Lombardo a processo. Accusa di reato elettorale

La sua posizione nei mesi scorsi era stata stralciata

Lombardo, derubricata l’accusa
Non più mafia ma reato elettorale

Per il governatore siciliano e per il fratello Angelo, deputato nazionale, disposta la citazione a giudizio

CATANIA – Non più concorso esterno in associazione mafiosa ma violazione della legge elettorale con citazione diretta a giudizio. La procura di Catania ha chiuso l’indagine preliminare a carico del governatore siciliano e leader dell’Mpa Raffaele Lombardo, la cui posizione nei mesi scorsi era stata stralciata. L’inchiesta era stata successivamente avocata a sé dal procuratore facente funzione Michelangelo Patanè e dall’aggiunto Carmelo Zuccaro che ora hanno concluso il loro lavoro, ravvisando responsabilità meno gravi da quelle che erano state prospettate ad avvio dell’inchiesta, quando Lombardo correva il rischio di fare la stessa fine del suo predecessore Totò Cuffaro. Da un rapporto dei Ros risulta, infatti, che il governatore siciliano avrebbe goduto del sostegno economico ed elettorale del clan Santapaola e in particolare del boss Enzo Aiello. Su questa ipotesi la procura di Catania si è letteralmente spaccata in due con l’estromissione dei pm che ritenevano addirittura che ci fossero gli estremi per chiedere l’arresto di Lombardo. Passata nelle mani del procuratore Patanè e dell’aggiunto Zuccaro l’inchiesta ha chiaramente preso un’altra piega tanto da ipotizzare un’imminente richiesta di archiviazione. E invece la procura ha deciso comunque di contestare un reato, seppur minore, come la violazione della legge elettorale che prevede direttamente la citazione a giudizio saltando l’udienza preliminare.

LE POLITICHE DEL 2008 – Analogo provvedimento nei confronti del fratello Angelo, deputato nazionale sempre dell’Mpa. I due fratelli Lombardo sono stati citati a giudizio davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Catania in composizione monocratica il prossimo 14 dicembre. Nella notifica arrivata mercoledì all’avvocato catanese del governatore, Guido Ziccone, i pm contestano delle irregolarità alle politiche del 2008 che portarono all’elezione alla Camera di Angelo Lombardo. Per la condotta tenuta in quelle elezioni è chiamato a rispondere anche il governatore Raffaele Lombardo in quanto leader del Movimento per l’autonomia.

Alfio Sciacca

(corriere della sera.it)

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