Erosione della Costa: per Renzi e Lotà non è una priorità

Sabato sera davanti al tempio della Concordia è stato firmato il patto per la Sicilia , un impegno tra il Governo nazionale quello regionale che darà ufficialmente il via al piano di investimenti di circa 5,750 miliardi di euro  che serviranno per dare corso all’elenco degli interventi che la Regione ha predisposto puntando su opere già cantierabili, ovvero di appalti che sono quindi oltre la fase di progettazione e che attendono solo il finanziamento per essere avviati.

Per la provincia di Agrigento sono previsti quasi cento interventi, tre dei quali molto importanti riguardano il Capoluogo: il rifacimento della rete idrica, il salvataggio della cattedrale e il ritrovamento dell’antico teatro greco di Akragas.

E per Menfi?

Il presidente della regione Crocetta, intervenuto durante l’evento, ha dichiarato che: “Lunedì trasmetterò a tutti i sindaci l’elenco di tutte le opere finanziate dal Patto per il Sud. Non c’è Comune che non ha avuto finanziato un’opera a secondo delle priorità e la programmazione. I protagonisti di questi cantieri saranno i sindaci”.

Ci sarà qualche novità per il nostro Comune?!?

Dalla scheda della Regione per il Patto della Sicilia, che indica l’elenco delle risorse ed il periodo di riferimento (2016-2017) ed i settori individuati dal governo per le azioni da finanziare, pare NON previsto nessun tipo di intervento per il Comune di Menfi. Nemmeno, ad esempio, per l’erosione costiera del nostro litorale.

Eppure l’ex amministrazione Botta aveva fatto redigere al Provveditorato Opere Pubbliche il progetto per combattere il fenomeno di erosione che aggredisce il nostro litorale, partecipando alla Conferenze di Servizi regionali e gettando le basi per la realizzazione dell’opera.

Che fine ha fatto questo progetto?

Clicca QUI per visualizzare la scheda con i dettagli per settore e con i singoli progetti inseriti nel Patto per la Sicilia.

 

(comunalimenfi.it)

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Acqua Pubblica, Botta: continueremo azioni di disobbedienza civile

20130915-114357.jpgSi è concluso pochi minuti fa, a Burgio, l’incontro organizzato dal sindaco Vito Ferrantelli per discutere sulle azioni da intraprendere a seguito della nota inviata dall’Ato Idrico di Agrigento a tutti i 17 comuni che non hanno consegnato le reti al gestore privato.

Quale primo firmatario del DDL popolare – scrive l’ex sindaco Michele Botta – ho accettato con piacere l’invito del sindaco di Burgio ed insieme agli altri primi cittadini abbiamo deciso di continuare nelle azioni di disobbedienza civile fin qui svolte, forti del sostegno popolare e del formidabile esito referendario del giugno 2011.

Chiederò – aggiunge Botta – un incontro immediato con il Presidente della Regione Crocetta volto a definire un percorso comune che possa chiudere definitivamente l’anomalia tutta siciliana in cui il servizio idrico integrato è gestito in maniera diversa tra comuni della stessa provincia, promuovendo un cammino di unità anche con quei municipi che già hanno consegnato le reti: possibilmente sfruttando le norme previste nel DDL popolare (bacini idrogeologici omogenei) che, per colpevole volontà della politica siciliana, in maniera bipartisan, si è impantanato tra i corridoi dell’ARS. Le proposta è stata favorevolmente accolta dall’assemblea dei sindaci che hanno sottoscritto un documento ufficiale.

Belice, il Coordinamento dei Sindaci incontra il Presidente Crocetta

NASCERÀ UNA COMMISSIONE SPECIALE PER LA RICOSTRUZIONE E LO SVILUPPO

Botta con Crocetta e Catania a Palazzo d’Orleans

Una commissione speciale per il Belice, che elabori proposte per la soluzione della ricostruzione post terremoto, ma anche per individuare percorsi idonei a rilanciare lo sviluppo economico del territorio, nella imminente fase di riprogrammazione dei fondi strutturali, nei quali dare una corsia preferenziale ai Comuni belicini principalmente per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

È uno dei risultati ottenuti dal Coordinamento dei Sindaci del Belice, ricevuti a Palazzo d’Orleans dal Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, alla presenza del Dirigente Regionale, Vincenzo Falgares, e del Segretario Generale, Patrizia Monterosso. Il coordinatore Nicola Catania, il suo vice Michele Botta e una delegazione dei Sindaci hanno discusso e analizzato la particolare condizione in cui versano i Comuni belicini non soltanto relativamente alla questione del completamento della ricostruzione, ma anche al fine di mettere al centro della Agenda politico-istituzionale della Regione la “Questione Belice”.
Il coordinamento dei Sindaci ha relazionato al Presidente Crocetta il lavoro svolto in questi anni che, recentemente, ha prodotto uno stanziamento di 45 milioni di euro per la Valle del Belice, ritenuto un risultato storico per il territorio, se si pensa al periodo recessivo per l’economia del Paese. Tra le richieste avanzate al Presidente Crocetta, oltre allo sblocco dei fondi ottenuti, l’elaborazione di un progetto di sviluppo delle aree interne al Belice che si origini attraverso la programmazione dei fondi strutturali 2014-2020; un assenso chiaro e risolutivo, da parte del Governo Regionale, per l’approvazione del disegno di legge “Disposizioni per la riqualificazione ambientale e il completamento della ricostruzione nei comuni belicini colpiti da evento sismico nel gennaio del 1968” il cui iter è fermo alla 5° Commissione del Senato della Repubblica.
Dal Presidente Crocetta è arrivata totale apertura e massima disponibilità nei confronti delle proposte del coordinamento. Nell’incontro, inoltre, è stato notificato al Presidente il totale dissenso, l’ennesimo “No”, alle trivellazioni nel Valle del Belice e, per questo, è stato lanciato un monito, al Governatore della Regione, affinché faccia il possibile per bloccare la realizzazione dell’attività di ricerca e sfruttamento di idrocarburi nel territorio belicino.