Menfi prima di tutto

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La mia città prima di tutto
Zero risorse e tanta capacità di progettazione:
è nella difficoltà che si vede la forza di un buon governo.

Basta tenere fede allo spirito iniziale: la vera chiave resta lo spirito di servizio con l’interesse esclusivo della città e dei suoi abitanti, a cui vanno garantiti trasparenza, rispetto e lealtà. A qualunque costo.
Non è stato facile governare – per la prima volta – un Comune dalle casse
vuote, ma la sfida non ci ha spaventato né ci ha fatto cambiare orizzonte,
anzi.
Sarebbe stato bello, e di certo facile, amministrare con un bilancio in attivo e con alcuni progetti già avviati in precedenza e sulla dirittura d’arrivo.

E invece il giorno del mio insediamento arrivò un pignoramento di 190mila euro. Poi abbiamo invertito la rotta. E non è poco. Il sostegno che ho avuto è stato quello di chi ha creduto nel cambiamento, nel fare cose nuove in modo nuovo, per obiettivi nuovi.
Ed è per questo che ho detto addio a logiche superate, ho detto basta
a sistemi di malapolitica, ho stoppato sul nascere ingerenze che allontanavano
la rotta del buon governo.

Responsabilità” è stata la parola d’ordine: anche a costo di rischiare in prima persona.

Dal taglio dello stipendio per sindaco e giunta (indennità ridotta del 30%)
all’impegno mantenuto del “no” fermo alla realizzazione di un inceneritore
di biomasse sul territorio di Menfi.
Un territorio che abbiamo voluto difendere anche da altri scempi, sciacallaggi
e speculazioni: eccesso di antenne, mega impianti eolici, trivellazioni,
cavidotti per il gas o per l’energia che avrebbero alterato la nostra costa, il
cui mare e le cui spiagge hanno continuato a essere premiati non solo con
la Bandiera Blu della Fee, ma anche – per la prima volta – con la Bandiera Verde dei Pediatri italiani.

E l’acqua è stata un’altra grande protagonista delle nostre battaglie comuni: dire no alla privatizzazione del servizio idrico, resistere alla consegna degli impianti, mobilitare tutte le forze per difendere un diritto legittimo, anche se da soli: come dimenticare, infatti, quel consiglio comunale aperto, in piazza Vittorio Emanuele, con una prima fila di sedie riservate alla rappresentanza parlamentare nazionale e regionale rimasta rigorosamente vuota? Ma noi siamo andati avanti, con un impegno in prima linea che mi ha visto anche primo firmatario del disegno di legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico all’Ars, l’Assemblea regionale siciliana.

Così il nome di Menfi è stato associato nei fatti, nell’opinione pubblica e sui media di tutta Italia, ai diritti civili, al territorio sano e al mare pulito, al turismo sostenibile e senza speculazioni.

Abbiamo mantenuto servizi essenziali, garantito assistenza a chi ne aveva più bisogno, assicurato regolarmente mensa scolastica e scuolabus.
Senza aiuti “a pioggia” che rasentassero il clientelismo di altre Amministrazioni, abbiamo istituito il servizio civico, per dare dignità lavorativa e riscontro economico – anche se minimo – a cittadini meno abbienti.

Cinque anni in cui abbiamo valorizzato le risorse umane interne al Comune, grazie alla lungimiranza, al senso di responsabilità, allo spirito di servizio e alla capacità di programmazione.

Abbiamo seminato: i frutti andranno a Menfi e ai menfitani, e tanto basta. Molte cose invisibili, immateriali, come quando si mette su la struttura di una casa: le piastrelle, le rifiniture, le tende e i divani vengono dopo, solo dopo aver consolidato basi e fondamenta. Altrimenti tutto sembra bello e nuovo, ma solo di facciata.

Noi siamo andati a fondo, sempre in prima linea, in trincea, mettendoci la
faccia e il cuore, come una rivoluzione, che di solito si fa dal basso.

Ecco, noi abbiamo provato a farla da dentro la rivoluzione, mantenendo quella
prospettiva: non è stato facile – non è facile – intraprendere e perseguire un
vero cambiamento culturale.

Per cambiare Menfi occorre iniziare da piccoli gesti, noi abbiamo avviato la conversione: cinque anni di buon governo in cui non abbiamo mancato di dare l’esempio, mettendo Menfi prima di tutto.

Ringrazio chi ha remato con me e chi ha remato contro.
La rotta è tracciata, mi auguro si continui su questa scia.

Michele Botta

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