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Riceviamo e pubblichiamo

È nato Belìcenews.it, un sito di informazione locale dinamico il cui obiettivo è quello di fornire un’informazione diretta e vicina a tutti i cittadini della Valle del Belìce.
In particolare, le informazioni interesseranno le città di Castelvetrano, Gibellina, Menfi, Montevago, Santa Margherita Belice, Sambuca di Sicilia, Salemi, Salaparuta, Sciacca, Partanna e Poggioreale.

Lo staff di Belìcenews.it è composto da un gruppo di studenti, giovani professionisti e semplici cittadini delle realtà belicine, uniti dalla passione per il nostro territorio.

Lo staff di Belicenews.it invita quanti vogliono contribuire allo sviluppo della comunicazione e dell’informazione nel territorio belicino ad inviare alla redazione comunicati stampa, articoli, segnalazioni o interventi, tramite mail all’indirizzo redazione@belicenews.it .

Lo staff di Belicenews.it ci tiene a precisare che l’informazione fornita sarà, in linea con lo spirito di interet, libera e aperta al contributo di quanti vorranno partecipare; e quindi scevra da eventuali influenze politiche.

Cordialmente,

Lo staff di Belicenews.it

Belìce, “La ricostruzione del Belice tra pianificazione e utopia – Gennaio 1968 Gennaio 2012”

Nell’ambito delle iniziative organizzate dai comuni della valle del Belice, sabato 14 si terrà a Menfi un convegno dal titolo “La ricostruzione del Belice tra pianificazione e utopia“.

A distanza di 44 anni la ricostruzione della  Valle del Belice  non è stata ancora completata, non per incapacità delle comunità locali ma, per come hanno più volte sancito gli atti delle Commissioni Parlamentari che si sono ciclicamente occupate delle vicende, per la mancanza di risorse, erogate in misura largamente inferiore a quanto stanziato per altri simili tragici eventi.
L’obiettivo oggi, è quello di ottenere, se non pretendere, puntuali risposte in modo da dare certezze e rapidità alle condizioni di recupero ambientale, edilizio e urbanistico e ripristinare di conseguenza tutte quelle strutture in grado di assicurare ai cittadini della Valle del Belice una normale ed agevole fruizione delle loro città e dei loro territori.
Si tratta di un atto di giustizia nei confronti di quelle popolazioni costrette a vivere nell’attesa di una definitiva risposta per chiudere una volta per tutte il doloroso capitolo della ricostruzione.
Siamo stati costretti, per tre generazioni, a vivere nella precarietà per colpa di risorse mancate o di risorse assegnate con il contagocce fino a subire la vergogna di essere chiamati “professionisti del terremoto”.
Oggi diciamo “basta”. Vogliamo lasciare ai nostri figli un futuro libero dalle catene della ricostruzione affinché il 68’ diventi solo una data da ricordare per le sue vittime e non un problema mai definito.
14 Gennaio 2012  – 0re 16,30 – 
Sala Convegni Centro Civico Menfi 
Corso A. Palminteri 
Ore 16,30  Registrazione partecipanti
Ore 17,00  Saluti delle autorità:

Dott. Michele Botta 

Sindaco di Menfi

Dott. Nicola Catania 
Coordinatore Sindaci Valle del Belice
Prof. Arch Giuseppe Gangemi – Università di Palermo
La pianificazione come presupposto alla prevenzione ed alla conservazione del Territorio: il caso del Belice
Arch. Rosario Cultrone – Dipart. Reg. Protez. Civile 
La protezione civile nella Regione Siciliana e la pianificazione alle diverse scale attraverso alcuni casi di
studio
Prof. Giovanni Falsone –  Università di Messina  
Il comportamento delle strutture sotto l’azione sismica: il terremoto di Messina e quello della valle del Belice
Prof. Arch Antonella Mamì – Università di Palermo  
Prevenzione e riabilitazione sismica degli elementi non strutturali
Dott. Giuseppe Marrone e Dott. Saverio Milici 
Linee guida per la redazione del piano comunale di protezione civile
Coordina
Arch. Rosario Cultrone 
Intervengono:
Sindaci Valle del Belice 
Concludono:
Sen. Gianpiero D’Alia 
Ass. Gaetano Armao Ass. al Bilancio della Reg. Sicilia
Sen. Stefano Cusumano 
Dibattito sulle tematiche del convegno.
Mostra di alcuni casi di studio

