Erosione della Costa: per Renzi e Lotà non è una priorità

Sabato sera davanti al tempio della Concordia è stato firmato il patto per la Sicilia , un impegno tra il Governo nazionale quello regionale che darà ufficialmente il via al piano di investimenti di circa 5,750 miliardi di euro  che serviranno per dare corso all’elenco degli interventi che la Regione ha predisposto puntando su opere già cantierabili, ovvero di appalti che sono quindi oltre la fase di progettazione e che attendono solo il finanziamento per essere avviati.

Per la provincia di Agrigento sono previsti quasi cento interventi, tre dei quali molto importanti riguardano il Capoluogo: il rifacimento della rete idrica, il salvataggio della cattedrale e il ritrovamento dell’antico teatro greco di Akragas.

E per Menfi?

Il presidente della regione Crocetta, intervenuto durante l’evento, ha dichiarato che: “Lunedì trasmetterò a tutti i sindaci l’elenco di tutte le opere finanziate dal Patto per il Sud. Non c’è Comune che non ha avuto finanziato un’opera a secondo delle priorità e la programmazione. I protagonisti di questi cantieri saranno i sindaci”.

Ci sarà qualche novità per il nostro Comune?!?

Dalla scheda della Regione per il Patto della Sicilia, che indica l’elenco delle risorse ed il periodo di riferimento (2016-2017) ed i settori individuati dal governo per le azioni da finanziare, pare NON previsto nessun tipo di intervento per il Comune di Menfi. Nemmeno, ad esempio, per l’erosione costiera del nostro litorale.

Eppure l’ex amministrazione Botta aveva fatto redigere al Provveditorato Opere Pubbliche il progetto per combattere il fenomeno di erosione che aggredisce il nostro litorale, partecipando alla Conferenze di Servizi regionali e gettando le basi per la realizzazione dell’opera.

Che fine ha fatto questo progetto?

Clicca QUI per visualizzare la scheda con i dettagli per settore e con i singoli progetti inseriti nel Patto per la Sicilia.

 

(comunalimenfi.it)

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Divieti di sosta: a Porto Palo la prima area per la cattura dei Pokemon?

piazzole libere - divieto di sosta Porto Palo

piazzole libere – divieto di sosta Porto Palo

Com’è noto, Pokemon go è la app per smartphone diffusa dalla Nintendo che sta avendo un grande successo in questi giorni di estate che si basa sulla la caccia ai mostriciattoli nei luoghi reali basandosi sulla cosiddetta realtà aumentata e sulla geolocalizzazione.

Anche a Menfi pare che questi mostriciattoli siano diffusi in diversi luoghi del territorio e che chiunque, dotato di tale app, li possa catturare.

Questo gioco è stato lanciato a metà luglio ed è già un fenomeno nei Paesi ad economia avanzata.

Contemporaneamente, a Porto Palo è stato imposto un nuovo divieto di sosta nelle piazzole antistanti i lidi (limitando fortemente il numero dei posti auto) di cui nessuno, ad oggi, è riuscito a comprenderne le ragioni.

A ben vedere, però, nell’ordinanza n. 93 del 15 luglio 2016 che impone tale divieto si potrebbe trarre una prima giustificazione. Infatti, in tale provvedimento si legge testualmente:

CONSIDERATO che:

le piazzole ubicate in Loc. Porto Palo, a sud di Via Liguria, – tra il molo di
Levante e l’ex Ristorante Miramare, saranno utilizzate dal Comune, per
attività ludiche per attrazioni e per giochi per bambini
;

Ed allora, se tra le attrazioni ed i giochi richiamati in quell’ordinanza, il Comune di Menfi intende anche quelle di ultimissima generazione come i Pokemon go, in attesa di capire realmente il perchè di tale divieto – tra il serio e il faceto – va tutto il nostro plauso per essere stata la prima Amministrazione comunale in Europa ad aver realizzato delle aree dedicate alla cattura dei Pokemon!!!

