Menfi. Il sindaco commenta la quarta lettera minatoria ricevuta in pochi mesi

Michele Botta: «Vado avanti»

Menfi. Tra otto mesi nella cittadina belicina si torna alle urne: Michele Botta dovrebbe ricandidarsi per dare continuità alla sua azione amministrativa, ma si parla in questi giorni anche di una possibile candidatura alla imminenti elezioni regionali.
Mentre sul fronte politico c’è una situazione in evoluzione, non cambia nei suoi confronti l’atteggiamento di chi ormai da oltre due anni lo intimidisce con chiare minacce e lo invita a dimettersi, a rinunciare al suoi incarico di amministratore pubblico. Michele Botta è sicuro che a dare fastidio siano i risultati ottenuti dalla sua amministrazione:

«Abbiamo avuto finanziamenti per 10 milioni di euro di lavori pubblici – dice – abbiamo fatto ripartire il progetto per la realizzazione di un porto turistico, ci siamo messi a difesa della rete idrica e non l’abbiamo ancora consegnata. Tutto questo sta dando fastidio a qualcuno – conclude – non ci sono motivi personali».

A Menfi il clima si fa comunque davvero pesante: non basta la raffica di solidarietà a Michele Botta ad allentare la pressione. Quattro lettere consecutive con minacce di morte non sono un fatto usuale, il primo cittadino appare risoluto nel continuare senza problemi la sua azione politica, ma non può affatto rimanere tranquillo di fronte a chi con cadenza periodica lo intimidisce nel suo ruolo pubblico di amministratore.

Assessori e consiglieri comunali di maggioranza ribadiscono l’incondizionato sostegno all’azione portata avanti dal sindaco e come Botta collegano proprio a questa attività le motivazioni delle ripetute minacce.
Solidarietà incondizionata al sindaco anche da parte del senatore Gianpiero D’Alia, segretario regionale dell’Udc in Sicilia, colui che ha voluto Botta all’Udc dopo l’elezione nelle file del Popolo delle libertà.
Non si escludono, dopo l’ennesima e preoccupante intimidazione, manifestazioni pubbliche in favore del sindaco preso di mira da queste ignobili attenzioni.

Sul fronte delle indagini, i carabinieri aggiungono questo nuovo episodio alla cartella che riguarda Botta e che è all’esame della magistratura saccense. Nessuna indiscrezione sul fronte del lavoro svolto dai militari nel tentativo di individuare il responsabile delle minacce. Sembra tuttavia certo che si trattai della stessa persona e che non sia un’azione da sottovalutare.
G. Re. (La Sicilia)

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