Matteo Messina Denaro: costituisciti!

“Matteo Messina  Denaro è un nostro diocesano, si costituisca, saprà come  fare”. Lo ha detto il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor  Domenico Mogavero, rispondendo alla domanda di un giornalista  durante l’incontro stamattina con i dieci operai che stanno  raccogliendo le olive per produrre l’olio col marchio di Libera  nell’uliveto confiscato a Gaetano Sansone in contrada Seggio  Torre a Castelvetrano.

“Le voci isolate rimarranno tali nella lotta alla mafia – ha  proseguito -, quello che serve, invece, è un impegno corale di  tutti, al di la delle parole, con la concretezza delle azioni e  dei fatti”.

I venti ettari di terreno sono stati affidati dal  Comune alla gestione di Libera che – insieme alla Diocesi di  Mazara del Vallo (tramite il “Progetto Policoro”) – sta  costituendo una cooperativa sociale per la gestione del fondo.

“I messaggi concreti arrivano proprio da azioni come queste  – ha ribadito Mogavero – in questa terra che oggi torna alla  società civile si raccolgono i frutti profumati di legalità,  con un impegno sia del mondo civile che di quello ecclesiastico.  E questa è la migliore risposta nei confronti di chi, nei  giorni addietro, ha gettato discredito nei confronti di  associazioni ecclesiastiche che avrebbero avuto affidamenti di  comodo, che accumulano senza alcuni esito produttivo”.

(gds.it)

Dalle macerie il futuro 1968/2011 43° anniversario del terremoto del Belìce

Nessuna cerimonia ufficiale romana per ricordare il 43esimo
anniversario del terremoto del Belice, che distrusse una ventina di
comuni che abbracciano tre province: Trapani, Agrigento e Palermo.
È ormai tempo infatti di mettere la parola fine a questa triste
vicenda che si trascina ormai da quella tragica notte del 15
gennaio del ’68, quando una scossa del nono grado della scala
Mercalli, rase al suolo 21 comuni e uccise oltre 400 persone. E per
chiuderla mancano ancora 396 milioni di euro per il completamento
dell’edilizia privata e 133 milioni di euro per quella pubblica.
Sarà un 43 anniversario che si celebrerà nel territorio. Sei dei
comuni che vissero quella terribile esperienza saranno protagonisti
di alcuni dei momenti più significativi di questo
anniversario. Si inizia
il 14 a Santa Ninfa.
Alle 11 presso la Chiesa Madre,

Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo della Diocesi di Mazara,

celebrerà una messa di suffragio per le vittime del sisma. Alle 17,

30 invece presso Palazzo Comunale l’appuntamento è con i “ricordi e

le testimonianze. Ieri e Oggi”. Alle 19 ma a Santa

Margherita Belice presso il Teatro Sant’Alessandro

si terrà la manifestazione “ Per non dimenticare” e a

Montevago alle ore 21,00 una “Fiaccolata del

ricordo” che partirà dalla Chiesa Madre fino ai ruderi del vecchio

centro . Il 15 gennaio gli

appuntamenti si sposteranno a

Salaparuta, ancora alle 10 presso la Chiesa della SS

Trinità S.E. il Vescovo Mogavero celebrerà la Santa Messa di

suffragio, alle 11 presso il museo Comunale verrà presentata la

“1ma Meridiana del Belice ed un Mosaico Artistico”.

Alle 18, a Menfi a celebrare la messa di suffragio

per le vittime del sisma nella Chiesa Madre sarà il Vescovo di

Agrigento Monsignor Francesco Montenegro. Alle 18,30

le manifestazioni si spostano a Montevago

presso il Palazzo Comunale dove si terrà la prima

edizione del “Premio Xirotta”.

L’appuntamento rilevante di chiusura delle

manifestazioni è quello del 16 gennaio con inizio alle ore 10,30,

presso le Scuderie del Castello Grifeo a Partanna.

Qui si terrà una conferenza sul tema “Belice, dalla
ricostruzione allo sviluppo”. Il punto sulle iniziative
parlamentari: analisi e prospettive”. All’incontro hanno aderito
tutti i deputati regionali, nazionali e i senatori che hanno
sottoscritto i vari disegni di legge sul Belice. Sarà insomma
l’occasione per fare il punto sulla situazione ad oggi della Valle
del Belice, su ciò che si è fatto ma soprattutto su quello che
ancora rimane da fare per far rinascere a nuova vita questa
porzione di Sicilia che ricade su tre province per chiedere i
diritti del territorio più volte riconosciuti e mai soddisfatti e
mettere quindi definitivamente la parola “fine” su questa
interminabile ferita lunga 43 anni. locandina