Grazie all’opera attenta dei viticultori soci della cooperativa e grazie alle piogge frequenti, le uve sono giunte a maturazione senza dover ricorrere alla irrigazione di soccorso, rendendo possibile quindi un notevole risparmio di acqua. In allegato il comunicato stampa

La vendemmia andrà avanti per oltre due mesi, nel rispetto della differente epoca di maturazione e raccolta di ciascuna delle 27 varietà di uva prodotte da Cantine Settesoli.

I VINI MEDAGLIA D’ARGENTO DI CANTINE SETTESOLI ALLA FOOD EXPERIENCE MONDADORI

Da mercoledì 26 settembre a domenica 30 settembre, tantissimi gli appuntamenti food con i vini medaglia d’argento di Cantine Settesoli: Chardonnay 2011 e Syrah 2011

Milano, 25 Settembre 2012 – La coreografica Piazza Liberty di Milano diventa teatro della Milano Food Experience da mercoledì 26 settembre a domenica 30 settembre, dalle 10.00 alle 21.00. In programma moltissimi eventi: corsi di cucina, incontri con gli Chef, aperitivi, degustazioni, sfide ai fornelli e laboratori educativi per i bambini.

Cantine Settesoli, sponsor al Festival Enogastronomico organizzato da Mondadori in collaborazione con Sale&Pepe, proporrà in degustazione ed in vendita i due vini Settesoli Medaglia d’Argento di quest’anno: il Syrah 2011 (Medaglia d’Argento al Concorso “Syrah du Monde”) e lo Chardonnay 2011 (Medaglia d’Argento al Concorso “Chardonnay du Monde”).

Entrambi i vini sono disponibili anche presso i migliori supermercati d’Italia.

Nella serata di Giovedì 27 inoltre, dalle 19.00-21.00, Cantine Settesoli offrirà uno speciale aperitivo, un’occasione unica per assaporare il gusto caldo e avvolgente della Sicilia a Milano.

VINO: A MENFI TORNA L’APPUNTAMENTO CON “INYCON” DAL 22 AL 24 GIUGNO DEGUSTAZIONI IN UN TERRITORIO TUTTO DA SCOPRIRE

VINO: A MENFI TORNA L’APPUNTAMENTO CON “INYCON”
DAL 22 AL 24 GIUGNO DEGUSTAZIONI IN UN TERRITORIO TUTTO DA SCOPRIRE 
 
MENFI – Degustazioni sotto le stelle, visite alle cantine, passeggiate tra i vigneti e buon cibo da assaporare, all’insegna di un unico protagonista: il vino. Torna per il diciassettesimo anno consecutivo “Inycon, il vino dove non siete mai stati”, la più antica manifestazione siciliana dedicata al vino di qualità, promossa dal comune di Menfi in collaborazione con le Cantine Settesoli, che si svolgerà dal 22 al 24 giugno prossimi proprio a Menfi, in provincia di Agrigento.

Un week-end in cui esperti del settore, appassionati e semplici curiosi potranno andare alla scoperta del mondo di Bacco, cimentandosi in degustazioni e wine tasting, impegnandosi in lezioni di gusto, visitando le cantine del territorio e i luoghi più suggestivi della zona.

Obiettivo dell’evento è quello di valorizzare il territorio della cittadina dal punto di vista vitivinicolo, turistico e imprenditoriale, promuovendo così la Strada del Vino Terre Sicane e le cantine del comprensorio che vanta 7 mila ettari di terreno vitato e il 40 per cento  dell’export di tutta la produzione vinicola dell’isola.

Ed è appunto per questo, per svelare i segreti di un luogo intriso di vino, mare e storia, che la manifestazione quest’anno si rifà il look.
L’agenzia Feedback di Palermo, che da tre anni organizza l’evento, ha ideato una nuova grafica e un nuovo claim per una campagna pubblicitaria che recita: “Inycon, il vino dove non siete mai stati”. Perché Menfi è un territorio ancora da conoscere, una conoscenza da fare attraverso la scoperta delle sue uve, dei suoi sapori, del suo gusto.
Della vocazione vitivinicola del territorio vogliamo fare il nostro punto di forza, il mezzo attraverso cui veicolare un numero sempre crescente di turisti – dichiara Michele Botta, sindaco di Menfi. Anno dopo anno lavoriamo alla valorizzazione e qualificazione di quest’area di Sicilia che ha tutte le carte in regola per affermarsi come una meta turistica di qualità, da scegliere e vivere: basta pensare, infatti, al vasto litorale incontaminato e al mare premiato per la pulizia delle sue acque e i servizi in spiaggia offerti ai bagnanti”.