Dalle macerie il futuro 1968/2011 43° anniversario del terremoto del Belìce

Nessuna cerimonia ufficiale romana per ricordare il 43esimo
anniversario del terremoto del Belice, che distrusse una ventina di
comuni che abbracciano tre province: Trapani, Agrigento e Palermo.
È ormai tempo infatti di mettere la parola fine a questa triste
vicenda che si trascina ormai da quella tragica notte del 15
gennaio del ’68, quando una scossa del nono grado della scala
Mercalli, rase al suolo 21 comuni e uccise oltre 400 persone. E per
chiuderla mancano ancora 396 milioni di euro per il completamento
dell’edilizia privata e 133 milioni di euro per quella pubblica.
Sarà un 43 anniversario che si celebrerà nel territorio. Sei dei
comuni che vissero quella terribile esperienza saranno protagonisti
di alcuni dei momenti più significativi di questo
anniversario. Si inizia
il 14 a Santa Ninfa.
Alle 11 presso la Chiesa Madre,

Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo della Diocesi di Mazara,

celebrerà una messa di suffragio per le vittime del sisma. Alle 17,

30 invece presso Palazzo Comunale l’appuntamento è con i “ricordi e

le testimonianze. Ieri e Oggi”. Alle 19 ma a Santa

Margherita Belice presso il Teatro Sant’Alessandro

si terrà la manifestazione “ Per non dimenticare” e a

Montevago alle ore 21,00 una “Fiaccolata del

ricordo” che partirà dalla Chiesa Madre fino ai ruderi del vecchio

centro . Il 15 gennaio gli

appuntamenti si sposteranno a

Salaparuta, ancora alle 10 presso la Chiesa della SS

Trinità S.E. il Vescovo Mogavero celebrerà la Santa Messa di

suffragio, alle 11 presso il museo Comunale verrà presentata la

“1ma Meridiana del Belice ed un Mosaico Artistico”.

Alle 18, a Menfi a celebrare la messa di suffragio

per le vittime del sisma nella Chiesa Madre sarà il Vescovo di

Agrigento Monsignor Francesco Montenegro. Alle 18,30

le manifestazioni si spostano a Montevago

presso il Palazzo Comunale dove si terrà la prima

edizione del “Premio Xirotta”.

L’appuntamento rilevante di chiusura delle

manifestazioni è quello del 16 gennaio con inizio alle ore 10,30,

presso le Scuderie del Castello Grifeo a Partanna.

Qui si terrà una conferenza sul tema “Belice, dalla
ricostruzione allo sviluppo”. Il punto sulle iniziative
parlamentari: analisi e prospettive”. All’incontro hanno aderito
tutti i deputati regionali, nazionali e i senatori che hanno
sottoscritto i vari disegni di legge sul Belice. Sarà insomma
l’occasione per fare il punto sulla situazione ad oggi della Valle
del Belice, su ciò che si è fatto ma soprattutto su quello che
ancora rimane da fare per far rinascere a nuova vita questa
porzione di Sicilia che ricade su tre province per chiedere i
diritti del territorio più volte riconosciuti e mai soddisfatti e
mettere quindi definitivamente la parola “fine” su questa
interminabile ferita lunga 43 anni. locandina

Agricoltura, Dop alla Vastedda della valle del belìce

”Con questa nuova DOP viene premiata una lunga storia di saggezza e tradizione contadina nel settore lattiero-caseario. E’ un ulteriore riconoscimento a una terra come la Sicilia, in grado di offrici da sempre un patrimonio enogastronomico di eccellenza, che tutto il mondo conosce e ci invidia”.

Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato la pubblicazione oggi sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della domanda per il riconoscimento della Vastedda della valle del Belìce DOP, un formaggio di pecora prodotto in alcune zone della Sicilia.

