Sicilia, Ars: in IV commissione la legge per la gestione pubblica dell’acqua. Sindaco Botta: “sono fiducioso perché è una legge voluta dalla gente”

Palermo, 06/03/12

Oggi la IV Commissione ARS Ambiente e territorio metterà in discussione la Proposta di legge regionale di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali per la gestione pubblica dell’acqua in Sicilia (“Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Adeguamento della disciplina del servizio idrico alle risultanze del referendum popolare del 12 – 13 giugno 2011”). Si tratta del primo passaggio per l’approdo in aula del testo di legge, il primo, nella storia siciliana, ad iniziativa popolare ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto. Per sollecitare l’approvazione “integrale e senza stravolgimenti” della proposta, dalle ore 10.30 i promotori della legge, tra cui esponenti di associazioni e numerosi sindaci provenienti da tutta la Sicilia, tengono un sit in davanti Palazzo dei Normanni.

“Sono fiducioso sulla positiva conclusione dell’iter parlamentare di questa proposta di legge – dice Michele Botta, sindaco di Menfi, primo firmatario del ddl di iniziativa dei consigli comunali – perché si tratta di un tema sostenuto non da una parte politica, ma dalla gente. E quindi i nostri rappresentanti parlamentari non possono essere ciechi e non tenere conto di questa volontà”

L’esame della Commissione Ambiente arriva ad oltre un anno e mezzo dal deposito alla Regione Siciliana (7 settembre del 2010) delle 35 mila firme di cittadini siciliani raccolte a sostegno della proposta di legge. Il ddl è stato sottoscritto anche da 140 Consigli comunali.

Ars, domani inizia la discussione sulla finanziaria

assemblea Arriva domani in aula il  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l’anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010/2012.

Tra le norme più importanti, quella che dovrebbe far tornare pubblica la gestione del servizio idrico integrato in Sicilia.

Finanziaria regionale, presto l’acqua pubblica

L’assessore all’Economia Michele Cimino ha presentato una norma ricalcante il ddl di iniziativa popolare (di cui il Sindaco Michele Botta è primo firmatario) approvato da oltre 130 comuni siciliani da inserire nella legge finanziaria regionale 2010.

Il testo prevede lo scioglimento degli ATO (idrici) , le società miste (o solo private) che hanno gestito il servizio. Si introduce una disciplina transitoria di un anno, in cui i vecchi gestori mantengono i compiti. Poi si SCIOLGONO I CONTRATTI e ai privati viene concesso a titolo di indennizzo solo il cosiddetto danno emergente. Nel frattempo l’ARS varerà un’altra legge che ridisegna la gestione del servizio.

L’Assemblea regionale siciliana, intanto,  ha approvato, in via definitiva, la legge-voto con la quale si propone al Parlamento nazionale di destinare ai territori interessati le somme e i beni sequestrati alla mafia: il provvedimento è stato approvato all’unanimità.

Privatizzazione dell’acqua, in Sicilia già oltre 670mila abitanti e 70 comuni contrari‏

Continua la battaglia contro la privatizzazione dei servizi idrici nei comuni siciliani. Ieri sera vertice dei sindaci dissidenti a Realmonte per fare il punto della situazione e discutere le prossime mosse. Preso atto della decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa che ha dichiarato
inammissibile per meri vizi procedurali il ricorso contro l’affidamento del servizio idrico integrato alla Girgenti acque, è necessario continuare con le iniziative popolari già intraprese.

“Siamo già oltre 70 comuni in Sicilia con un totale di oltre 670mila abitanti, dunque ben oltre il quorum di 500mila richiesto dalla legge per la presentazione di un testo di iniziativa popolare all’Ars – spiega il sindaco di Menfi Michele Botta, uno dei tre firmatari della proposta di legge indicati come persone autorizzate a rappresentare i sottoscrittori -. Ciò ci fa ben sperare e continueremo con l’obiettivo di raccogliere il risultato più alto della nostra mobilitazione per l’acqua pubblica, raggiungendo il milione di abitanti. La lotta continua – conclude Botta – rilanceremo la nostra azione a livello regionale: ora tocca all’Ars, che ci ha già assicurato il suo sostegno, rendere saldo il parere dei cittadini siciliani”.