Proprio alla costiera menfitana, infatti, per la sua sabbia finissima, i ciottoli bianchi e le scogliere a picco sul mare incontaminato, da quindici anni a questa parte viene assegnata la Bandiera Blu della FEE.

Tripudio di un territorio straordinario dal punto di vista naturalistico e paesaggistico e delle sue peculiarità e della semplice comunità agricola che qui vive, Inycon è un evento unico in Sicilia – spiega Salvatore Li Petri, direttore generale di Cantine Settesoli. Un evento capace di richiamare  grazie alle bellezze naturali, alla limpidezza del mare, alla genuinità dei prodotti della terra, alla distintività dei suoi vini, alla possibilità di vivere il territorio secondo modalità eco-compatibili,  appassionati del buon bere e del mangiare sano, da sempre punti di forza di una kermesse nata per esaltare il prodotto principe di una città e ove la comunità è il vero motore dello sviluppo economico.
Ricco, anche quest’anno, il calendario degli eventi che scandiranno la manifestazione.
Spazio a wine tasting, degustazioni guidate di vini bianchi, rossi e da meditazione in programma ogni giorno in piazza Vittorio Emanuele III; wine experience, da vivere sotto le stelle in un maxi wine bar allestito nella piazza principale di Menfi; Eco Vineyard Tour, per conoscere le cantine della Strada del vino Terre Sicane e le loro produzioni con mezzi eco-compatibili, come biciclette o a cavallo; e, ancora, expo village, un’area aperta al pubblico in cui sarà possibile ammirare vini ed eccellenze agroalimentari, insieme alle creazioni dell’artigianato locale.
Nei giorni di Inycon, però, presso Casa Planeta, tra le altre iniziative, Si.ste.ma.Vino, in collaborazione con l’Enoteca Strada del Vino Terre Sicane, organizzerà percorsi alla scoperta degli aromi del vino ed esibizioni di chef che si cimenteranno nella preparazione di piatti tipici del luogo.

Maggiori informazioni sul sito www.inyconmenfi.it

Vino, il “Seligo Rosso – Sicilia Igt” Settesoli vino dal miglior rapporto qualità prezzo Gambero Rosso

Il vino Top di gamma del Brand Settesoli, SELIGO, frutto di un’accurata selezione di uve di vitigni pregiati (GRECANICO 85%, VIOGNIER 15% per il bianco e NERO D’AVOLA 85% e SYRAH 15% per il Rosso) ha ottenuto due importanti riconoscimenti che vanno a premiare quell’attività di ricerca e selezione della migliore qualità, che da sempre caratterizza la più grande azienda vitivinicola siciliana.
Il Settesoli Seligo Rosso ha infatti ottenuto, oltre al riconoscimento dei 2 Bicchieri della Guida ai Vini 2012 del Gambero Rosso anche l’importante Oscar della Guida al Bere Bene Low Cost – Gambero Rosso, con la seguente motivazione: “vino dal miglior rapporto qualità prezzo“.
Il Seligo Rosso ha un colore rosso rubino cupo con riflessi tendenti al violaceo. Il profumo è piuttosto intenso e fine con sentori fruttati dolci e maturi di ciliegia, prugna e fragola.
Last but not least, di questo vino è stata curata anche l’etichetta in elegante corsivo e la forma leggermente svasata della bottiglia, a sottolineare che si distingue dal resto della gamma SETTESOLI. Il Seligo Rosso e Bianco è in vendita nella GDO al prezzo di € 6.50.

“Il nome Seligo deriva dal latino “seligere” che significa “scegliere, selezionare” – spiega Roberta Urso Responsabile P.R. e Comunicazione Cantine Settesoli che prosegue – Questo vino è infatti il frutto delle scelte compiute dalla comunità di Settesoli: Scelte determinate dal desiderio di valorizzare i vitigni del territorio e dalla volontà di tutelarne le peculiarità per crescere in qualità, dalla vigna alla bottiglia. Per questo abbiamo scelto di chiamarlo Seligo”.

http://www.cantinesettesoli.it.

