Rinnovabili, Clini: rispettare esito del referendum. La politica sul solare è stata ostacolata

Nucleare: Clini, rispetteremo l’esito del referendum

Intervista a Il Piccolo, si’ a studio tecnologie ma no impianti

(ANSA) – TRIESTE, 19 NOV – ”Il risultato del referendum e’ sacro e va assolutamente rispettato ma cio’ non vuol dire che la tecnologia nucleare sia scomparsa”.
Cosi’, in un’intervista al quotidiano Il Piccolo, il neo ministro all’Ambiente, Corrado Clini, torna oggi sulle affermazioni fatte al programma radiofonico ”Un giorno da pecora” su una sua presunta apertura al nucleare, che gli sono valse le prime critiche, anche alla Camera nel corso della fiducia al Governo.

Dopo essersi dichiarato ”sorpreso” dalle reazioni alla sua affermazione, ”fatta nel contesto di un programma tra il serio e il goliardico”, Clini precisa che ”la possibilita’ di studiare gli sviluppi del nucleare non riguarda l’Italia come sede di impianti, ma come Paese che partecipa alle linee di sviluppo di nuove tecnologie”.

Riguardo altri argomenti scottanti, come gli Ogm e la Tav, Clini ha sottolineato di essere ”un ministro tecnico”, ”non devo fare propaganda. Il mio impegno – ha aggiunto – e’ fare in modo che su tutte queste tematiche ci sia la piu’ possibile informazione e documentazione scientifica. Aprire un confronto significa mettere su un tavolo dati e numeri e poi consultarli insieme”.

Infine, sulle energie rinnovabili, Clini ricorda che l’Italia ”e’ diventata il Paese europeo con maggior percentuale di investimenti e impianti a energia solare”, ma che e’ stata ostacolata ”l’attuazione di un programma integrato che mettesse insieme lo sviluppo delle infrastrutture con la protezione dell’ambiente e lo sviluppo delle energie alternative”. (ANSA).

Sarà la volta buona per un serio programma di sviluppo delle energie alternative, a partire dal fotovoltaico e dal mini-eolico?

Festa per il quorum: Menfi tra le prime in Italia col 72,6%

Campane a festa a Menfi per una “festa di popolo”. In piazza Vittorio Emanuele si sono riunite decine e decine di cittadini e con loro i parroci, i giovani del movimento “ammoddu semu – SI vota SI“, il comitato acqua pubblica e il Sindaco, Michele Botta.

La decisione di scendere in piazza è venuta spontaneamente già verso le 13 di oggi quando tra i seggi elettorali si percepiva il superamento del quorum, anche a livello nazionale. E poi, con un tam tam di sms, telefonate e anche su facebook si è organizzata la festa che esprime felicità  per un traguardo raggiunto dopo una battaglia che ha coinvolto tutta la città per 2 lunghi anni, ma che affonda le sue radici nella prima raccolta di firme nel lontano 2002 ad opera di alcuni consiglieri comunali, con a capo il vice-presidente Vito Clemente.

Tra abbraci, saluti e sorrisi festanti il Sindaco annuncia che Menfi è tra i primi comuni in Italia per percentuale di votanti al referendum con una percentuale da record: il  72,6%

“È la vittoria dei cittadini, della democrazia, della difesa del territorio e della legalità.
Domani – prosegue il Sindaco Botta – chiederò al Presidente della Provincia D’Orsi di attivare tutte procedure necessarie per la revoca dell’affidamento del servizio idrico integrato alla Girgenti Acque

Interviene anche la signora Marchese, pasionaria del comitato acqua pubblica di Menfi: è stata dura, ma c’è l’abbiamo fatta, abbiamo vinto ! – dice con gioia.

Quando questa battaglia è cominciata eravamo in pochissimi.
Oggi siamo in 25.935.372 di italiani e, possiamo dire, Menfi ha dato un notevole contributo alla causa! E’ stata la vittoria di tutti, senza bandiere, nè partiti o schieramenti politici!
Ha vinto la Democrazia, quella vera. Ha vinto la forza di volontà contro l’arroganza. Abbiamo dimostrato che insieme, se c’è l’amore per la propria terra, è possibile cambiare le cose.

