Referendum, valanga di NO a Menfi. Ora si traggano le conseguenze

vittoria

A Menfi la valanga dei No ha travolto la montagna del Si, che ha partorito il topolino del 27% (1627 voti).

Il popolo menfitano si è nettamente opposto a questa riforma costituzionale che con 4398 voti ( pari al 73% ) ha decisamente bocciato.

I membri del Comitato #MenfiDiceNo esprimono ampia soddisfazione per il risultato raggiunto, consapevoli di aver svolto un compito importantissimo per la difesa della libertà e della democrazia, ma al tempo stesso arduo e che è stato premiato dal popolo menfitano con il superamento della media nazionale (59%)

Numerosi sono stati gli eventi del Comitato menfitano organizzati nel corso di questa campagna referendaria, culminati con il comizio in via della vittoria venerdì scorso, che hanno visto una numerosa partecipazione di cittadini liberi, non legati tra loro da appartenenze partitiche, ma accomunati dalla passione per Menfi e per il bene comune.

Ieri sera, presso la sede del Comitato, nel corso dell’analisi del voto, si è riflettuto sul futuro di questo movimento popolare che ha tra i valori fondanti il rispetto del mandato popolare, la difesa dei beni comuni e della Costituzione repubblicana.

Un movimento popolare che sin d’ora pone una riflessione ad alta voce nel panorama politico menfitano, laddove l’attuale amministrazione comunale, schierata apertamente per il SI assieme ai suoi nuovi alleati politici di opposizione, si ritrova ad essere minoranza nella città e con una crisi politica aperta da oltre tre mesi.

Una classe dirigente seria dovrebbe, a questo punto, trarre le dovute conseguenze.

 

Il Comitato #MenfiDiceNo

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Legge elettorale, la Consulta boccia il referendum

Porcellum: Consulta dice no, bocciato il referendum

Respinti entrambi i quesiti sulla legge elettorale

La Consulta ha bocciato con due ‘no’ entrambi i quesiti presentati dal comitato promotore del referendum sulla legge elettorale, sia, dunque, quello che chiedeva l’abrogazione totale della Calderoli sia quello che ne chiedeva l’abrogazione per parti. Lo si e’ appreso da fonti della Corte Costituzionale.

VIZZINI, IL 17 GENNAIO IN COMMISSIONE SENATO – La commissione Affari costituzionali del Senato martedì 17 gennaio affronterà, in Ufficio di Presidenza, il tema della legge elettorale, già all’ordine del giorno dei proprio lavori. “Si rende, infatti necessario – afferma in proposito il senatore del Ps Carlo Vizzini, presidente della Commissione – valutare subito gli effetti della decisione negativa della consulta sul referendum, in modo che il Parlamento possa decidere in tempi brevi come procedere in una materia così importante”.

LA NOTA – La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le due richieste di referendum abrogativo riguardanti la legge 21 2005 numero 270 (modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica). La sentenza, fa sapere la Consulta, sarà depositata entro i termini previsti dalla legge.

COSA CHIEDEVANO I QUESITI – Il primo quesito proponeva l’abrogazione in blocco del ‘porcellum’, il secondo perseguiva lo stesso risultato con singole amputazioni della normativa attuale. L’obiettivo era comunque tornare alla legge precedente, cioé al ‘Mattarellum’, che nel 1993 introdusse al posto della disciplina precedente (di tipo proporzionale), un sistema misto, in base al quale i seggi di Camera e Senato erano assegnati per il 75% mediante l’elezione di candidati in altrettanti collegi uninominali, e per il restante 25% con metodo proporzionale.

Secondo il Comitato promotore infatti abrogando la legge Calderoli, l’effetto sarebbe stato la “reviviscenza” delle norme precedenti: insomma se fosse passato il referendum le due Camere avrebbero potuto essere elette attraverso le regole introdotte nel 1993. Un principio che però non è pacifico.