Cantine Settesoli: Nata nel 1958 a Menfi per iniziativa di un gruppo di viticoltori, l’azienda si è sviluppata nel corso dei decenni. Cantine Settesoli rappresenta oggi la più grande azienda vitivinicola siciliana, i cui terreni vitati estesi per 6.000 ettari le consentono di potersi definire il vigneto più grande d’Europa e il più importante della Sicilia. Questo ne fa non solo la più grande azienda vitivinicola siciliana, ma anche una grande fonte di occupazione: nella zona di Menfi, il 70% delle 5.000 famiglie presenti sono coinvolte a vario titolo nell’attività dell’azienda. Con i suoi 2.300 soci, quattro stabilimenti, una capacità lavorativa di circa 500.000 quintali di uve all’anno, una produzione di 22 milioni di bottiglie di vino prodotte ogni anno e una costante attenzione ai temi ambientali e sociali, Cantine Settesoli si impone come protagonista del panorama vitivinicolo nazionale ed internazionale. L’azienda è presente in Italia nel canale Horeca con il marchio Mandrarossa e nei supermercati con il marchio Settesoli.
(viniesapori.net)

Vendemmia sul mare 2011

Settesoli rinnova il suggestivo appuntamento che mira a far vivere l’emozione e la convivialità scaturita dalla raccolta delle uve.

L’incontro è fissato per sabato, 10 settembre, a partire dalle ore 18 presso il vigneto di Sirah di Contrada Belice di Mare.

Un momento che i soci di Sottesoli vorranno condividere con le giovani generazioni invitate ad assistere alla vendemmia, unitamente ai buyer della grande distribuzione Italia, ad un gruppo di giornalisti che arriveranno sia dell’Italia che dall’estero ed alla rete vendita GD/DO.
Un momento di poesia e di conoscenza nello stesso tempo del mondo che ruota dietro ad una bottiglia di vino. All’arrivo dei partecipanti, verranno distribuiti panieri in vimini e tutto l’occorrente per la raccolta delle uve, e dopo un benvenuto da parte dell’azienda, l’agronomo, Filippo Buttafuoco, insieme ai conduttori della serata, Fede e Tinto da Decanter Radiodue, illustrerà brevemente le peculiarità del territorio e del vigneto di Sirah ed inviterà il pubblico a seguire le istruzioni dei soci, iniziando a vendemmiare tra i filari circostanti. Verrà distribuita a tutti i partecipanti l’etich bag, contenente tutto il necessaire per la vendemmia: dal cappello di paglia antisole ai guanti, fino alla mappa del percorso.
Un sentiero ben tracciato tra i filari stessi, degradante sul mare, condurrà gli ospiti sino alla spiaggia. Qui ci sarà una sosta rinfrescante e l’esibizione di aquiloni, ma il sentiero ben tracciato lascerà comprendere agli ospiti che non è finita qui.

Si avrà quindi accesso all’interno dei “Parchi” di Varvaro, ove si svolgerà l’esibizione delle Divas ed una cena tipica siciliana.

C.d.G.

(cronache di gusto)

Vino: è Doc Sicilia

Nel 1996 Inycon, Menfi e il suo vino celebrava la istituzione della “Doc Menfi”avvenuta nell’agosto 1995.

Nel 2011, Inycon, Vino.Mare.Menfi. celebra l’istituzione della “Doc Sicilia”, annunciata dal Sindaco Michele Botta durante il talk show di venerdì “il territorio in un bicchiere”.

Il comitato nazionale per il riconoscimento delle Doc (denominazione di origine controllata) presso il ministero delle Politiche Agricole ed Alimentari a Roma ha approvato l’istituzione della Doc Sicilia.

Nella stessa occasione è stata modificata la denominazione dell’Igt (indicazione geografica tipica) in Igt terre siciliane.
Si tratta del coronamento di una lunga battaglia, un tassello fondamentale per la politica regionale vitivinicola e premia il lungo lavoro di qualificazione della viticoltura siciliana.
Un lavoro e un’azione capillare che, in poco più di un ventennio, l’Assessorato regionale alle Politiche Argricole, l’IRVV, le organizzazioni sindacali, le centrali cooperative come la menfitana Settesoli e buona parte degli stessi operatori del settore, hanno portato a termine per liberarsi dall’etichettatura e dal binomio che associava il vino siciliano al prodotto da taglio per altri vini (pregiati) di altre regioni italiane ed europee e nello stesso tempo per affrancarci nel mercato dalla subalternità colturale e culturale nella quale era sprofondata (per precise responsabilità) la

vitivinicoltura isolana.