😉

Menfi, rifiuti: stasera consiglio comunale straordinario

rifiuti bonera

rifiuti bonera

Convocato per stasera 07/07/2016 alle ore 20:30 il Consiglio Comunale di Menfi, in sessione straordinaria ed urgente per la trattazione del seguente punto all’ordine del giorno Adeguamento ed adozione Nuovo Regolamento Comunale per la raccolta differenziata.

Il Consiglio Comunale, in assenza di diretta televisiva, si potrà seguire su YouTube al seguente link https://www.youtube.com/user/comunedimenfi

Menfi, al Comune arriva il Commissario

portone comune menfi

L’Assessorato regionale agli Enti Locali, guidato da Luisa Lantieri, ha già firmato il Decreto di nomina del Commissario che si insedierà al Comune di Menfi , ove l’amministrazione è colpevole di non avere approvato il bilancio di previsione 2016 e il rendiconto 2015.

 

Per il secondo anno consecutivo l’amministrazione Lotà è riuscita a farsi espropriare dal compito di programmare le scelte della finanza locale.

Il termine era quello del 30 aprile.

L’anno scorso, nonostante la proroga a fine settembre 2015, la giunta aveva provveduto ad approvare lo schema di Bilancio in data 09/11/2015 : dunque un netto ritardo che aveva causato il  Commissariamento dell’Ente.

Evidentemente la lezione non è servita. Ed in assenza di proroghe, riecco il Commissario.

Addio all’acqua pubblica? I sindaci agrigentini incontrano i vertici di girgenti acque

“I sindaci agrigentini dicono addio all’acqua pubblica. In barba alle leggi, lasciano tutto in mano al pregiudicato Campione, padrone di Girgenti Acque”. di Salvatore Petrotto



<<Quello di oggi, di alcuni sindaci agrigentini, è stato veramente un incontro assai inquietante, alla luce delle numerose inchieste e rinvii a giudizio che riguardano Girgenti Acque ed il suo dominus, Marco Campione, già condannato a 10 mesi di reclusione, in via definitiva, per truffa allo Stato.

Si sono riuniti nella sede del Libero Consorzio dei Comuni (la ex Provincia Regionale di Agrigento), per discutere delle solite emergenze che riguardano l’illegale gestione di acqua e rifiuti.

Il direttivo dell’ATI idrico, in modo particolare, ha incontrato i gestori di Girgenti Acque, con in testa l’imprenditore Marco Campione, azionista di maggioranza di una società al centro di una miriade di processi giudiziari per truffa, frode, disastro ambientale e mafia.

Il sindaco di Menfi, Vincenzo Lotà, quello di Racalmuto, Emilio Messana, assieme all’assessore di Agrigento, Mimmo Fontana ed agli amministratori di Sciacca, Licata, Villafranca Sicula e S. Elisabetta, tutti quanti componenti del direttivo dell’ATI idrico di Agrigento, si sono resi protagonisti e responsabili di un vero e proprio tradimento nei confronti delle comunità agrigentine.

Hanno preferito incontrarsi con un plurinquisito e pregiudicato per reati contro la Pubblica Amministrazione, anziché contestargli ufficialmente le gravissime violazioni di legge fin qui ravvisate dalle Procure ed i Tribunali di Agrigento, Sciacca e Palermo.

I su citati sindaci agrigentini stanno tradendo anche il mandato statutario contenuto nell’atto costitutivo dell’Ambito Territoriale Idrico della Provincia di Agrigento, da loro stessi approvato qualche mese fa, che è quello di ritornare alla gestione pubblica dell’acqua.

Per loro, a quanto pare, non contano nulla le condanne definitive ed i processi in corso che riguardano i vertici di Girgenti Acque anche, per dei gravissimi reati di mafia, oltre che per l’inquinamento provocato dall’illegale gestione di 10 depuratori, già sequestrati da mesi dalle Autorità Giudiziarie.

