La Cina entra nella cantina siciliana: Buyer del paese della grande muraglia nell’isola per importanti intese commerciali

Nell’accordo di programma sottoscritto dall’assessorato all’agricoltura della Regione Siciliana con l’Istituto per il Commercio con l’Estero (Ice), da domani a venerdì una delegazione di manager cinesi visiterà nove cantine sociali siciliane per presentare e stipulare eventuali accordi commerciali di vino sfuso. L’iniziativa nasce da uno studio, condotto dal Dipartimento degli Interventi Strutturali guidato Rosaria Barresi, sul mercato del vino cinese, che ha fatto rilevare una crescita esponenziale di consumo e un significativo orientamento verso il vino rosso e una scelta sempre maggiore dei giovani verso il vino di importazione a prezzo e qualità superiori.
“La Cina oggi è interessata al vino sfuso italiano. Per la Sicilia è un mercato strategico – ha detto l’assessore all’agricoltura, Michele Cimino – perchè risponde alle necessità del territorio e agli obiettivi della Regione: diminuire la produzione eccedente delle nostre 78 cantine e orientarla verso destinazioni certe di mercato. Quello cinese è un mercato in grande espansione, questa visita, è una grande opportunità”.
“I manager saranno accompagnati da funzionari specializzati – ha spiegato Rosaria Barresi – e il ruolo dell’amministrazione è costruire relazioni a lungo termine e fare da catalizzatore tra le nostre imprese e una realtà economica così importante, coprendo le distanze e offrendo i servizi necessari attraverso la conoscenza delle aziende cinesi, per evitare contenziosi o incomprensioni”.
Le cantine sociali coinvolte sono “Ericina” di Custonaci (Trapani); “Alto Belice” di San Cipirrello (Palermo); “Corbera” di Santa Margherita del Belice (Agrigento); “Cellaro” di Sambuca di Sicilia (Agrigento); “Settesoli” di Menfi (Agrigento); “Castelvetrano” di Castelvetrano (Trapani); “Europa” di Petrosino (Trapani); “Colomba Bianca” di Mazara del Vallo (Trapani); “Birgi” di (Trapani).
I manager cinesi rappresentano la Shangri-La Wine Co, un’azienda che produce 5.000 tonnellate di vino all’anno e prevede che raggiungerà quota 20.000. La società ha investito per l’introduzione di vitigni Cabernet Sauvignon, raggiungendo un livello di qualità in linea con gli standard internazionali; la Huaxia wine industry, che fa parte della Coefo, il maggiore importatore di vino sfuso cinese; la Shanghai Sunway Wine Co, Ltd, che rappresenta il più importante fornitore di vino sfuso in Cina; la Yantai Mingyang Winery, che fino a oggi ha importato solo dal Sud Africa, dalla Francia e dal Cile, ora è interessata al vino italiano; la Qinhuangdao Liuhe Vineyard, membro della China Wine Association, che ha una capacità produttiva annuale di 20.000 tonnellate di vino e grazie alle condizioni geografiche, utilizza Cabernet Sauvignon di qualità.

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