Menfi, stipulato protocollo d’intesa con il Provveditorato Opere Pubbliche Il Sindaco: “Lavori pubblici nel segno della legalità”

Il Sindaco di Menfi, Michele Botta, e il Provveditore interregionale Opere Pubbliche per la Sicilia e la Calabria, Lorenzo Ceraulo, hanno firmato un protocollo d’intesa per la realizzazione dei lavori di adeguamento sismico nella scuola elementare “Norino Cacioppo”. Il protocollo fa seguito al finanziamento ottenuto dall’amministrazione Botta a fine ottobre scorso da parte del CIPE che, con deliberazione n. 32/2010, aveva assegnato al Comune di Menfi 350.000,00 € nell’ambito del “Piano straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio scolastico” .

Il ricorso a tale soluzione permetterà al Comune di Menfi di valersi della competenza e del personale specializzato del Provveditorato per affrontare il complesso iter realizzativo di un’opera pubblica, e i molti adempimenti ad esso connessi.
Il protocollo d’intesa stipulato oggi a Palermo prevede la realizzazione di un intervento “chiavi in mano”, cioè riguarderà per l’intero l’iter realizzativo: dalle attività tecnico-amministrative riferite alla progettazione, all’affidamento dei lavori, alla direzione ed alla contabilità dei lavori nonché di tutte le attività e funzioni proprie della stazione appaltante ivi comprese le funzioni del responsabile del procedimento e del coordinatore in fase di esecuzione per la sicurezza, curando la gestione dell’appalto dall’affidamento dei lavori fino alla loro completa esecuzione.
“Continuiamo ad amministrare la nostra città nel segno del cambiamento e della legalità – dice il Sindaco Botta -. La sottoscrizione di questa convenzione con il Provveditorato Opere Pubbliche è un ulteriore segno tangibile di come, sin dall’inizio del mio mandato, ho sempre agito contro le speculazioni ed i gruppi di interesse e stando sempre dalla parte dei cittadini laboriosi ed onesti.
Questi lavori di adeguamento sismico per la scuola Norino Cacioppo – conclude il Sindaco – testimoniano la sensibilità dimostrata dalla mia amministrazione verso il mondo della scuola e si aggiungono agli altri interventi previsti per questo istituto, oggetto di ulteriori progetti finanziati dall’Assessorato Regionale della famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali per l’adeguamento dei sistemi elettrici e antincendio, per un importo pari a € 245.000,00”.

Ancora minacce al Sindaco

Una busta contenente una lettera con minacce di morte, per la seconda volta in poco tempo, é stata recapitata al sindaco di Menfi, Michele Botta.  L’ha trovata nella cassetta della posta, nel primo pomeriggio di ieri, al ritorno a casa, dal Comune.  Botta, per la seconda volta è stato destinatario di una grave intimidazione.

La Giunta comunale esprime solidarietà al sindaco per il vile atto intimidatorio di cui è stato nuovamente vittima.  L’azione amministrativa portata avanti da Botta si è contraddistinta per la legalità e la salvaguardia del territorio, nel rispetto dei diritti dei cittadini e della tutela di ogni forma di libertà. La Giunta esprime piena solidarietà e pieno sostegno all’opera intrapresa dal sindaco e all’impegno che lo stesso continuerà portare avanti dalla parte dei cittadini onesti, contro le speculazioni ed i gruppi di interesse. I componenti la Giunta ritengono che l’allarmante azione contro il sindaco colpisce la società che lavora e produce per la crescita ed il benessere della comunità.

Certi che ogni Istituzione preposta si adopererà contro questo ed altri spiacevoli episodi, i componenti della Giunta, nel restargli vicino in questo particolare momento, esprimono tutta la loro solidarietà ed il loro sostegno personale ed amministrativo.
Ogni volta che un cittadino, o un uomo delle istituzioni, è fatto oggetto di intimidazioni per le sue scelte o per le sue posizioni siamo di fronte ad un problema di tutti indipendentemente dalle posizioni politiche di ognuno di noi. Ecco perchè condanniamo con fermezza il vile gesto e auspichiamo che le forze dell’ordine possano in breve tempo fare chiarezza.

