Rinnovabili, a Menfi non si potrà più investire. Opporsi è un potere/dovere dei cittadini

L'AMMINISTRAZIONE DI MENFI AL LAVORO SUL BILANCIO DI PREVISIONE 2011. L'ASSESSORE NAPOLI: “CONTI RISANATI, TAGLIATE DI UN MILIONE E MEZZO DI EURO LE SPESE CORRENTI DEL COMUNE"

Con un avviso pubblicato sul sito internet del Comune di Menfi, il Sindaco ha reso noto che, ai sensi dell’art. 3 della L.R. n. 71/78, si trovano depositati per venti giorni consecutivi decorrenti dal 17/01/2014 al 06/02/2014 presso l’ Ufficio Tecnico Comunale di  via Mazzini n. 1,  gli atti relativi all’Adozione del “Regolamento per la realizzazione e l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”, a modifica ed integrazione del Regolamento Edilizio e delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale, che era stato approvato con la delibera del consiglio comunale n. 92 del 27.12.2013.

Con questo regolamento, nell’intero territorio di Menfi non sarà più possibile istallare qualsiasi tipo di impianto di energia da fonte rinnovabile, così da potere ricavare dei risparmi con i quali ammortizzare le numerose spese familiari e, soprattutto, le svariate tasse ed imposte che Stato, Regione e Comune ogni giorno si inventano per vessare i cittadini

A tale regolamento oscurantista e ai relativi allegati, chiunque potrà presentare osservazioni od opposizioni scritte fino alla data del 16/02/2014.

Un regolamento che potrebbe essere affetto da profili di illeggitimità , visto che questo è stato proposto come una variante al piano , ma non ha seguito per intero l’iter previsto dalla legge 71/78 e cioè approvazione direttive da parte del Consiglio Comunale, adozione, ecc…

Ai cittadini viene proposto un regolamento che modifica gli strumenti urbanistici nonostante l’affermazione resa in sede di consiglio comunale dal Sindaco lotà durante il comizio di presentazione della proposta: “questo regolamento è un regolamento transitorio poiché quello definitivo sarà quello del PAES che si dovrà realizzare, quindi quello approvato non ha valore di legge.”

OPPORSI è un potere previsto dalla legge. Quando si impedisce alla cittadinanza di raggiungere gli obiettivi posto dall’agenda 2020 sull’energia rinnovabile, allora diventa un DOVERE

PEAC, puntata 2: il piano regolatore dell’Energia

Eccoci alla seconda puntata in cui continuiamo a parlare di PEAC , il Piano Energetico Ambientale Comunale , un strumento non obbligatorio per il comune di Menfi ma che l’amministrazione ha voluto attivare anche a seguitodelle numerose istanze giacenti al comune.

Dopo l’intervista al Sindaco e l’appuntamento del 2 agosto presso il Centro civico in cui amministrazione e cittadinanza hanno cominciato a discutere di PEAC, oggi ne parliamo con un altro protagonista, l’Assessore all’Ambiente Ing. Nino Di Carlo.

Chiediamo al Vice-Sindaco  qual è la situazione attuale e da quale normativa è regolata.

Numerosissime sono le richieste formulate da parte di aziende per istallare nel territorio comunale nuovi impianti per la produzione energetica elettrica da rinnovabile. Abbiamo richieste di impianti fotovoltaici ai sensi dell’art.12 del D.lgs n°387/2003 di aziende che vogliono sfruttare la possibilità di avere un utile per l’impresa dall’energia.

Tale normativa, infatti, prevede che tutti gliimpianti alimentati da fonti rinnovabili sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o altro soggetto istituzionale delegato dalla regione”.

Quali sono, dunque, i rischi se ad autorizzare questi impianti sono enti lontani dal controllo dei cittadini? Quali, invece, i vantaggi del PEAC?
Nasce, allora, l’esigenza di dotarsi del  Piano Energetico Ambientale Comunale (PEAC) al fine di tutelare l’ambiente ed il territorio da possibili danni e speculazioni, avviando un processo di partecipazione attiva tra classe politica e cittadini per l’elaborazione del PEAC, al fine di essere noi protagonisti delle scelte che si fanno nel nostro territorio e non avere calato tutto dall’alto,cosa che avviene adesso in assenza di questo importante strumento di programmazione territoriale.
Le Direttive predisposte dall’amministrazione prevedono che tutti gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, di potenza superiore a 100 kWp e connessi alle reti MT e/o AT sono soggetti al riconoscimento di quote compensative in favore dell’Ente Comunale.

Come definirebbe, quindi, in poche parole, il PEAC?

Una sorta di Piano regolatore nella direzione della sostenibilità economica, ma soprattutto sociale ed ambientale.