Avrebbero dovuto da tempo, procedere con la messa in mora e la risoluzione dello scandaloso contratto trentennale stipulato con Girgenti Acque ed invece che fanno?

Si incontrano in gran segreto per garantire, contra legem, la continuità di un servizio che ha fin qui prodotto non solo truffe, frodi ed inquinamento ambientale a mai finire, ma anche delle tariffe idriche, assolutamente fuori controllo, ed i cui importi risultano almeno il triplo della media nazionale.

Non possiamo non ricordare che anche il Prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, già capo della segreteria politica del ministro dell’Interno, l’agrigentino Angelino Alfano, è coinvolto in queste scandalose vicende.

Si tratta di un suo sospetto rilascio di una certificazione antimafia, sempre a favore del già citato imprenditore ed azionista di maggioranza di Girgenti Acque, il pregiudicato ed inquisito per mafia, Marco Campione che ha operato, per 3 anni consecutivi, dal 2012 al 2015, senza certificato antimafia.

Per tali sospetti adempimenti amministrativi, anche il Prefetto Diomede è stato tirato in ballo con tanto di interrogazione parlamentare presentata al Senato nell’estate del 2015, dal gruppo di 5 Stelle, con primo firmatario il senatore Mario Michele Giarrusso.

A tale interrogazione il ministro Alfano deve ancora rispondere, tant’è che i senatori penta stellati si sono visti costretti a farlo convocare, assieme al suo Prefetto, per così dire di fiducia, davanti alla Commissione Parlamentare Nazionale Antimafia, dalla Presidente Rosy Bindi, per fornire delle idonee spiegazioni riguardo a questo suo anomalo comportamento.

Adesso anche i sindaci dell’ATI di Agrigento, che qualche mese fa avevano fatto ben sperare, rischiano seriamente di rendersi complici e direttamente responsabili dei disegni criminosi di Girgenti Acque, fin qui emersi a seguito di una decina di inchieste giudiziarie.

Basterebbe per loro incontrarsi, non tanto con i vertici di Girgenti Acque ed in primis con Marco Campione, già condannato e sotto processo per una sfilza infinita di gravi reati, bensì con i vertici delle Procure e dei Tribunali che stanno continuando ad indagare sul suo conto.

Altrimenti rischiano di essere incriminati per gli stessi reati già commessi dal Campione, in considerazione del fatto che adesso sono loro, nella qualità di capi delle loro amministrazioni e di massime autorità sanitarie, i diretti responsabili della gestione dei servizi idrici e fognari agrigentini.>>

Fonte:
http://www.siciliacronaca.it

Menfi, concessioni cimiteriali: perpetuo … rinvio

lotà comizioNel precedente post ci si chiedeva se la modifica del regolamento fosse un modo alternativo di trovare fondi a carico dei cittadini.

Nel corso del consiglio comunale di ieri sera, anche il Consigliere Lillo Moschittadopo avere ricevuto l’assicurazione da parte del Segretario Generale che non esiste alcuna norma che obbliga il Comune di Menfi a trasformare le concessioni cimiteriali perpetue in concessioni temporanee – ha chiesto esplicitamente se la motivazione che inducesse l’Amministrazione Lotà a portare questa proposta in Consiglio Comunale andava ricondotta nella esigenza di liquidità dell’amministrazione.

Anche alcuni esponenti della maggioranza che sostiene l’Amministrazione Lotà hanno manifestato le loro perplessità: il capogruppo di maggioranza, Lillo Lanzarone e il consigliere Ferraro hanno annunciato di astenersi dal voto; altri di votare addirittura contro.

Il Consigliere di minoranza Viviani ha proposto, allora, un emendamento abrogativo sottoscritto da tutta l’opposizione.

La commissione affari generali, composta da esponenti di maggioranza e opposizione, ha proposto un altro emendamento.