(ANSA)

2011 un anno di cambiamenti

Durante l’anno appena trascorso, ricco di difficoltà economiche legate alla crisi dei mercati europei, sono accaduti dei fatti che sicuramente rimarranno segnati nei libri di storia.
Osama Bin Laden, leader dei talebani, è stato catturato e poi ucciso dalle forze speciali USA.
La primavera araba ha spazzato via i regimi autoritari del nord Africa, compreso quello libico del Colonnello Gheddafi che aveva governato per circa 40 anni.
Anche Silvio Berlusconi non è più al governo: è stato costretto alle dimissioni in favore del Prof. Monti, nominato qualche ora prima dal Presidente Napolitano senatore a vita.
Intanto è nato il Terzo Polo, formato da UDC, Fli, Api e Mpa e il referendum per l’acqua pubblica ha stravinto sia in termini di partecipazione (oltre il 70%) che di consensi (99%).
E con il referendum veniamo a Menfi. Balzata agli onori della cronaca per essere stata una delle città protagoniste della battaglia referenderia.
L’anno si era aperto con delle vili minacce contro la CGIL e contro il Sindaco, ma entrambi sono andati avanti, grazie anche alla grande solidarietà e vicinanza della comunità.
Menfi è diventata sempre più famosa: su “I viaggi del Sole”, rivista specializzata del “Sole 24 ore” un articolo parla anche di Menfi, del suo mare bandiera blu e delle sue strutture turistiche.
La rinnovata edizione di Inycon, Vino Mare Menfi ha fatto saltare piazza Vittorio Emanuale grazie ai Tinturia. E il Corriere della Sera ha dedicato a Menfi, il suo territorio e Inycon, un intero articolo dal titolo ”La donna dai capelli al vento con il sapore dell’uva – I cannoli e la ricotta pescata calda con il mestolo. Scorribande a Menfi e Marsala, fra le vigne“.
La cantina Settesoli sarà guidata da Vito Varvaro, Diego Planeta, infatti, ha deciso di non ricandidarsi più alla guida dell’azienda più importante di Menfi.
La bellezza menfitana Giusy Buscemi ha ceduto la fascia di Miss ragazza per il cinema e ora potrebbe concorrere per quella più ambita d’Italia: in bocca al lupo!
Menfi è entrata nel piccolo schermo della fiction Rai ‘il segreto dell’acqua‘ con Riccardo Scamarcio, in parte girata in un agriturismo locale e con comparse appartenenti alle compagnie teatrali di Menfi.
A Menfi sono iniziati i lavori per la costruzione delle nuove case popolari, sono stati attivati 6 cantieri scuola, sono iniziati lavori per il restyling delle scuole, si sono istallati impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici e, finalmente, si sono progettate opere per Porto Palo e per tutta la fascia costiera.
Non resta che augurarci Buon 2012! 2011/Annual Report

Rinnovabili, Clini: rispettare esito del referendum. La politica sul solare è stata ostacolata

Nucleare: Clini, rispetteremo l’esito del referendum

Intervista a Il Piccolo, si’ a studio tecnologie ma no impianti

(ANSA) – TRIESTE, 19 NOV – ”Il risultato del referendum e’ sacro e va assolutamente rispettato ma cio’ non vuol dire che la tecnologia nucleare sia scomparsa”.
Cosi’, in un’intervista al quotidiano Il Piccolo, il neo ministro all’Ambiente, Corrado Clini, torna oggi sulle affermazioni fatte al programma radiofonico ”Un giorno da pecora” su una sua presunta apertura al nucleare, che gli sono valse le prime critiche, anche alla Camera nel corso della fiducia al Governo.

Dopo essersi dichiarato ”sorpreso” dalle reazioni alla sua affermazione, ”fatta nel contesto di un programma tra il serio e il goliardico”, Clini precisa che ”la possibilita’ di studiare gli sviluppi del nucleare non riguarda l’Italia come sede di impianti, ma come Paese che partecipa alle linee di sviluppo di nuove tecnologie”.

Riguardo altri argomenti scottanti, come gli Ogm e la Tav, Clini ha sottolineato di essere ”un ministro tecnico”, ”non devo fare propaganda. Il mio impegno – ha aggiunto – e’ fare in modo che su tutte queste tematiche ci sia la piu’ possibile informazione e documentazione scientifica. Aprire un confronto significa mettere su un tavolo dati e numeri e poi consultarli insieme”.

Infine, sulle energie rinnovabili, Clini ricorda che l’Italia ”e’ diventata il Paese europeo con maggior percentuale di investimenti e impianti a energia solare”, ma che e’ stata ostacolata ”l’attuazione di un programma integrato che mettesse insieme lo sviluppo delle infrastrutture con la protezione dell’ambiente e lo sviluppo delle energie alternative”. (ANSA).

Sarà la volta buona per un serio programma di sviluppo delle energie alternative, a partire dal fotovoltaico e dal mini-eolico?