Anche il Presidente del Consiglio comunale di Menfi, Antonino Buscemi, a nome di tutto il Consiglio comunale, e per esso della città, esprime piena solidarietà al sindaco Michele Botta destinatario di lettere intimidatorie.

“Non l’avranno vinta: continuerò …

“Non l’avranno vinta: continuerò nella mia attività amministrativa”. Così il Sindaco di Menfi, Botta, dopo le minacce http://ow.ly/37w6o

Menfi, pubblicati due bandi di gara per l’edilizia scolastica

Il sindaco di Menfi, Michele Botta, rende noto che sono stati pubblicati due bandi di gara per opere riguardanti l’edilizia scolastica. Si tratta dei “Lavori di ristrutturazione ed adeguamento funzionale dell’ex Scuola Materna ‘Cavour’ da destinare ad Asilo Nido Comunale”, per un importo complessivo di € 369.477,50, e dei Lavori di adeguamento dell’ impianto elettrico e antincendio della Scuola Elementare “Norino Cacioppo”, per un importo complessivo di € 245.000.000 .
Il via libera ad entrambe le opere è stato dato a mezzo decreto di finanziamento dell’ Assessorato Regionale della famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali, per l’erogazione di contributi destinati all’implementazione del servizio di Asili Nido.
L’amministrazione comunale ha previsto in entrambi i disciplinari un protocollo di legalità in linea con quanto stabilito dalla Regione Siciliana con il Ministero dell’interno, con l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, con le nove prefetture della Sicilia, con l’INPS e con l’INAIL.

“I lavori riguarderanno la messa in sicurezza e l’abbattimento delle barriere architettoniche per la ex scuola Cavour – spiega il Sindaco Michele Botta –. Mentre con l’altro intervento intendiamo adeguare l’impianto elettrico e antincendio della scuola Norino Cacioppo. Già qualche mese fa avevamo ottenuto la comunicazione dei relativi finanziamenti che oggi abbiamo tradotto in opportunità di lavoro, sempre nel rispetto delle regole e della legalità. Quest’Amministrazione – conclude il Sindaco – sin dal suo insediamento, sta lavorando per individuare tutte le opportunità di finanziamento messe a disposizione dalle istituzioni regionali e nazionali, con particolare attenzione al mondo della scuola”.

Copia di entrambi i bandi è consultabile sul sito internet del Comune di Menfi.

Taglia da 1.500.000 euro per all’arresto di Messina Denaro

I Servizi segreti pagheranno una taglia da un milione e mezzo di euro a chi fornisce notizie utili per la cattura del boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, numero uno di Cosa nostra in Sicilia e ricercato dal 1993.

Un imprenditore, la cui identità è nascosta, avrebbe ricevuto la visita di uomini dei Servizi segreti che gli avrebbero offerto l’ingente cifra in cambio di informazioni che possano favorirel’arresto del latitante di Castelvetrano. L’imprenditore non sarebbe l’ unico contattato dai Servizi.

(fonte della notizia www.castelvetranoselinunte.it)

Ricordare Falcone

Il 23 maggio segna la fine di un uomo e l’inizio di un MITO.  18 anni fa la strage di Capaci, in cui furono barbaramente uccisi il magistrato GIOVANNI FALCONE, la moglie FRANCESCA MORVILLO e gli agenti di scorta ROCCO DICILLO, VITO SCHIFANI e ANTONIO MONTINARO.

Noi vogliamo manifestare il nostro rispetto e la nostra ammirazione nei confronti di quelle vittime e dimostrare la nostra vicinanza ai familiari.
Incitare chi, con fatti concreti, continua a portare avanti il lavoro iniziato da quegli EROI,  scoraggiando i cosiddetti ‘mafiosi’, facendo capire loro che le persone hanno preso coscienza del loro essere cittadini, con diritti e doveri. Per dare un senso, per quanto umanamente possibile, alla morte di quegli ANGELI-EROI,  dedichiamo LORO una preghiera, un pensiero, un commento, un fiore, una frase, una canzone, un qualsivoglia apprezzabile gesto, purché non si dimentichi.