Per la cronaca, dunque, Menfi chiude sopra la media nazionale. Gli elettori menfitani che  si sono recati alle urne per esprimersi sui 4 quesiti referendari sono stati il 72,57% degli aventi diritto, per i due quesiti sull’acqua. Il 72,32% per il nucleare e il 72,31 per il legittimo impedimento.

Grazie di quorum a tutti!

Acqua bene comune: manifestazione nazionale il 26 marzo

2 sì per l’acqua bene comune

26 marzo 2011

Ore 14.00 – Piazza della Repubblica

Manifestazione nazionale a Roma

VOTA SI’ AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!

SI’ per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti, della democrazia

Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua.

Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media.

Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.

I referendum sono un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva.

Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione.

Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi.

Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme.

Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese a una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i beni comuni da tenersi a Roma sabato 26 marzo 2011.

Una manifestazione aperta, allegra e plurale.

Per lanciare la vittoria dei SI ai referendum per l’acqua bene comune.

E per dire che un’altra Italia è possibile.

Qui ed ora.

Perché solo la partecipazione è libertà.

Perché si scrive acqua e si legge democrazia.

 

PROMUOVONO:

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Comitato Referendario “2 SI’ per l’Acqua Bene Comune”

Agenzia Italiana per la Campagna e l’Agricoltura Responsabile ed Etica

Anomalia Sapienza

ANPI

Comitato “Vota Sì per Fermare il Nucleare”

Coordinamento Antinucleare “salute-ambiente-energia”

Fondazione Rosa Luxemburg

La Scuola di Pace

Rete Nazionale Rifiuti Zero

SOS rinnovabili

Women in the City

La CGIL sostiene l’iniziativa

ENTI LOCALI

Comune di Altofonte (PA)

Comune di Bari (BA)

Comune di Besenello (TN)

Comune di Bivona (AG)

Comune di Burgio (AG)

Comune di Capannori (LU)

Comune di Cassineta di Lugagnano (MI)

Comune di Corchiano (VT)

Comune di Castel Madama (RM)

Comune di Dinami (VV)

Comune di Gela (CL)

Comune di Genazzano (RM)

Comune di Geraci Siculo (PA)

Comune di Ladispoli (RM)

Comune di Lanuvio (RM)

Comune di Menfi (AG)

Comune di Oriolo Romano (RM)

Comune di Petralia Sottana (PA)

Comune di Saponara (ME)

Comune di Sava (TA)

Comune di Schio (VI)

Comune di Villa Castelli (BR)

Provincia di Ancona

Provincia di Cagliari

Regione Marche

Roma I Municipio (RM)

Roma XVI Municipio (RM)

Associazione Comuni Virtuosi

Coordinamento Nazionale Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico

FORZE POLITICHE A SOSTEGNO:

Alternativa – Laboratorio Politico

Circolo Sabina Romana di Sinistra Ecologia e Libertà

Comunisti Sinistra Popolare

Costituente Ecologista

Democratici per l’Acqua Bene Comune

Federazione dei Verdi

Federazione della Sinistra

Sinistra Critica

Sinistra Ecologia e Libertà

Ars, ”si” definitivo alla legge sui rifiuti

L’Assemblea regionale ha approvato in via definitiva le leggi sulla proroga di un mese –fino al 30 aprile- dell’esercizio provvisorio del bilancio e la riforma del sistema della gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati.
Quest’ultimo provvedimento, in particolare, riduce il numero degli ATO da 27 a 10 e consegna ai comuni la piena titolarità della direzione del servizio.
La riforma, inoltre, istituisce le SRR che sono le società alle quali viene affidata la regolamentazione del servizio per la gestione dei rifiuti: questa legge è stata approvata con 60 voti favorevoli, uno contrario e una astensione.

L’Assemblea ha pure approvato alcuni ordini del giorno e numerosi altri sono stati accettati dal governo come raccomandazione, fra i quali uno – firmatari 4 deputati PDL – che tende a impegnare il governo regionale a sostenere il progetto del governo nazionale per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.
Tra i documenti votati e approvati, uno impegna la giunta regionale ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale la parte del provvedimento del governo nazionale che prevede la localizzazione in Sicilia di impianti per la produzione di energia nucleare.
Su questo documento il gruppo dell’Udc si è astenuto.