San Leon Energy, Stoppa la piattaforma

Anche “Menfi Cambia” aderisce al COMITATO “STOPPA LA PIATTAFORMA” nato per fermare ogni ipostesi di prospezioni geologiche per la ricerca di idrocarburi nel mare antistante Sciacca – Menfi – Selinunte .

Tramite questo blog,  informeremo i cittadini sugli sviluppi della vicenda: per questo abbiamo creato un’apposita  sezione del sito interamente dedicata all’iniziativa.

STOP ALLA PIATTAFORMA!!!

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2 Risposte

  1. Qualche giorno fa alla Camera dei Deputati l’On. Marinello (PDL) ha presentato una interrogazione urgente al Governo contro il progetto

    della San Leon Energy che ha inoltrato al Ministero dell’Ambiente una richiesta di Valutazione Impatto Ambientale per ricerca nelle acque

    siciliane, davanti alle nostre coste. Purtroppo l’On. si è dimostrato gravemente impreparato rappresentando argomenti scarichi ed inesatti;

    ciò si è acclarato dalla risposta in Aula del Sottosegretario Francesco Giro (PDL).

    Mi chiedo ironicamente se l’On. Marinello è lo stesso che nel 2008 ha presentato una proposta di detassazione per i consumi energetici di

    noi isolani. Poichè è così (verifica profilo deputato alla Camera), vorrei rilanciare: lo scarso Marinello sa che ridurre fino ad azzerare i costi

    energetici è necessariamente legato alla capacità produttiva della Sicilia? Produrre energia in questo mondo “ad economia al petrolio”

    significa almeno usare il nostro di petrolio.
    La ENI, lo Stato italiano, perfora a mare e a terra da sempre, dai tempi di Mattei. A Gela lo sappiamo tutti cosa c’è. Il vento e il sole sono

    fonti meravigliose ma sarebbe opportuno un pò di realismo. Chi accende le nostre luci? Chi permette di asfaltare le nostre strade? Chi ci

    permette di spostarci e trasportare persone e merci? Il petrolio. E i suoi derivati. Finchè con le fonti rinnovabili sarà possibile solo far girare

    qualche pala (obrobrio dal punto di vista dell’impatto visivo sulle nostre colline) o gonfiare qualche ideale vela, la Sicilia (ed il Paese) non

    potrà pagare meno i privilegi della tecnoilogia e del nostro standard di vita.
    Ipocrita dire “no al petrolio” dalla propria automobile a benzina. Ipocrita dire “rinnovabili e verdi per tutto” quando si sa che un’industria

    non accende le catene di montaggio con due raggi di sole.
    Siamo seri!
    Quando noi siciliani saremo disposti a spostarci camminando a piedi e farlo su sentieri sterrati, allora potremo dire alle compagnie “no!

    possiamo fare a meno dei milioni di euro che ci portate”.
    ____________________
    l’arancino Persefone

    • anche se siamo ancora legati al petrolio come fonte energetica primaria, questo non giustifica l’autorizzazione ad una società irlandese con un capitale sociale ridicolo (10.000 €) a compiere delle ricerche di fronte a delle coste che stanno seriamente puntando sul turismo con una serie di investimenti sia pubblici che privati.
      Il passaggio alle fonti alternative (compreso il nucleare) sarà graduale ma necessario.
      La detassazione per i siciliani come anche la fiscalità di vantaggio non sono cose irreali: significa zero tasse sui prodotti per quelle imprese che investono dalle nostre parti sul modello di quanto è avvenuto in Irlanda. La stessa irlanda dalla quale vengono a imporci delle folli ricerche: se si lavora il petrolio in una Regione (vedi Gela), le tasse vanno pagate e devono restare tutte su quel territorio.

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