Il capogruppo del PD Pellegrino , anch’egli di maggioranza, rispondendo a chi chiedeva il motivo di questa proposta, ha chiarito che non si trattava, in effetti, di obbligo di legge, ma di una precisa scelta politica, di una visione della amministrazione; una impostazione politica per permettere di ottenere fondi per effettuare interventi all’interno del cimitero.

Il consigliere/assessore Romano , parlando addirittura dell’esistenza di una casta, ( un centinaio di famiglie titolari di concessioni perpetue) , ha tuttavia proposto il rinvio del punto, visto che anche dalla maggioranza emergevano i legittimi dubbi sulla bontà della proposta dell’amministrazione.

La consigliere Tarantino, allora, ha dichiarato di poter votare la proposta, gli emendamenti ecc, a prescindere dalla conoscenza della “casta” di cui parlava Romano

Poi la sospensione del consiglio. E alla ripresa, sorprendentemente la richiesta di rinvio formulata dal consigliere Pellegrino, già avanzata dall’Assessore Romano, per “l’approfondimento della tematica“.

Motivazione che non ha convinto il resto del Consiglio Comunale.

Per il Movimento 5 Stelle un inutile rinvio, “considerando che la commissione Affari Generali si è riunita più volte per analizzare la proposta, che sono state fatte ben 2 sedute di consiglio comunale sull’argomento, e tenendo conto che i consiglieri di maggioranza contrari all’atto non hanno espresso la necessità di un approfondimento. Ci sono tutti gli elementi, dunque,  – è stato scritto dagli esponenti del movimento menfitano – per ritenere che il rinvio fosse stato richiesto per dare il tempo ai “dissidenti” della maggioranza di convincersi a rientrare nei ranghi. Se così fosse – ha concluso il M5S – sarebbe un’ulteriore prevaricazione dell’amministrazione sulle prerogative dei consiglieri comunali e un attacco ai diritti e ai principi democratici delle istituzioni del nostro comune.

Per il Consigliere Moschitta si è trattato addirittura di una “Vergogna Politica“.

E’ chiaro ormai a tutti che dietro la trasformazione delle concessioni da perpetue a temporanee vi è il tentativo dell’Amministrazione di rimettere le mani nelle tasche dei menfitani per fare cassa e per rimediare ad una gestione inefficiente del bilancio comunale.

Intanto facciamo festa! Peggio di così… si muore…

 

 

 

Menfi: “fare cassa” con… la cassa?

Martedì 07 giugno 2016 alle ore 20:30 il Consiglio Comunale di Menfi tornerà a discutere della proposta avanzata dall’Amministrazione Lotà in ordine alla Trasformazione delle concessioni cimiteriali perpetue in concessioni a tempo determinato. cgehvUna proposta che non è stata trattata durante lo scorso consiglio comunale, ma che ha fatto già discutere in città. Da ciò che emerso dopo l’ultimo consiglio del 24 maggio, infatti, parrebbe che, sotto il velo di questa modifica regolamentare , ci sarebbe in realtà un profondo aumento della tassazione comunale prevista per le concessioni cimiteriali: una tassazione che aumenterebbe fino a 450 euro/mq per le tombe e sino a 600/650 euro/mq per le cappelle. Il regolamento comunale in vigore a Menfi non prevede le concessioni cimiteriali perpetue, peraltro abolite con una Legge dello Stato del 1975. Ed infatti, all’art. 55 del Regolamento comunale attualmente in vigore si può leggere:

“..2. La durata (delle concessioni) è fissata: a) in 99 anni per i manufatti e le aree destinate alle sepolture per famiglie e collettività; b) in 10 anni per gli ossarietti e le nicchie/mensole cinerarie individuali; c) in 30 anni per i loculi o comunque per le sepolture private individuali,…”

Ed allora, perché l’Amministrazione comunale chiede di modificare il regolamento?

Sarà perché è incapace di trovare, diversamente che con le tasse, i fondi necessari a chiudere il bilancio?