Io firmo, riprendiamoci il voto: referendum per cambiare la legge elettorale

Il Sindaco di Menfi, Michele Botta aderisce alla campagna “Io firmo, riprendiamoci il voto: referendum per cambiare la legge elettorale“. E’ partita, infatti, la raccolta delle firme per modificare l’attuale legge elettorale e ridare ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Le liste bloccate, l’accentuato premio di maggioranza e le deroghe alla soglia di sbarramento: sono questi i principali difetti del “porcellum” firmato Calderoli.

“Ho firmato i referendum per l’abrogazione della legge elettorale che, dallo stesso suo autore, fu definita una porcata e che però ancora oggi è in vigore in Italia ed impedisce di fatto ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Un Parlamento di “nominati” rischia di essere al “servizio” non dei cittadini, ma dei pochi segretari di partito,   in palese violazione del principio costituzionale della libertà di mandato del parlamentare sancito dall’art. 67”.

E’ quanto ha dichiarato il Sindaco di Menfi (AG) Michele Botta dopo aver firmato questa mattina presso l’Ufficio Anafrafe del Comune per il referendum sulla legge elettorale.

“Resto convinto – ha continuato il sindaco Botta – che sia giusto e doveroso l’impegno a restituire ai cittadini la libertà di scelta dei propri rappresentanti in Parlamento, esercitando quella sovranità popolare sancita e garantita dalla Costituzione. La profonda distanza tra parlamentari e cittadini richiede un intervento rapido per restituire ai cittadini-elettori il potere di scelta. Sono convinto che che la pressione di centinaia di migliaia di firme – conclude Botta – può essere, com’è accaduto con l’acqua, decisiva”.

È ancora possibile firmare presso l’ufficio anagrafe di ogni comune. Anche a Menfi, intanto, sono state avviate le procedure per l’accreditamento dei banchetti di raccolta firme.

Libero: “Botta continua” vincono i referendum

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Ecco la prima pagina del quotidiano “Libero” di oggi sul tema della vittoria dei referendum!

Festa per il quorum: Menfi tra le prime in Italia col 72,6%

Campane a festa a Menfi per una “festa di popolo”. In piazza Vittorio Emanuele si sono riunite decine e decine di cittadini e con loro i parroci, i giovani del movimento “ammoddu semu – SI vota SI“, il comitato acqua pubblica e il Sindaco, Michele Botta.

La decisione di scendere in piazza è venuta spontaneamente già verso le 13 di oggi quando tra i seggi elettorali si percepiva il superamento del quorum, anche a livello nazionale. E poi, con un tam tam di sms, telefonate e anche su facebook si è organizzata la festa che esprime felicità  per un traguardo raggiunto dopo una battaglia che ha coinvolto tutta la città per 2 lunghi anni, ma che affonda le sue radici nella prima raccolta di firme nel lontano 2002 ad opera di alcuni consiglieri comunali, con a capo il vice-presidente Vito Clemente.

Tra abbraci, saluti e sorrisi festanti il Sindaco annuncia che Menfi è tra i primi comuni in Italia per percentuale di votanti al referendum con una percentuale da record: il  72,6%

“È la vittoria dei cittadini, della democrazia, della difesa del territorio e della legalità.
Domani – prosegue il Sindaco Botta – chiederò al Presidente della Provincia D’Orsi di attivare tutte procedure necessarie per la revoca dell’affidamento del servizio idrico integrato alla Girgenti Acque

Interviene anche la signora Marchese, pasionaria del comitato acqua pubblica di Menfi: è stata dura, ma c’è l’abbiamo fatta, abbiamo vinto ! – dice con gioia.

Quando questa battaglia è cominciata eravamo in pochissimi.
Oggi siamo in 25.935.372 di italiani e, possiamo dire, Menfi ha dato un notevole contributo alla causa! E’ stata la vittoria di tutti, senza bandiere, nè partiti o schieramenti politici!
Ha vinto la Democrazia, quella vera. Ha vinto la forza di volontà contro l’arroganza. Abbiamo dimostrato che insieme, se c’è l’amore per la propria terra, è possibile cambiare le cose.

Per la cronaca, dunque, Menfi chiude sopra la media nazionale. Gli elettori menfitani che  si sono recati alle urne per esprimersi sui 4 quesiti referendari sono stati il 72,57% degli aventi diritto, per i due quesiti sull’acqua. Il 72,32% per il nucleare e il 72,31 per il legittimo impedimento.

Grazie di quorum a tutti!