Menfi su Il sole 24 ore

Sicilia, ultimissimo mare di ottobre

di Maria Laura Crescimanno

Tuffarsi in acque caraibiche ancora calde, tra calette di sassi bianchi e lunghe spiagge di dune dorate.Viaggio nella terra che prolunga la bella stagione tra riserve naturali, borghi marinari e aree archeologiche. Dove soggiornare in resort borbonici e gustare piatti di pesce freschissimo preparati da chef stellati. Lontani dalla folla agostana e a prezzi competitivi

L’ideale sarebbe scoprirli ora, fuori stagione, quando è più facile incontrare l’ombra e il silenzio fra boschi e canneti. Chiamateli paradisi nascosti, tra storia e natura ma lontani dalle città d’arte, sul mare ma lontani dai lidi più battuti, dove le acque tornano limpide e pescose. Dove la Sicilia sta dando vita a una rete di riserve naturali e aree protette a difesa di un patrimonio di paesaggi unico al mondo.

SUDOVEST: TRA DUNE E SCALINI
L’area protetta di riferimento in zona è la Riserva Naturale Foce del Fiume Belice e Dune Limitrofe, ma va detto che le vere meraviglie del tratto di costa meridionale tra Menfi e Agrigento non sono ancora in gran parte tutelate. Si potrebbe partire dalle popolari spiagge menfine di Lido dei FioriPortopalo di Menfi, entrambe Bandiera Blu, da vari anni premiate dall’Unione Europea per il loromare pulitissimo. Sovrastate dal borgo marinaro di Portopalo, dominato dalla torre spagnola. Affollate di locali in alta stagione, si svuotano drasticamente alla fine delle ferie canoniche, per offrire a pochi fortunati dieci chilometri di litorale deserto a perdita d’ occhio. La sabbia è giallo oro; la vegetazione delle dune, con grandi cespugli di erica e lentisco, arriva a pochi metri dal mare. Un buon modo per esplorarla è a cavallo, con i tour della Tenuta Stoccatello (C.da Stoccatello, Menfi, Ag, tel. 09251955499). Pranzo da Vittorio, a Portopalo, con gli antipasti di mare e la zuppa di pesce e crostacei (tel. 092578381, da 35 euro). Superata sulla costiera Sciacca, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, l’interminabile oasi di sabbia che corre lungomare dal capo di Siculiana all’area archeologica di Eraclea Minoa è protetta solo nella sua estremità orientale, nella località di Torre Salsa, oggi Riserva Naturale Orientata Wwf. Qui, davanti a un mare freddo e trasparente si incontra uno dei tratti costieri più integri dell’intera Sicilia, dove per oltre sei chilometri si alternano spiagge piatte e sabbiose e dune, le zone umide intorno alla foce del Salso e la macchia mediterranea. L’ingresso più agevole è quello dei Pantani, con parcheggio custodito. La sosta gastronomica raccomandata è Montallegro, sulla E 931. Qui, in un piccolo resort aperto da poco, il Relais Briuccia, ricavato da un palazzetto nobiliare dell’Ottocento, Damiano Ferrara esalta e rielabora nel ristoranteCapitolo Primo formaggi, pesce e vini locali. Da qua sono pochi minuti di statale a sudest per trovare quella sorta di bianca cattedrale naturale che qui chiamano “Scala dei Turchi“: un susseguirsi digradoni gessosi bianco e ocra, e sito Unesco, nei pressi di Realmonte, cui si alternano fino ad Agrigento sabbia candida e calette rocciose.

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