Terre Sicane: La Sala è il quarto assessore

E’ Luigi Alberto La Sala il quarto assessore nominato all’Unione dei Comuni Terre Sicane.
Vice presidente del Consiglio comunale di Sambuca di Sicilia, La Sala conosce bene la macchina dell’Unionde dei Comuni Terre Sicane, essendo stato anche membro del consiglio dell’Unione.

Carica dalla quale si e’ dimesso per evidente incompatibilita’ un minuto dopo la nomina da parte del Presidente dell’Unione dei Comuni, il sindaco di Montevago Impastato.

L’esecutivo dell’unione è quindi ora al completo: gli altri membri sono Francesco Santacroce  Consigliere del Comune di Menfi,  Vincenzo Accidenti Consigliere del Comune Montevago PasqualeAmbrogio Consigliere del Comune di Santa Margherita di Belice

La Sala, 27 anni, è uno dei 14 consiglieri comunali componenti del circolo politico culturale “Politica e partecipazione Territoriale”, vicino alle posizioni del Presidente della Regione Raffaele Lombardo.

E’ questa, quindi, la risposta politica del Presidente della GiuntaImpastato alle dimissioni del Presidente del Consiglio dell’Unione, il menfitano Ardizzone,  che circa dieci giorni fa si era dimesso dalla carica assunta meno di due mesi prima in polemica col vertice politico dell’Ente sovracomunale adducendo “beghe interne ai singoli comuni” che non davano la possibilita’ di uno sviluppo dell’Unione.

(belicenews.it)

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Ardizzone non è più Presidente dell’Unione dei Comuni Terre Sicane: ecco le motivazioni

E’ stato in carica 44 giorni durante i quali Ardizzone, eletto  all’unanimità  Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni Terre Sicane, ha potuto accorgersi che negli anni precedenti i consigli comunali dei 4 comuni avevano revocato i servizi stipendi e paghe e polizia municipale. Dopo aver costatato “presunte difficoltà” di natura politica, Saverio Ardizzone  si è dimesso.

Da registrare che nessuna convocazione del Consiglio dell’Unione è stata fatta dal Presidente Ardizzone durante i suoi 44 giorni di  mandato.  Ardizzone rimarrà consigliere dell’Unione dei Comuni, carica che ricopre dal 2008.

Ecco le motivazioni delle sue dimissioni:

Premesso che negli ultimi anni e fino ad ieri, l’azione dell’Unione è stata rallentata dalla volontà politica di alcuni Sindaci che non trasferivano le somme dovute,- scrive nella nota di dimissione Ardizzone – Sindaci che non agevolano l’efficiente 

svolgimento dei servizi e che poi revocano gli stessi quali quelli di polizia municipale, stipendi e paghe per citarne alcuni. Considerato che si delineava nello scenario politico locale un disimpegno generale nei confronti del progetto dell’Unione e si prefigurava lo scioglimento dell’Ente. Con l’elezione del Sindaco Impastato a supersindaco, sembrava che si aprisse una nuova fase politica di rilancio e di condivisione dell’azione amministrativa, in quest’ottica sono stato eletto a Presidente del Consiglio delle Terre Sicane, con la condivisione dei singoli comuni in prospettiva del rilancio dell’attività dell’Unione condividendone obiettivi e strategie. Constatato che alcuni sindaci vorrebbero far prevalere presunte posizioni di dominio per tentare di frenare la nuova fase di condivisione e per tentare di risolvere le beghe interne ai singoli comuni, ho rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di Presidente del Consiglio delle Terre Sicane.

Ipse dixit

L’intervista di inFORMA MENFIs al neo eletto Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni Terre Sicane,Dott. Saverio Renato Ardizzone.