L’obiettivo era infatti superare il numero di 40 Consigli comunali e i 500mila abitanti, in modo da rendere valida l’iniziativa popolare sul disegno di legge “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia“, che si aggiunge al disegno di legge già depositato all’Ars. Dopo il sit-in del 25 novembre a Palazzo dei Normanni, in cui i sindaci hanno ottenuto il secondo parere favorevole di tutti i capigruppo Ars per l’esame rapido della proposta di legge, i capigruppo avevano presentato un o.d.g. unitario per sospendere, fino al 31 marzo, i commissariamenti nei comuni che non hanno consegnato gli impianti al gestore privato.

Acqua, oltre 40 Consigli Comunali siciliani in contemporanea per una proposta di legge

Venerdì 4 dicembre si riuniranno in contemporanea, per la prima volta nella storia della Sicilia, tanti Consigli comunali per deliberare la proposta di legge regionale per tornare alla gestione pubblica del servizio idrico. L’obiettivo è superare il numero di 40 Consigli comunali e i 500 mila abitanti, in modo da rendere valida l’iniziativa popolare, che si aggiunge al disegno di legge già depositato all’Ars.
Ne dà notizia il sindaco di Menfi, Michele Botta, uno dei tre firmatari della proposta di legge insieme ai colleghi Giuseppe Nicosia (Vittoria) e Domenico Giannopolo (Caltavuturo), indicati come persone autorizzate a rappresentare i sottoscrittori dell’iniziativa.

Comuni, associazioni e cittadini sempre più uniti e più forti per combattere la gestione privata del servizio idrico – dice Botta –. Dopo il sit-in a Palazzo dei Normanni (nella foto), in cui abbiamo ottenuto il secondo parere favorevole di tutti i capigruppo Ars per l’esame rapido della proposta di legge di nostra iniziativa, i capigruppo hanno presentato un o.d.g. unitario per sospendere, fino alla fine di marzo, i commissariamenti nei comuni che non hanno consegnato al gestore privato. Continuiamo così: dobbiamo raccogliere il risultato più alto della nostra mobilitazione per l’acqua pubblica.  Colgo l’occasione – conclude Botta – per invitare sindaci e consiglieri di tutte le città siciliane ad aderire a questa iniziativa di salvaguardia della democrazia e dei territori portando al più presto in consiglio comunale la delibera della nostra proposta di legge per tornare alla gestione pubblica del servizio idrico.

Privatizzazione dell’acqua, Menfi non si arrende. Il sindaco Botta: “Se non interviene l’Ars, pronti al referendum”

L’esito delle votazioni parlamentari, che non si condivide né per il metodo né per il merito, di fatto privatizza la gestione del Servizio idrico integrato, ma non fermerà l’azione del movimento sempre crescente in tutta Italia per impedire la mercificazione dell’acqua.

Il sindaco di Menfi, Michele Botta esprime chiaro il sentimento di amarezza e delusione per il via libera della Camera al decreto Ronchi che liberalizza alcuni servizi pubblici locali, fra cui la gestione dell’acqua. Botta e il suo Comune sono da sempre stati in prima linea, con gli altri sindaci dissidenti, contrari alla privatizzazione dell’acqua.

“Il 25 novembre – annuncia Botta – saremo ancora a Palermo per sollecitare il Presidente dell’Ars Francesco Cascio a calendarizzare il disegno di legge che ripubblicizza l’acqua in Sicilia e in quell’occasione chiederemo anche al Presidente Lombardo di impugnare innanzi la Corte Costituzionale l’art.15 del decreto Ronchi. In alternativa saremo pronti a raccogliere le firme per un referendum abrogativo”.

E della battaglia intrapresa anche dal Comune di Menfi contro la privatizzazione dell’acqua, il sindaco parlerà domattina, in onda a partire dalle 6.45, su Radio24 intervistato da Roberto Galullo nella trasmissione “Un abuso al giorno”.