Tocca a noi dare un segnale forte, positivo ed inequivocabile affinchè le loro idee camminino ancora sulle nostre gambe!

Giovanni Falcone aveva iniziato la lotta alla mafia gia a fine anni ’60. Fu lui insieme ai suoi più stretti collaboratori come Paolo Borsellino, a iniziare l’istruttoria del più grande processo alla mafia svoltosi a Palermo, dove vennero convocati oltre 400 imputati. Giovanni Falcone era divenuto così pericoloso per le cosche dopo l’omicidio di Ignazio Lo Presti costruttore “amico degli amici”, quando ci fu una grossa rivelazione fatta dalla moglie, cioè che “ziu” Lo Presti era in stretto contatto con “il boss dei due mondi” Tommaso Buscetta. Era quest’ultimo, dal Brasile, a dirigere gli affari del traffico della droga e gli interessi delle famiglie. Quando Falcone seppe dell’arresto di Buscetta volle andare subito a interrogarlo.

Grazie a questi si fece luce su tanti omicidi sia politici che “tradizionali” come quelli dei pentiti durante la guerra di mafia sia di quelli dei collaboratori di Falcone come Rocco Chinnici, Giuseppe Montana e Ninni Cassarà. Totò Riina, scottato dalla condanna in primo grado all’ergastolo si mise in agitazione perché il giudice stava andando troppo oltre: nessuno aveva pensato all’eventualità che lo strumento dei “pentiti”, rivelatosi essenziale contro il terrorismo, potesse risultare praticabile nella lotta alla mafia. Falcone portò in Italia un Buscetta pentito che doveva aprire la strada al ripensamento di tanti altri boss come Salvatore Contorno, Nino Calderone e Francesco Marino Mannoia. A Giovanni Falcone fu riservata prima la tagliente ironia del Palazzo di Giustizia di Palermo, poi la saccente campagna di stampa contro la presunta smania di protagonismo, quindi un vero e proprio “sbarramento” ad ostacolare il naturale ruolo di coordinatore delle inchieste sulla mafia. Dopo quest’azione di delegittimazione, il 23 maggio 1992 al suo ritorno da Roma, dove era stato nominato procuratore nazionale antimafia, durante il tragitto verso casa il giudice Giovanni Falcone, che già nel 1989 era scampato ad un attentato, trovó la morte.

Per commettere il delitto furono assoldati ben cinque uomini, tra cui Giovanni Brusca che fu la persona che fisicamente azionò il telecomando, i quali riempirono di tritolo un tunnel che avevano scavato sotto l’autostrada nei pressi di Capaci (per assicurarsi la buona riuscita del delitto, ne misero circa 500 kg). Fu una strage (“l’attentatuni”) nella quale persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e tre uomini della scorta (Antonio Montinari, Vito Schifani e Rocco Di Cillo). Questo atto segnò la fine di un uomo (e l’inizio di un mito) che si è distinto nella lotta dello Stato contro la mafia.

Finanziaria regionale, presto l’acqua pubblica

L’assessore all’Economia Michele Cimino ha presentato una norma ricalcante il ddl di iniziativa popolare (di cui il Sindaco Michele Botta è primo firmatario) approvato da oltre 130 comuni siciliani da inserire nella legge finanziaria regionale 2010.

Il testo prevede lo scioglimento degli ATO (idrici) , le società miste (o solo private) che hanno gestito il servizio. Si introduce una disciplina transitoria di un anno, in cui i vecchi gestori mantengono i compiti. Poi si SCIOLGONO I CONTRATTI e ai privati viene concesso a titolo di indennizzo solo il cosiddetto danno emergente. Nel frattempo l’ARS varerà un’altra legge che ridisegna la gestione del servizio.

L’Assemblea regionale siciliana, intanto,  ha approvato, in via definitiva, la legge-voto con la quale si propone al Parlamento nazionale di destinare ai territori interessati le somme e i beni sequestrati alla mafia: il provvedimento è stato approvato all’unanimità.