Dott. Ardizzone è contento di questo prestigioso ruolo di Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni Terre Sicane?
Certamente, il ruolo di Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni Terre Sicane è importante ma anche molto impegnativo. La mia candidatura è stata spontanea e non è stata frutto d’ingordigia politica. Candidatura spontanea che nasce dalla mia volontà di migliorarmi e migliorare, se posso, un ruolo cruciale come quello di Presidente del Consiglio poichè è di fondamentale importanza per i lavori di questo ente sovracomunale.
Che tipo di Presidente del Consiglio intende essere?
 Voglio essere un Presidente del Consiglio che presiederà l’assemblea plenaria con la volontà di fare lavorare, applicando il regolamento e mettendomi a disposizione di tutti come del resto faccio nella vita. Un Presidente del Consiglio presenzialista che si sforzerà a far l’arbitro superpartes anche se per i primi tempi sarò tentato, non lo nego, per il mio animo da combattente, ad entrar nelle tematiche che si presenteranno. Voglio essere un mediatore, pronto ad istaurare un dialogo costruttivo con ogni consigliere, con ogni assessore e con il Sindaco Impastato. Cercherò di far funzionare al meglio le Commissioni che sono il fulcro dell’Unione dei Comuni Terre Sicane e soprattutto cercherò, nelle mie possibilità, di mediare soprattutto con la minoranza diSambuca che ancora non ha nominato due consiglieri, non entrando fino ad oggi nell’ottica costruttiva dell’ente.

L’elezione del 24 sera è stata suggellata anche dall’unanimità del voto nei suoi confronti, si può dire che ora nell’ente sovracomunale si respira aria nuova? C’è coesione?
A livello personale il voto unanime mi ha reso molto felice ed orgoglioso. Si, l’indirizzo è quello di esser il più produttivi possibile senza ostracismi che bloccano gli ingranaggi. Coesi per lavorare per il bene dei quattro comuni ma ciò non significa che non vi saranno opinioni diverse e confronti più o meno accesi. Questa volontà, che è stata resa palese dalla mia elezione a Presidente del Consiglio, ha avuto il via con l’elezione del Supersindaco Impastato e continuerà con l’elezione del Vice Presidente del Consiglio.

In aula ha avuto i complimenti di tutti e per primo si è congratulato con lei un consigliere che nel Consiglio Comunale di Menfi si trova in maggioranza (o minor MAGGIORANZA) quindi dall’altra parte della sua barricata. Nell’Unione dei Comuni quindi i consiglieri di Menfi lavorano tutti per il bene di Menfi e dell’ente sovracomunale senza ostracismi? 
Si, lavoriamo insieme senza ostracismi e malumori politici che potrebbero farci dimenticare il perché siamo parte di un ente sovracomunale. Io definisco l’Unione dei Comuni Terre Sicane come una sola città e Menfi, Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca i suoi quattro quartieri. Bisogna entrare in questa ottica per sfruttare al meglio le potenzialità dell’ente stesso. Ed è questa visione che tenterò di inculcare a tutti e  soprattutto ai possibili due consigliere che la minoranza di Sambuca deve ancora esprimere. Spero tanto in un loro ravvedimento cosicchè Sambuca possa esser rappresentata non da tre ma da cinque consiglieri e magari dando alla stessa Sambuca l’onore di aver eletto tra i suoi rappresentanti il Vice Presidente del Consiglio dell’ Unione dei Comuni Terre Sicane.

Distretto Socio Sanitario di Sciacca: Michele Botta nuovo Presidente. In cantiere Voucher per anziani e nuove borse lavoro

La Conferenza Permanente dei Sindaci ha eletto il Sindaco di Menfi dott. Michele Botta, Presidente del Distretto socio sanitario di Sciacca.
“Ringrazio i colleghi sindaci per la fiducia che mi è stata accordata – dichiara Botta – “.
Il nuovo Presidente è già al lavoro per offrire alla popolazione del Distretto di Sciacca nuovi servizi:
“Stiamo lavorando col gruppo di piano per cambiare la prospettiva dell’assistenza domiciliare integrata agli anziani – dice Michele Botta – : non più il tradizionale affidamento a mezzo gara d’appalto ad una sola impresa di servizi, ma l’assegnazione di ‘voucher’ direttamente ai beneficiari che consentirà loro di scegliere la prestazione più rispondente ai propri bisogni rivolgendosi liberamente all’Ente no profit di fiducia”.
Anche i progetti in itinere proseguiranno: “il progetto ‘Marginalità sociale’ ha riscosso risultati importanti ed è per questo – annuncia Botta – che il progetto continuerà non solo per tutto il 2011 con le Borse lavoro già avviate, ma saranno bandite anche nuove Borse lavoro.
Un doveroso ringraziamento va al mio predecessore Nino Barrile per il lavoro sin qui svolto”.
Del distretto Socio-Sanitario n°7 fanno parte i comuni di Sciacca, Menfi, Caltabellotta, Montevago, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita di Belice.