Se entro sei mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta gli altri Stati europei non presenteranno domanda di opposizione, la nuova Dop potra’ essere iscritta ufficialmente nel registro delle denominazioni delle DOP e IGP dell’Unione europea.

La DOP Vastedda della valle del Belìce e’ un formaggio di pecora a pasta filata che va consumato fresco, ottenuto con latte ovino intero, crudo, ad acidita’ naturale di fermentazione, di pecore di razza Valle del Belìce. Ha la forma tipica di una focaccia con facce lievemente convesse, pasta compatta bianca con qualche striatura dovuta alla filatura artigianale. L’aroma e’ quello caratteristico del latte fresco di pecora con un sapore dolce, fresco e gradevole, con venature lievemente acidule e mai piccanti.

Il nome Vastedda deriva dalla forma che il formaggio acquisisce dopo la filatura, quando viene messa a rassodare in piatti fondi di ceramica, ”Vastedde”, onde conferirgli la forma di pagnotta.

La zona geografica di allevamento degli ovini, di produzione del latte, di trasformazione e di condizionamento del formaggio e’ compresa in alcuni comuni della provincia di Agrigento: Caltabellotta, Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e Sciacca; di Trapani: Calatafimi, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Gibellina, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Ninfa e Vita; di Palermo: Contessa Entellina e Bisacquino limitatamente alla frazione denominata ”San Biagio”.

Nella Valle del Belice viene utilizzato per la produzione di Vastedda il latte di pecora autoctona, oggi elevata a razza ”Valle del Belice”, nota per la produzione di un latte con buone caratteristiche casearie. L’ovinicoltura e l’attivita’ casearia, nell’area di produzione del formaggio Vastedda della valle del Beli’ce, hanno un’antichissima tradizione.

Ancora oggi l’allevamento e’ di tipo tradizionale e viene praticato in ovili in grado di offrire un ricovero adatto alle esigenze degli ovini e al loro benessere, con positivi riflessi sulla qualita’ del latte utilizzato nella produzione della Vastedda della valle del Belìce.

La Vastedda

La vastedda del Belice è un rarissimo caso di formaggio a pasta filata da latte ovino. Viene prodotto utilizzando latte di pecora della razza autoctona della Valle del Belice e prende il nome dalla ciotola, vastedda appunto, entro cui la pasta viene messa a riposare dopo la filatura.

Il latte ovino dona al formaggio una delicata nota acidula che lo rende appetitoso e perfetto per un antipasto leggero. Di solito infatti questo formaggio viene consumato fresco, a pochi giorni dalla produzione, con poche gocce d’olio d’oliva ed un po’ di origano, anche se un’altra tradizione lo vuole come ingrediente protagonista del timballo di maccheroni.

La vastedda del Belice può essere considerata un emblema della difesa delle tipicità gastronomiche regionali: fino a pochi anni fa la sua produzione era in netto calo. Ora, grazie ad uno sforzo comune dei produttori e a campagne informative come quella di Slow Food, la richiesta è nettamente aumentata, tanto da rendere necessaria una produzione non più solo estiva, come da tradizione ma addirittura lungo tutto l’arco dell’anno.

Belìce, a 42 anni dal sisma i comuni della Valle non dimenticano

Una veglia a Montecitorio dei sindaci del belice. Questa una delle manifestazioni di punta del programma di iniziative in occasione del 42° anniversario del terremoto. Veglia che effettuata anche nella chiesa della santissima trinita’ di salaparuta con un collegamento, in diretta, con i comuni terremotati dell’abruzzo.

Con le immagini del disastro che ci arrivano da haiti il belìce ricorda il 42 ° anniversario del sisma con un programma di iniziative che sono state messe a punto dal coordinamento dei sindaci di cui fa parte il primo cittadino di Menfi Michele Botta.

E mentre i sindaci sono a Roma, una veglia, sempre stasera verra’ effettuata nella chiesa della santissima trinita’ di salaparuta, alla presernza delle autorita’ e con un collegamento in diretta con le comunita’ dell’abruzzo.

