Agricoltura, acqua per usi irrigui: rincari fino a 19 centesimi mc

“La provincia di Agrigento è l’unica al mondo in cui è richiesto il pagamento di aumenti fantasma e retroattivi”.

irrigazione vigneti

Lo denuncia la Coldiretti con riferimento a quanto disposto dal consorzio di bonifica di Agrigento che non eroga l’acqua se prima l’agricoltore non paga un aumento di 4 centesimi al metro cubo calcolato dal 2012.

“In particolare – rileva ancora Coldiretti Agrigento – a Menfi, da un costo di 15 centesimi al metro cubo si è passati nel 2015 a 19 centesimi e inoltre si teme che raddoppi anche la tassa fissa per ettaro raggiungendo cifre astronomiche. La situazione è drammatica anche a Ribera dove per garantire l’erogazione bisogna saldare l’aumento dal 2014 portando il costo di un metro cubo a 24 centesimi con rincari progressivi per il futuro: un prezzo che gli agricoltori non possono assolutamente sostenere”.

“L’acqua per l’agricoltura va pagata, ma ad un costo equo – afferma il direttore Giuseppe Miccichè – il costo dell’irrigazione non può essere così pesante e determinante per il bilancio aziendale. Chiediamo un incontro urgente al prefetto Diomede perché la situazione è diventata esplosiva che potrebbero sfociare in proteste di piazza”

(belicenews.it)
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Valle del Belice, pronti 50 milioni per la diga Garcia

 Un sospiro di sollievo per gli agricoltori della valle del Belice. Sono in arrivo 50 milioni di euro di fondi statali per potenziare la capienza della diga Garcia e iniziare a costruire la rete irrigua a valle dell’invaso.
Lo sblocco delle risorse, finanziate dal Cipe, Comitato interministeriale per lo sviluppo economico, è il risultato del lavoro del dipartimento Interventi Infrastrutturali dell’assessorato regionale all’Agricoltura, del pressing della commissione Attività produttive dell’Ars e dei sindaci del comprensorio. Entro l’anno dovrebbe uscire il bando e a gennaio prossimo è previsto l’inizio dei lavori.
In particolare, quaranta milioni del Fondo irriguo nazionale 2003-2005 bloccati da circa sei anni, rischiavano di andare in perenzione, perché non utilizzati.  Adesso, serviranno per deviare le acque dal fiume Belice destro alla diga e aumentarne così la capienza dagli attuali 60 milioni di metri cubi a 80. Dieci milioni, invece, verranno utilizzati per iniziare a costruire la rete idrica a valle della diga, necessaria per irrigare circa 1300 ettari di terreno. «È un’opera utilissima – spiega Salvatore Barbagallo, direttore del dipartimento Interventi infrastrutturali – perché gli agricoltori dei Comuni del territorio belicino lamentavano di non potere sfruttare l’acqua dell’invaso, che anzi veniva usata a lunga distanza. Sono fondi del Piano irriguo 2010 e in futuro sono previsti altri 10 milioni per il completamento dell’opera».
La diga Garcia si trova nel territorio di Monreale. Fornisce acqua a un territorio che comprende Comuni delle province di Palermo (Roccamena, Contessa Entellina, Camporeale), Trapani (Poggioreale, Salaparuta, Gibellina e Partanna) e Agrigento (Montevago, Santa Margherita di Belice, Sambuca e Menfi).
La rete idrica rappresenterà un “toccasana” per Poggioreale, Contessa Entellina, Santa Margherita di Belice e Salaparuta. Con i rispettivi agricoltori che potranno dedicarsi ad intensificare le colture. «Siamo riusciti a far ripartire i lavori della diga, fermi da 25 anni – spiega Salvino Caputo, presidente della commissione Attività produttive -. Con questi interventi gli agricoltori non avranno più problemi di acqua».
Soddisfatto anche Leonardo Salvaggio, sindaco di Poggioreale e capo del coordinamento dei sindaci del Belice: «Grazie all’impegno di tutti, si realizzerà un’opera indispensabile per l’irrigazione dei terreni».
La diga viene spesso collegata alle inchieste del giornalista Mario Francese ucciso a gennaio del ’79 che, indagando sull’omicidio del colonnello Giuseppe Russo, ucciso nel ’77, aveva ricollegato quel delitto alle indagini dell’ufficiale sulla diga Garcia e sugli interessi mafiosi gravitanti attorno alla sua costruzione.
Fonte: WWW.GDS.IT

Menfi, riutilizzo acque depurate in agricoltura: attivato nuovo impianto

A Menfi attivato impianto di depurazione delle acque reflue per scopi irrigui

Il depuratore di Menfi

Un investimento da 3 milioni e 600 mila euro quello che ha permesso al comune di Menfi di costruire, all’altezza del depuratore, in località Fiori, un impianto per il riutilizzo a fini agricoli delle acque reflue.

Un nuovo passo avanti che si è concretizzato nei giorni scorsi.

Fondamentale a giudizio del sindaco Michele Botta la possibilità per il mondo dell’agricoltura di disporre di una riserva idrica non indifferente.

Con questo impianto Menfi punta a potenziare ulteriormente la sua immagine di città a vocazione ambientalista, dal mare pulito grazie al funzionamento dei suoi impianti di depurazione.
(tratto da Sciaccaonline.com)

I lavori sulla Menfi-Lido Fiori

Il lungo tratto stradale che porta a una delle località balneari più importanti della città del vino e del mare pulito, Lido Fiori, nei mesi scorsi è stato interessato dalla costruzione delle opere per il fissaggio e d’interconnessione con la rete irrigua al servizio del sub-comprensorio “quota 80” gestito dal Consorzio

di Bonifica 3 di Agrigento, Ente con il quale il Comune di Menfi ha stipulato la convenzione per lo scarico con finalità di riutilizzo delle acque reflue depurate per usi irrigui.