Agricoltura, Dop alla Vastedda della valle del belìce

”Con questa nuova DOP viene premiata una lunga storia di saggezza e tradizione contadina nel settore lattiero-caseario. E’ un ulteriore riconoscimento a una terra come la Sicilia, in grado di offrici da sempre un patrimonio enogastronomico di eccellenza, che tutto il mondo conosce e ci invidia”.

Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato la pubblicazione oggi sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della domanda per il riconoscimento della Vastedda della valle del Belìce DOP, un formaggio di pecora prodotto in alcune zone della Sicilia.

Se entro sei mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta gli altri Stati europei non presenteranno domanda di opposizione, la nuova Dop potra’ essere iscritta ufficialmente nel registro delle denominazioni delle DOP e IGP dell’Unione europea.

La DOP Vastedda della valle del Belìce e’ un formaggio di pecora a pasta filata che va consumato fresco, ottenuto con latte ovino intero, crudo, ad acidita’ naturale di fermentazione, di pecore di razza Valle del Belìce. Ha la forma tipica di una focaccia con facce lievemente convesse, pasta compatta bianca con qualche striatura dovuta alla filatura artigianale. L’aroma e’ quello caratteristico del latte fresco di pecora con un sapore dolce, fresco e gradevole, con venature lievemente acidule e mai piccanti.

Il nome Vastedda deriva dalla forma che il formaggio acquisisce dopo la filatura, quando viene messa a rassodare in piatti fondi di ceramica, ”Vastedde”, onde conferirgli la forma di pagnotta.

La zona geografica di allevamento degli ovini, di produzione del latte, di trasformazione e di condizionamento del formaggio e’ compresa in alcuni comuni della provincia di Agrigento: Caltabellotta, Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e Sciacca; di Trapani: Calatafimi, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Gibellina, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Ninfa e Vita; di Palermo: Contessa Entellina e Bisacquino limitatamente alla frazione denominata ”San Biagio”.

Nella Valle del Belice viene utilizzato per la produzione di Vastedda il latte di pecora autoctona, oggi elevata a razza ”Valle del Belice”, nota per la produzione di un latte con buone caratteristiche casearie. L’ovinicoltura e l’attivita’ casearia, nell’area di produzione del formaggio Vastedda della valle del Beli’ce, hanno un’antichissima tradizione.

Ancora oggi l’allevamento e’ di tipo tradizionale e viene praticato in ovili in grado di offrire un ricovero adatto alle esigenze degli ovini e al loro benessere, con positivi riflessi sulla qualita’ del latte utilizzato nella produzione della Vastedda della valle del Belìce.

La Vastedda

La vastedda del Belice è un rarissimo caso di formaggio a pasta filata da latte ovino. Viene prodotto utilizzando latte di pecora della razza autoctona della Valle del Belice e prende il nome dalla ciotola, vastedda appunto, entro cui la pasta viene messa a riposare dopo la filatura.

Il latte ovino dona al formaggio una delicata nota acidula che lo rende appetitoso e perfetto per un antipasto leggero. Di solito infatti questo formaggio viene consumato fresco, a pochi giorni dalla produzione, con poche gocce d’olio d’oliva ed un po’ di origano, anche se un’altra tradizione lo vuole come ingrediente protagonista del timballo di maccheroni.

La vastedda del Belice può essere considerata un emblema della difesa delle tipicità gastronomiche regionali: fino a pochi anni fa la sua produzione era in netto calo. Ora, grazie ad uno sforzo comune dei produttori e a campagne informative come quella di Slow Food, la richiesta è nettamente aumentata, tanto da rendere necessaria una produzione non più solo estiva, come da tradizione ma addirittura lungo tutto l’arco dell’anno.