Il sindaco di menfi dunque precisa che il belìce ha avuto un trattamento diverso rispetto ad altre zone terremotate d’italia, conscio delle polemiche e delle accuse che negli anni sono state mosse, da parte di chi, possibilmente residente lontano dalla sicilia, non riesce proprio a comprendere come sia possibile parlare ancora di ricostruzione a 42 anni dal terremoto.
(fonte rmk.it)

Il sindaco di Menfi, Michele Botta, con gli altri  sindaci del Belìce, ha incontrato il Presidente della Camera Gianfranco Fini il quale, dopo aver ascoltato i sindaci che da giorni chiedono un decreto attuativo per l’impiego delle ultime risorse necessarie alla ricostruzione della zona (540 milioni di euro per l’edilizia privata, opere di urbanizzazione e completamento delle strutture pubbliche), Fini ha detto:

«Il problema è quando non ci sono le risorse, non quando serve un decreto attuativo perché vengano indirizzate. In bocca al lupo!».

Napolitano in Sicilia, a Gibellina l’incontro coi sindaci della Valle del Belice. Il sindaco di Menfi in rappresentanza dei comuni della provincia di Agrigento‏ e Palermo

i sindaci Botta e bonanno, il prefetto di trapani, la signora Clio e il Presidente Napolitano

Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ieri pomeriggio a Gibellina nuova,  sorta dopo la distruzione della cittadina provocata dal terremoto del Belìce nel 1968, per un incontro con i sindaci dei comuni terremotati delle province di Trapani e di Agrigento.  Sarà il sindaco di Menfi, Michele Botta a parlare alla prima carica dello Stato in rappresentanza dei comuni dell’Agrigentino e del versante Palermitano.

“Ha un significato particolare per noi ricevere il Presidente nella nostra Sicilia in questo giorno, che la memoria indissolubilmente lega a tristi ricordi, di giustizia venuta meno”

ha detto il Sindaco Botta nel giorno del 17mo anniversario della strage di Capaci.

“E anche questo luogo ha un forte valore simbolico. È il cuore di una Sicilia che non dimentica, che porta ancora nella terra e nell’animo le fratture di quella notte, mai così vicina come in questi giorni alle vittime d’Abruzzo”.

“Sappiamo bene che ancora oggi non tutto è stato ricostruito, ma la Valle del Belice si è lentamente risollevata grazie all’operosità dei suoi abitanti e all’impegno dei suoi Amministratori. Non una Sicilia che piange, ma una Sicilia che guarda con fiducia al futuro e alla forza dello Stato – dice il sindaco Botta -.
Ma ciò che abbiamo avuto non è ancora sufficiente a completare la ricostruzione. Sappiamo bene che chiedere oggi, quando migliaia di nostri fratelli sono sotto le tende in quelle città dell’Abruzzo, sembra non rivestire priorità nel Paese; pur tuttavia nel Belice, a volte abbandonato, a volte
non considerato, a volte ingiustamente criminalizzato, a distanza di tanti anni, esistono famiglie che aspettano ancora di ricostruire la prima casa”.

(fonte servizio stampa comune di Menfi)

Napolitano a sindaci Belice: Non vi stancate, Stato è con voi
Continuate negli sforzi per aprire nuove prospettive di sviluppo
(Apcom) – Molto si è fatto per la ricostruzione in Belice ma dopo più di 40 anni c’è ancora da fare. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, visita Gibellina nuova, nel trapanese, e accoglie le preoccupazioni dei sindaci dei 21 Comuni colpiti dal sisma del ’68 che lamentano un taglio delle risorse un tempo previste per la ricostruzione. Il capo dello Stato spiega di
“aver ascoltato dai sindaci lo sgomento per gli impegni assunti e non mantenuti e per le promesse vane: capisco l’esasperazione, ma lo Stato vi è vicino, deve esserlo e deve fare la sua parte oltre ad ammirarvi per ciò che avete fatto con le vostre forze”. Infine un appello:
“Non vi stancate – conclude Napolitano – continuate nello sforzo di iniziative, di operosità, di invenzione per aprire nuove prospettive id sviluppo”.