Menfi, al Comune arriva il Commissario

portone comune menfi

L’Assessorato regionale agli Enti Locali, guidato da Luisa Lantieri, ha già firmato il Decreto di nomina del Commissario che si insedierà al Comune di Menfi , ove l’amministrazione è colpevole di non avere approvato il bilancio di previsione 2016 e il rendiconto 2015.

 

Per il secondo anno consecutivo l’amministrazione Lotà è riuscita a farsi espropriare dal compito di programmare le scelte della finanza locale.

Il termine era quello del 30 aprile.

L’anno scorso, nonostante la proroga a fine settembre 2015, la giunta aveva provveduto ad approvare lo schema di Bilancio in data 09/11/2015 : dunque un netto ritardo che aveva causato il  Commissariamento dell’Ente.

Evidentemente la lezione non è servita. Ed in assenza di proroghe, riecco il Commissario.

Menfi contro la privatizzazione dell’acqua

In piazza il no all’Ato idrico e alla consegna degli impianti

Con le pistole ad acqua puntate verso chi veniva a chiedere la consegna delle reti. Così questa mattina a Menfi si è presentata la città, riunitasi attorno ad una seduta consiliare aperta, svoltasi in piazza Vittorio Emanuele alla presenza di circa tre mila persone.
Menfi, quindi, è ancora in prima linea nella battaglia contro la privatizzazione dell’acqua in Sicilia. La mobilitazione popolare era tesa a protestare in piazza contro l’arrivo del commissario che era atteso in mattinata. Commissario che non si è visto. Al Consiglio comunale erano presenti tanti sindaci dissidenti con i presidenti dei consigli delle città che condividono la lotta per il mantenimento dell’acqua pubblica.

Non possiamo restare inerti – dice il sindaco di Menfi, Michele Botta, uno dei pochi che non ha ancora consegnato le reti –. Continueremo la battaglia di resistenza in modo fermo e deciso e lo faremo col sostegno dei cittadini e dei consigli comunali, a cui purtroppo viene meno il supporto della deputazione regionale e nazionale.

In piazza forte è stata la partecipazione della città intera, delle associazioni, del clero e dei movimenti “per continuare questa battaglia di libertà”.


Articolo e foto FGR

Anche Menfi nella Sicilia di Montalbano

I luoghi del commissario Montalbano sono quelli della Sicilia meridionale con i suoi paesini bianchi, i quartieri arabi, le chiese barocche, i palazzi storici, le meravigliose ville, le templi antichi. E’ la Sicilia degli spazi aperti, della natura selvaggia, del vento e delle spiagge lunghe e sabbiose.

Come sanno gli estimatori del Montalbano letterario, i luoghi in cui si svolgono le vicende del commissario, hanno spesso nomi di fantasia, ma solo i nomi però, perché questi posti esistono eccome.

Vigàta, per esempio, è stata identificata come Porto Empedocle, la città natale dello scrittore, ma ha in sé anche altri luoghi. E’ lo stesso Camilleri a raccontarlo, parlando dei paesini che attaversava in corriera, insieme agli altri studenti, durante il tragitto per raggiungere il Ginnasio di Agrigento: «Ecco, Vigata viene da lì: è una località a geometria variabile composta da tutte quelle da cui proveniva quella studenteria».

Sciacca si cela dietro Fiacca, mentre Gela è Fela. Poi ci sono Menfi, che viene chiamata Merfi, Raffadali che è rinominata Raccadali, Ragusa che diventa Montelusa, Donnalucata diventa Marina di Vigàta.

Il passaggio dalla finzione letteraria a quella televisiva, poi, ha allungato ulteriormente la lista dei luoghi appartenenti alla “Sicilia di Montalbano”.

Le zone in cui si aggira Luca Zingaretti, vestendo i panni del commissario Montalbano, è concentrata soprattutto nel Ragusano, zona di una bellezza commovente, che le inquadrature di Sironi hanno saputo valorizzare e rendere ideali per le storie e i personaggi.

La nostra giornata con Montalbano potrebbe iniziare proprio da casa sua, a Marinella, ovvero la spiaggetta di Punta Secca, una frazione di Santa Croce Camerina. Se la stagione lo permette, potremmo anche fare una nuotata, proprio come il nostro commissario, prima di cominciare una delle sue lunghe giornate.

Dopo esserci asciugati al sole, raggiungiamo il commissariato di Vigàta, ovvero andiamo a Scicli, in Piazza Italia, per la precisione. Scicli è una cittadina barocca, molto bella. Oltre agli esterni del commissariato, a Scicli c’è anche il set della Questura di Montelusa, ovvero Palazzo Iacono.

Ma è arrivato il momento per il primo sopralluogo.
Una bella passeggiata per il centro storico di Ragusa Ibla, ovvero Vigàta, nella finzione televisiva. Passeggiando capiteremo senzaltro nella piazza principale, dove sono state girate numerose scene. Qui c’è la monumentale scalinata che porta alla Cattedrale di San Giorgio, così come un’altra scalinata, quella lunghissima di Santa Maria delle Scale che dobbiamo proprio fare se vogliamo guadagnarci la vista sul panorama magnifico del quartiere medievale di Ibla.

Da Vigàta ripartiamo per far visita al boss mafioso Balduccio Sinagra. Il set della sua abitazione è il Castello di Donnafugata, recentemente restaurato, circondato da un parco mozzafiato.

Non ci resta tempo per vedere anche Villa Criscione (la masseria fortificata set dell’abitazione dell’ingegnere Luparello) e l’Eremo di Santa Giuliana (un convento del ‘500, oggi trasformato in albergo), abitazione dove viene rinvenuta la bellissima Michela Li Calzi.

Girando per questi luoghi sicuramente ci sembrerà di riconoscere anche altri luoghi della Sicilia di Montalbano, ma anche se così non fosse, avremo visto comunque dei posti bellissimi.

(tratto da http://www.montalbano.tv)