Prestigiacomo, dal 1 gennaio 2011 al bando i sacchetti di plastica

Dal 1 gennaio 2011, non ci saranno più possibilità, il Consiglio dei Ministri ha confermato lo stop all’utilizzo dei sacchetti di plastica. La bozza del decreto Milleproroghe, approdata questa mattina al Consiglio dei Ministri, introduce un’applicazione graduale: prima la distribuzione, poi i negozi più grandi e, a fine 2011, anche i piccoli esercizi commerciali ma, il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo si è opposta con forza allo scaglionamento, fino a ottenere la sua eliminazione.

riciclaggio-ecoscultura-sacchetti-plastica Senza una proroga esplicita, almeno formalmente, i due commi introdotti nella Finanziaria dall’ex Governo Prodi per il divieto al commercio di non biodegradabili, entrano in vigore il 1° gennaio 2011.

«È una grande innovazione quella introdotta dal Governo – ha commentato il ministro Stefania Prestigiacomo – che segna un passo in avanti di fondamentale importanza nella lotta all’inquinamento, rendendoci tutti più responsabili in tema di riuso e di riciclo».

Il ministro ha aggiunto: «Lo slittamento era nella bozza e io mi sono opposta, sarebbe stato insopportabile che alla vigilia della scadenza della norma ci fosse stato nuovamente un motivo per non farla entrare in vigore. Mi sono molto battuta e tutto il Governo si è dichiarato favorevole al fatto che si procedesse senza ulteriori proroghe».

Se il provvedimento verrà effettivamente attuato dal prossimo anno, ci saranno gravi conseguenze per l’intera catena distributiva a livello nazionale, oltre che sui produttori nazionali di sacchetti, organizzati per fornire ogni anno circa 260mila tonnellate di shopper in plastica e sicuramente prive di tempo necessario e attrezzature per passare alla sola produzione di materiale biodegradabile.

Il problema industriale per il Ministro Prestigiacomo può essere risolto attraverso «accordi coi produttori e i consorzi che riciclano la plastica», senza che questo possa causare problemi. Il provvedimento sarà discusso a Bruxelles dove si incontrerà la ferma opposizione dei produttori europei di sacchetti. Secondo la società “Unionplast”, il precedente creato dal Governo francese tempo fa, per il ritiro di una normativa analoga, garantirà loro la vittoria.

In Francia, infatti, il Governo ritirò la norma per il rischio di una condanna da parte della Commissione. La messa al bando, oltre a non essere prevista da alcuna direttiva comunitaria, può essere considerata di ostacolo al libero scambio di merci tra i paesi membri e per questo sanzionata.

(Nicoletta Diella – ilquotidianoitaliano.it)

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