All’approvazione del riconoscimento da parte del comitato, i rappresentanti di tutte le regioni hanno manifestato il loro plauso per la decisione.

In questo ventennio, con il progredire ed il riappropriarci dei processi produttivi di qualità enologica, parallelamente, nascevano e venivano riconosciute nuove DOC territoriali che, aggiungendosi alle dodici DOC preesistenti, complessivamente portavano a 21 le Denominazioni d’Origine dei vini siciliani (di cui una – il Cerasuolo di Vittoria – divenuta DOCG).

Questa crescita, anche nei sistema di qualità certificati e riconosciuti dal mercato, sono stati importantissimi, anche se quantitativamente minoritari in termini di volumi di prodotto rivendicato, per far prendere dimestichezza e familiarità alle aziende con il mercato del prodotto confezionato, con il sistema e con le regole della certificazione di qualità e soprattutto con l’importanza della rivendicazione dell’identità produttiva e territoriale che ne attesti l’origine, la provenienza e le caratteristiche organolettiche.

Nel 1991 ancora il 93% del prodotto isolano era indirizzato o al mercato dello sfuso, di cui il vino da taglio era preponderante, o al sistema protetto e assistito della distillazione. Se oggi il 15% raggiunge i mercati come prodotto confezionato in Sicilia e un altro buon 35% come prodotto identificabile e proveniente dalla Sicilia, un buon passo avanti è stato fatto e non solo per meccanismi di spontaneità, ma, in un mercato caratterizzato da importanti reti d’imprese del nord e centro Italia ed affollato di vecchi (Francia, Portogallo, Ungheria, Spagna) e nuovi protagonisti (Australia, California, SudAfrica, Cile) sulla scena internazionale, il gioco di squadra dei diversi attori della filiera siciliana, istituzioni comprese, per affermare i percorsi ed i processi di qualità, è stato fondamentale. Ma allora, se tutto questo marciava perché c’e bisogno della DOC Sicilia?

Il fatto è che i mercati non sono statici e soprattutto i suoi confini, il contesto competitivo nel quale operavamo vent’anni fà, è profondamente cambiato. La globalizzazione ha allargato le dimensioni del mercato su tutti i continenti: tutti competiamo su tutto, in particolare nel vino, prodotto ormai glocalizzato per eccellenza, nel senso che fra tutte le produzioni agroalimentari, a parte le commodities come il grano o il riso, il vino, come messaggero di un territorio, rappresenta contestualmente il locale ed il globale.

Da 10 mila anni, da quando l’uomo pratica l’agricoltura, il binomio uomini e vigne cammina parallelo e quasi inscindibile con il procedere e il dispiegarsi della storia e, nel significato antropologico del termine, della cultura occidentale che ha, in questa fase storica, prodotto la cultura del mercato così come lo conosciamo oggi noi.

L’identità produttiva (la Denominazione d’Origine) e la sua certificazione sono, la carta d’identità o il passaporto per viaggiare nei moderni mercato globali. La certificazione DOC di un prodotto, per fare un paragone con le regole riconosciute delle comunità statuali internazionali, è al contempo l’atto di nascita di un prodotto e la descrizione delle sue caratteristiche somatiche, l’espressione nella comunità del mercato della sua esistenza in vita.

La globalizzazione, accanto ad uniformità, criteri e parametri di valutazione del concetto di qualità, porta con se, in dote, notevoli opportunità; naturalmente per chi le sa cogliere e si attrezza per conquistarli nel veloce turbinio d’adeguamento che spesso il mercato impone e richiede.

Nuovi mercati e nuovi consumatori, infatti, si sono affacciati nello scacchiere della domanda: i paesi emergenti con i loro grandi numeri di popolazione, ma anche nuove fasce di consumatori, spesso anche giovani, nelle aree di tradizionale consumo del vino e nello stesso mercato interno. Tutte le ricerche di mercato concordano e ci indicano che complessivamente i consumatori del vino nel mondo sono cresciuti.

(tratto da siciliainformazioni.com)